Vivi la Parola 2025 10: Ottobre

VIVI LA PAROLA!
OTTOBRE 2025

 

Mercoledì 1 ottobre 2025   S. Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa

27Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.

«Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

39Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». 40E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

(Luca 20,37-38)

 

Per Gesù è chiaro che la parola “vita” si coniuga per intero a partire da Dio. Gesù stesso si definirà “la Vita”, per ricordarci che lontano da Lui la vita evapora fino a spegnersi. E la vita di Dio non ha confini né di intensità, né di tempo. È Lui a farla sbocciare ad alimentarla in ogni essere vivente. E ci accorgiamo che la vita splende e attrae: il segno di un’umanità realizzata e attraente è quella in cui la vita è bene visibile, ha energia, freschezza e creatività, indipendentemente dall’età anagrafica. E’ sempre Dio la vita che brilla in noi e che splende in proporzione dell’amore che sa esprimere.

 

 

Giovedì 2 ottobre 2025  Ss. Angeli custodi

1In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 2Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro 3e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. 5E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. 6Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. 7Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! 8Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. 9E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco.

«Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli»

(Matteo 18,10)

 

Gesù sta parlando dei piccoli: quelli che lo sono e quelli che lo diventano ed entrano nel Regno. Davanti agli altri valgono poco, gli occhi di tutti infatti guardano altrove. Ma per Dio sono preziosissimi. Sono esposti alla noncuranza e al disprezzo di chi li circonda e quindi rischiano di essere sopraffatti rapidamente. Ma Gesù assicura che schiere di angeli li accompagnano, li reggono e li illuminano, sono protetti con ogni riguardo, sottolineando così che l’attenzione del Padre celeste nei loro confronti è massima.

 

 

Venerdì 3 ottobre 2025   Beato Luigi Talamoni, presbitero

45Mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai suoi discepoli: 46«Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti;

«Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa»

(Luca 20,47)

 

Quale doveva essere il dolore di Gesù nel vedere che l’esperienza della fede nel Padre era rappresentata, nei suoi esponenti principali, da persone che approfittavano del loro ruolo per soddisfare la loro vanità, divorati com’erano dalla smania della ricchezza, divenuti ipocriti al punto da non accorgersene neanche. Era proprio un tradimento delle realtà più sacre. Ma il desiderio di apparire è sempre in agguato per tutti e non è facile sfuggire alla soddisfazione di essere lodati, con il rischio di inseguire anzitutto le apparenze. Solo l’amore, la cura degli ultimi ci difende da questi pericoli.

 

 

Sabato 4 ottobre 2025   S. FRANCESCO D’ASSISI, PATRONO D’ITALIA

25In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. 28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita»

30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

(Matteo 11,29)

 

La strada di Gesù è ben segnata. Lui stesso ci spiega come vive: accettando con pazienza la croce quotidiana, coltivando e irradiando mitezza, riconoscendo in ogni frammento e in ogni istante l’impronta del Padre. La fatica non manca, ma è come se le energie si rigenerassero costantemente, come quei motori ibridi che si ricaricano mentre si muovono. A volte ricerchiamo compensazioni di vario genere, ma sappiamo che poche cose nutrono in profondità e danno senso di compiutezza come una vita che si snoda docilmente e con amore nella volontà di Dio.

 

 

Domenica 5 ottobre 2025   VI DOPO IL MARTIRIO DI GIOVANNI IL PRECURSORE

40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

«Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa»

(Matteo 10,42)

 

Gesù si identifica con il discepolo. Ritiene fatto a sé quello che il discepolo riceve, con tutte le conseguenze che ne derivano. È un aspetto da non trascurare mai. E non è facile, perché la tentazione è sempre quella di ritenerci i veri protagonisti della missione, tanto che i successi o le delusioni diventano sempre un fatto personale. È vero che nella missione investiamo tutto quello che siamo, ma se guardiamo con attenzione Gesù ci accorgiamo che non dava particolare enfasi ai successi o agli insuccessi, perché era sempre ben consapevole di non fare cose sue, ma di compiere l’opera che il Padre gli aveva affidato.

 

 

Lunedì 6 ottobre 2025

5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».

«Gli domandarono: “Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?” Rispose: “Badate di non lasciarvi ingannare”»

Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

(Luca 21,7-8)

 

 

Come spesso avviene, Gesù non risponde direttamente alle domande che gli vengono poste. Indica ciò che è importante, senza soddisfare curiosità che indurrebbero al disimpegno, né cerca di spiegare quello che non potremmo capire. Ci orienta invece agli atteggiamenti principali da coltivare. E la prima cosa da fare di fronte alla prospettiva della fine dei tempi è quella di non farsi ingannare. Perché è molto facile lasciarsi trascinare dalle emozioni, perdendo l’aggancio con l’impegno del presente. Ed è ancora più facile lasciarsi abbindolare da profezie senza fondamento, che pullulano in ogni tempo.

 

 

Martedì 7 ottobre 2025   Beata Vergine Maria del Rosario

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

«Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio”»

36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

(Luca 1,34-35)

 

 

A Maria non viene chiesto dall’angelo Gabriele di fare cose speciali. Si tratta invece di lasciare semplicemente che tutto avvenga, senza porre ostacoli. Gli eventi di cui sarà spettatrice sono completamente fuori dalla sua portata e anche dalla sua immaginazione. Su come poi queste cose si realizzeranno le viene detto molto poco. E’ una storia tutta da vivere, tutta da scoprire. La parte di Maria in un certo senso è piccola, si tratta di pronunciare una parola di due lettere: sì. Ma è enorme, perché di vita ne abbiamo solo una e lei la gioca interamente su Dio, senza potersi affidare ad altri che a Lui.

 

 

Mercoledì 8 ottobre 2025

«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina»

21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; 22quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. 23In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

(Luca 21,20)

 

 

Gesù annuncia la distruzione di Gerusalemme. Un evento tragico, accompagnato da quelle sofferenze atroci che solo le guerre sanno infliggere. Non è un fatto di storia come gli altri: per Lui Gerusalemme è il luogo in cui il Dio ha posto la sua presenza, il tempio è simbolo di questa vita di Dio in mezzo al suo popolo. Purtroppo però l’uomo non riesce a lasciarsi guidare da Dio e allontanandosi da Lui costruisce giorno dopo giorno la propria rovina. Gesù è quindi un profeta addolorato: anche Lui avrebbe voluto scongiurare il crollo della città santa, ma la città lo ha rifiutato.

 

 

Giovedì 9 ottobre 2025

25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

«Mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria»

28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». 29E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: 30quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. 31Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 32In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. 33Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

(Luca 21,26-27)

 

È davvero notevole che il momento in cui tutto crolla e l’umanità è terrorizzata dagli eventi coincida con il ritorno di Cristo nella storia. Siamo infatti abituati a pensare che la fine del mondo sia soltanto una distruzione totale che cancella ogni alito di vita e lascia il nulla, in una catastrofe e una desolazione immani. Invece Gesù assicura che sarà il momento del trionfo della Vita, che sarà l’arrivo di ciò che l’umanità più profondamente attende e desidera. Soltanto l’ingiustizia, la violenza e la morte verranno distrutte, tutto ciò che è vita fiorirà in un modo meraviglioso, inimmaginabile.

 

 

Venerdì 10 ottobre 2025   S. Daniele Comboni, vescovo

34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

«Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo»

37Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. 38E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

(Luca 21,36)

 

Gesù ci insegna una preghiera di attesa. Una preghiera che tenga viva la vigilanza, che ci tenga in stretto contatto con Dio, che non ci permetta di lasciarci travolgere dagli eventi, che ci mantenga alla ricerca di ciò che Dio opera, che ci faccia desiderare sempre più intensamente di incontrarlo. È così facile essere distratti da mille incombenze anche doverose, perdendo di vista l’unica realtà che non passa, che è Gesù. La preghiera ce Lo rende vivo e presente, tiene accesa la relazione con Lui in ogni istante, riporta a Lui ogni cosa. E ci permette di amarLo in ogni fratello o sorella, vivendo sin d’ora l’incontro con Lui.

 

 

Sabato 11 ottobre 2025   S. Giovanni XXIII, papa

24E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. 25Egli disse:

«I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve»

27Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. 28Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove 29e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, 30perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno.

(Luca 22,25-26)

 

Gesù non elimina il compito di governare, né proclama un’anarchia generalizzata. Chiede però ai suoi un cambio radicale di atteggiamento. Occorre che in chi comanda non emerga anzitutto la sua autorità, ma il suo servizio. Che tutto sia funzionale al buon andamento della comunità, alla valorizzazione di singoli, al soccorso verso i più deboli. Così chi governa non appare, ma mette in rilievo gli altri. E nessuno deve mai sentire il potere di chi è a capo, né gli artigli del responsabile, neppure in caso di interventi scomodi e necessari. Nel cuore e nei toni  infatti occorre rimanere sempre all’ultimo posto.

 

 

Domenica 12 ottobre 2025   VII DOPO IL MARTIRIO DI GIOVANNI IL PRECURSORE

44Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

«Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra»

47Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 49Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni 50e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. 51Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». 52Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

(Matteo 13,45)

 

Colpisce in questa piccola parabola che il mercante venda tutto. E’ il gesto di chi non cerca più altro. E sì che nella vita questo mercante si era sempre appassionato di perle e le aveva sicuramente ammirate, lasciandosi riempire gli occhi dal loro lucentezza. Ma ora tutto il resto è passato in secondo piano. Quella perla vale molto più di tutte le altre messe insieme. È come un innamorato che vede più nessun’altra donna se non la sua amata. E si sa che gli innamorati nelle espressioni del loro sentimento vengono sempre presi un po’ per pazzi. Sì, per il Vangelo si è pronti a fare ogni pazzia.

 

 

Lunedì 13 ottobre 2025

35Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». 36Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

«Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi»

Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».

(Luca 22,37)

 

C’è qualcosa di molto misterioso nel fatto che Dio, il Santissimo, debba apparire come un malfattore, che debba essere apertamente squalificato da tutti. È proprio il capovolgimento assoluto della realtà. Dio si mostra nel suo contrario, viene descritto per ciò che non è. È un mistero che culmina nel grido di abbandono, in cui Gesù grida la sua distanza dal Padre, contraddicendo quell’unità piena e totale con Lui che aveva sempre affermato. È proprio l’ingresso di Dio nel “non senso” del peccato, della morte che affligge l’uomo di ogni tempo. Solo così la Luce di Dio può essere germe di risurrezione per l’umanità e il cosmo.

 

 

Martedì 14 ottobre 2025

«Gli dissero: “Se tu sei il Cristo, dillo a noi”. Rispose loro: “Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio”»

70Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».

(Luca 22,67-69)

 

Nell’interrogatorio finale davanti al sinedrio Gesù risponde con parole che tante volte aveva già pronunciato, denunciando l’ostinata chiusura dei cuori dei suoi interlocutori. Viene da chiedersi perché Gesù, nel corso del suo ministero, sia rimasto sempre in dialogo con persone che gli erano violentemente ostili e non mostravano alcun segno di cambiamento. Certo, erano i notabili religiosi del tempo e non poteva ignorarli, doveva rispondere alle loro obiezioni per mostrare pubblicamente la bontà della sua missione. Ma ci ricorda anche che per il cuore di Dio mai nessuno è perduto e che il Padre non smette di rincorrere ciascuno per salvarlo.

 

 

Mercoledì 15 ottobre 2025   S. Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa

«Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato””»

30Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. 31Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

(Luca 23,28-29)

 

Il racconto della Passione in Luca ci mostra Gesù che nel pieno delle sue atroci sofferenze non smette di soffrire per coloro che gli stanno accanto, sapendo la tragedia che incombe su di loro. È tipico di chi ama decentrarsi, vivere l’altro dimenticandosi. Vengono alla mente le parole di S. Teresa di Calcutta: “Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo; quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare; quando sono umiliato, fa’ che io abbia qualcuno da lodare; quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia; quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona”.

 

 

Giovedì 16 ottobre 2025   Beato Contardo Ferrini

44Poi disse:

«Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi»

45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni.

(Luca 24,44)

 

La vita di Gesù contiene tutta la Bibbia. Per questo Lui è l’esegesi più autorevole di ogni brano, sia del Primo che del Nuovo Testamento. Ogni pagina parla di Lui, perché ogni verità ha in Lui l’origine e ogni male è da lui conosciuto, abbracciato e redento. «E’ compiuto» dirà sulla croce (Giovanni 19,30), prima di donare lo Spirito. Lui è La Parola che contiene tutte le altre. E anche a noi suoi discepoli viene chiesto di essere la Sua parola perché Lui possa rivivere. Perché la gente incontrando noi incontri Lui e sia il Suo amore a raggiungere in ogni tempo ogni uomo.

 

 

Venerdì 17 ottobre 2025   S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire

«Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno»

E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». 33E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte».

(Luca 22,31-32)

 

Difficoltà, contrattempi, ostacoli, tentazioni, aridità, confusioni…siamo abituati a incontrare queste realtà, spesso a conviverci e sappiamo che la fatica del vivere non ci è risparmiata (anche se, quando si vengono a sapere certe situazioni, abbiamo di che ritenerci dei privilegiati!). Ma in tutto questo si mescola anche l’opera di satana che, come dice Gesù, ci vaglia come il grano, ci mette alla prova, ce la mette tutta per farci cadere, per indebolire la nostra fede, cerca di renderci disillusi, lamentosi, spenti, timorosi e impotenti verso il futuro, incapaci di sollevarci dalle nostre fragilità. Ma contro tutto questo si eleva sempre la potentissima preghiera di Gesù per noi, che spazza via ogni cosa e riporta la Vita.

 

 

Sabato 18 ottobre 2025   S. LUCA, EVANGELISTA

1Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.

«Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio””»

(Luca 10,8-9)

 

Il passaggio dei discepoli che Gesù invia in coppia è semplice e benefico. Giunge inaspettato come un dono, si offre con disponibilità e letizia, porta fiducia, guarigione e  annunci promettenti. È una sorgente di acqua fresca che disseta in profondità, porta quella pace che tutti cercano, ma che spesso non trovano. Non minaccia, né si impone, non usa toni roboanti, non si impegna in promesse azzardate, ma invita, incoraggia, nota e valorizza quello che trova. Il Regno infatti è già qui, è vicino, l’amore e la generosità infatti sono diffusi in grande abbondanza, a volte ci mancano solo gli occhi per vederli.

 

 

Domenica 19 ottobre 2025   DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO

CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

43Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. 45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. 46Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?

«Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene»

(Luca 6,47-48)

 

La parola di Dio scava molto in profondità. Non perché susciti pensieri complicati o astrusi, ma perché ci raggiunge nei punti vitali, che spesso nascondiamo anche a noi stessi, getta luce su quelle fragilità per le quali reagiamo subito, proprio perché ci sentiamo punti sul vivo. Ma la profondità della Parola è anche la forza della Chiesa. Essa è costruita su quella roccia che è la professione di fede di Pietro, roccia nella quale è piantata la croce del Signore, che è perdono, redenzione, vita e risurrezione per la Chiesa di ogni tempo. Per questo, nonostante le nostre fragilità e le ostilità, la Chiesa continuerà sempre ad attraversare i secoli.

 

 

Lunedì 20 ottobre 2025

«Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù»

Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. 43Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». 44Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. 45Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». 46Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». 47Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». 48Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». 49Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». 50Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». 51Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

(Giovanni 1,40-42)

 

Penso sia capitato a tutti di vivere un’esperienza talmente ricca di emozioni da averne il cuore pieno, commosso. In questi casi non si vede l’ora di trovare qualcuno cui raccontarla, perché già il semplice parlarne ci permette in qualche modo di riviverla e anche perché quello che abbiamo vissuto è troppo bello perché non possa regalare qualcosa di quella gioia anche a chi ci ascolta. Come doveva essere pieno il cuore di Andrea, dopo una serata trascorsa a casa di Gesù: un’intensità traboccante e incontenibile, non poteva non raccontarla e raccomandarla subito a Pietro!

 

 

Martedì 21 ottobre 2025

«Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui»

14Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare 15con il potere di scacciare i demòni. 16Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, 17poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; 18e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo 19e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

(Marco 3,13)

 

Non si sono proposti loro. Sono stati scelti ad uno ad uno, chiamati con il loro nome. Ci sarà stata soddisfazione in loro per il sentirsi eletti tra molti, magari qualcuno avrà addirittura pensato di meritarselo, avranno cominciato a sognare in grande nei loro piccoli desideri: tutte ingenuità che il Signore conosceva, sapendo che ci avrebbe pensato la vita a spazzare via quelle cose, al momento opportuno. È sempre così: si comincia pensando di valere qualcosa e poco a poco con il passare degli anni ti accorgi che sei solo opera Sua, amato infinitamente e scelto inspiegabilmente per l’avventura più bella che ci sia.

 

 

Mercoledì 22 ottobre 2025   S. Giovanni Paolo II, papa

«Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri»

8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

(Marco 6,7)

 

Gesù non è un accentratore. Anche se è molto capace, sa delegare ad altri, con un coraggio notevole. I Dodici infatti non avevano frequentato corsi speciali di teologia, né master, è probabile che più di qualcuno tra loro non sapesse leggere. Certo è che provengono da un’esperienza straordinaria, unica: la vita insieme con Gesù. E ne hanno assimilato, in parte, lo stile; ne seguono le indicazioni. È indubbio che Gesù al loro posto avrebbe saputo fare molto di meglio, parlare in modo molto più ricco e persuasivo. Ma la sorpresa è che i frutti sono gli stessi. Come se proprio Lui stesso agisse attraverso di loro.

 

 

Giovedì 23 ottobre 2025

«Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi»

2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. 10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11“Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. 12Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

(Luca 10,1)

 

C’è il tempo della formazione e poi c’è il tempo dell’invio. Gesù non tergiversa a lungo prima di mandare in missione i suoi e non solo quelli della ristretta cerchia dei Dodici. Occorre agire, entrare in relazione con le persone, mostrare il Vangelo con opere concrete, affrontare ogni rischio, essere “Chiesa in uscita”, abbandonando le condizioni rassicuranti della propria zona di comfort, avventurandosi nell’ignoto, sapendo di non essere soli. Se a volte ci attardiamo a programmare progetti pastorali dettagliati, volendo organizzare tutto, rischiamo di perdere tempo prezioso. Le parole devono presto lasciare lo spazio ai fatti.

 

 

Venerdì 24 ottobre 2025

1In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.

«C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni»

(Luca 8,1-3)

 

Tra queste donne nominate qui nel Vangelo, di Maria Maddalena sappiamo molto. Giovanna è citata per nome un’altra volta sempre dal Vangelo di Luca tra le donne che al mattino di Pasqua si recano al sepolcro e ricevono l’annuncio della risurrezione (cfr. Luca 24,10). Di Susanna e delle “molte altre” che seguono Gesù non abbiamo altre notizie, ma è bello sapere che erano un bel gruppo. Nel corso dei millenni diventeranno miliardi le discepole, più numerose dei maschi, come sempre si nota nelle assemblee liturgiche e nelle comunità ecclesiali. Con un ruolo che acquisterà sempre più spazio, visto che lo Spirito nel nostro tempo spinge sempre più in questa direzione.

 

 

Sabato 25 ottobre 2025   Beato Carlo Gnocchi, presbitero

1Mentre

«La folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio»

Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. 4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». 5Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 8Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

(Luca 5,1)

 

La gente cercava Gesù per i miracoli, ma era molto attratta dalla sua parola. Non erano poi in molti ad avere bisogno urgente di una guarigione fisica, la maggior parte di chi gli stava attorno era attratta da lui, dalla sua persona, da quello che diceva. Entrava nei cuori, parlava di Dio in modo nuovo, si aveva davvero l’impressione di conoscere Dio per la prima volta. E tutto era così accessibile, comprensibile, vero. Ci si sentiva spinti a mettere in pratica anche le esigenze più alte che Lui indicava, come se all’improvviso tutto fosse diventato possibile. Per questo si era capaci di ascoltarlo dimenticando il tempo e la fame.

 

 

Domenica 26 ottobre 2025   I DOPO LA DEDICAZIONE

16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. «Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli»

battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

(Matteo 28,17-19)

 

Nell’istante in cui gli apostoli vengono inviati appare in modo evidente la fragilità della loro fede. Ci sarebbe di che demoralizzarsi, verrebbe voglia di cambiare programma e di ritornare ai fondamentali della loro istruzione. Invece Gesù li invia subito. Così come sono. Perché sarà Lui a confermarli, a persuaderli mentre evangelizzeranno. Toccheranno con mano la potenza di Dio, conosceranno un entusiasmo che non avevano mai immaginato e che le difficoltà e le persecuzioni non riusciranno a spegnere, cammin facendo comprenderanno la verità delle parole che avevano ascoltate. Gesù infatti rimane con loro sempre. Anche oggi.

 

 

Lunedì 27 ottobre 2025

«Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. E Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”»

59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». 61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». 62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

(Luca 9,57-58)

 

Questo personaggio anonimo si propone come discepolo. Non è Gesù a chiamarlo, è lui che si fa avanti con slancio, conquistato dal maestro, da quello che vede e che ascolta. Gesù lo mette in guardia. Il Vangelo è meraviglioso, ma non è solo poesia, occorrono radici e resilienza, senza mai lasciarsi sconvolgere dagli imprevisti. Ci sono anche disagi, ingiustizie, solitudini, notti e chi si lascia trasportare solo dagli entusiasmi viene meno. Forse Gesù si era accorto della sua indole e lo ammonisce, forse invece lo sta mettendo alla prova e di lì a poco lo invierà con un compagno, scegliendolo nei 72. Ma quelle parole rimangono utili per lui e per tutti.

 

 

Martedì 28 ottobre 2025   Ss. SIMONE E GIUDA, APOSTOLI

19«Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.

«Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui»

22Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». 23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. 25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

(Luca 14,21)

 

Se entri nell’amore di Gesù scopri realtà che non avresti immaginato. Perché vieni coinvolto nell’amore della Trinità, quello che circola fra le Tre Persone. E cominci a capire ciò che per altri resta oscuro, a vedere cose di cui gli altri non si accorgono, a comprendere che Dio non ti lascerà più, nonostante te e i tuoi limiti. Vedrai poi che l‘amore di Dio per te è davvero immenso, che non lo meriti per nulla e tutto questo ti apparirà sempre più chiaro e grande quanto più ti sentirai umiliato dalla tua inadeguatezza. Scoprirai la dolcezza del perdono, la possibilità che ti viene sempre offerta di ricominciare e ti sembrerà di potercela fare solo perché a Lui nulla è impossibile.

 

 

Mercoledì 29 ottobre 2025   Beata Chiara «Luce» Badano

«9Ma io vi dico:

«”Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio”. Gli dissero i suoi discepoli: “Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. Egli rispose loro: “Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso”»

12Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

(Matteo 19,9-11)

 

La scelta celibataria non smette di suscitare perplessità, incomprensioni e critiche lungo i secoli. E sarà sempre così. Non perché non ne manchino le ragioni persuasive, ma semplicemente perché dal di fuori sembra spesso una scelta impossibile, inumana. Gesù infatti dice che «non tutti capiscono questa parola». Ci sono tante risorse inesplorate che l’uomo e la donna possiedono e solo Dio conosce ciascuno fino in fondo. Di fatto la storia ci dimostra che è un’opzione possibile e, se la si vive dilatando l’amore verso tutti, si vedono persone realizzate, luminose, nei quali brilla, poco o tanto, qualcosa della luce di Gesù.

 

 

Giovedì 30 ottobre 2025

27Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». 28E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. 29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.

«Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi»

(Matteo 19,29)

 

È una frase che spesso ritorna nei Vangeli, o alla fine di una parabola, o nel mezzo di alcune indicazioni di Gesù. A volte non è chiara la relazione di queste parole con quanto si stava narrando. Probabilmente perché si tratta di una frase che spesso usciva dalle sue labbra. E ci ricorda che le nostre classifiche sono lontane dalla verità e risultano sgangherate rispetto a quelle di Dio. Il Vangelo infatti continua ad ogni frase a capovolgere i nostri criteri, a ricordare che solo l’amore conta, che tutto il resto è inconsistente.

 

 

Venerdì 31 ottobre 2025

40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

«Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa»

(Matteo 10,42)

 

Ci sono piccoli gesti che rimangono in eterno. Noi ce li dimentichiamo, perché in una giornata si fanno tante cose e spesso le nostre preoccupazioni si concentrano su altro. L’importante è che un gesto, piccolo o grande che sia, abbia come origine l’amore, la gratuità. In questo senso una giornata ne può essere piena, se siamo e viviamo davvero per gli altri, se ci decentriamo, se ci occupiamo anzitutto della gioia di chi ci sta vicino. Anche perché con queste intenzioni nascono piccole attenzioni nuove, diverse, che altrimenti non ci verrebbero mai in mente. Dall’amore infatti nasce tutta un’altra vita che rimane in eterno.

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