Nuovo Messale Ambrosiano dal 29 novembre

Il 4 aprile 2021, Pasqua del Signore, entra in vigore la terza edizione del Messale romano, che va a toccare in alcuni passaggi lo stesso Rito della messa con il popolo.

VIDEO Introduzione al nuovo messale: https://youtu.be/kEnl_IYaJqI

Questi mutamenti entreranno anche del Messale ambrosiano e cominceranno a essere utilizzati dal 29 novembre 2020 (terza domenica di Avvento Ambrosiano) per le parti comuni.

Lo scopo non è solo quello, pur necessario, di mettere in evidenza i cambiamenti, ma di ritrovare nel Messale il libro per la celebrazione  e la comprensione del mistero celebrato. Comprendere, celebrare e vivere sono la modalità corretta per aprirsi alla novità, che non cancella la tradizione, ma la rende attuale attraverso un linguaggio e una ritualità più facilmente accessibili alla cultura odierna.

I CAMBIAMENTI

  1. Nei riti di introduzione dovremmo abituarci a un verbo al plurale: «siano». Non sentiremo più «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi», ma «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi».
  2. È stato rivisto anche l’atto penitenziale con un’aggiunta “inclusiva”: accanto al vocabolo «fratelli» ci sarà «sorelle». Ecco che diremo: «Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…». Poi: «E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle…».
    VIDEO Introduzione al nuovo atto penitenziale: https://youtu.be/FjBqV5g_Kxg
  3. Si arriva al Gloria che avrà la nuova formulazione «pace in terra agli uomini, amati dal Signore». Una revisione che sostituisce gli «uomini di buona volontà» e che vuole essere più fedele all’originale greco del Vangelo.
  4. La formulazione del Padre Nostro riporterà una traduzione più fedele al testo greco, che pertanto viene modificata «rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male».  Infatti, come più volte sottolineato da Papa Francesco, “questa è una traduzione non buona. Sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, aiuta ad alzarsi subito. Chi ci induce in tentazione è Satana, è questo il mestiere di Satana”.
    VIDEO Introduzione al nuovo Padre nostrohttps://youtu.be/8Tqu3gVrxrA

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