Vivi la Parola! 2018.01. 05 & 06

Venerdì 5 gennaio 2017

Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”.

«Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua,

perché egli fosse manifestato a Israele»

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

(Giovanni 1,31)

Giovanni si è giocato la vita per il Signore, eppure ammette di non conoscerlo.

Sicuramente se ne era fatto un’idea diversa, non lo avrebbe mai immaginato in fila tra tanti che aspettavano il proprio turno per farsi battezzare.

Anche a noi spesso succede la stessa cosa.

Pensiamo di essere molto vicini a Gesù, ma ancora ne abbiamo un’idea vaga.

Ce ne facciamo una nostra immagine e rimaniamo vincolati ad essa.

La forza di Giovanni è quella di lasciarsi spiazzare, di ammettere davanti a tutti: «Io non lo conoscevo» e ricominciare la ricerca.

Buona giornata!

don Carlo

Sabato 6 gennaio 2017

EPIFANIA DEL SIGNORE

Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?

«Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo»

All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, / non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: / da te infatti uscirà un capo / che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

(Matteo 2,2)

Ecco gli ultimi personaggi che il Vangelo ci fa mettere nel presepe.

Prima i pastori poveri di Israele, ora i Magi ricchi stranieri.

C’è posto per tutti davanti alla Grotta, si tratta solo di fidarsi, quelli della parola degli angeli, questi di una stella.

Questi studiosi delle stelle non conoscevano la Bibbia, non erano credenti, ma cercavano la verità.

Per arrivare a Dio non occorre solo credere, serve essere sempre in ricerca del senso della vita, non adagiarsi su certezze già acquisite una volta per tutte.

Il rischio è di arroccarsi nelle proprie idee e perdere tutte le novità che il Signore ci dona.

La fede è un cammino, non esiste un momento in cui ci si può sedere.

Buona festa!

don Carlo

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