Vivi la Parola! 2017.06.25

Domenica 25 giugno 2017

III dopo Pentecoste

Il Signore Gesù disse a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in lui non vada perduto,

ma abbia la vita eterna»

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

(Giovanni 3,16)

Amare è dare.

Dare ciò che si ha di più prezioso, i propri beni non solo materiali, ma anche relazionali, intellettuali.

Essere pronti a donare senza trattenere nulla, neanche i rapporti che ci sono più cari, per poter davvero avere il cuore libero e sempre pieno di Spirito santo, pronti ad accogliere con tutto noi stessi le persone e le realtà che nell’attimo presente ci viene chiesto di amare.

Dio ama così. E la nostra vocazione è offrire, ripresentare al mondo questo Amore.

 

Buona domenica!

don Carlo

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