Vivi la Parola! 2018.03. 05 & 06

Lunedì 5 marzo 2018

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani:

«Essi credono di venire ascoltati a forza di parole»

Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: / Padre nostro che sei nei cieli, / sia santificato il tuo nome, / venga il tuo regno, / sia fatta la tua volontà, / come in cielo così in terra. / Dacci oggi il nostro pane quotidiano, / e rimetti a noi i nostri debiti / come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, / e non abbandonarci alla tentazione, / ma liberaci dal male. / Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

(Matteo 6,7)

Non ci stupiremo mai abbastanza all’idea che Dio ascolta la preghiera di ogni uomo che c’è sulla terra, e siamo in tanti!

Ma c’è di più. Non si tratta da parte Sua di ascoltare solo il “detto”, ma anche e soprattutto il “non detto”, ovvero i moti del cuore, i desideri dell’anima, le intenzioni che è difficile esprimere.

In questo senso lo Spirito santo viene sempre in nostro aiuto, intercedendo anche con «gemiti inesprimibili» (Romani 8,26).

Le parole sono quindi soprattutto espressione esterna di ciò che si muove dentro: lì il Padre guarda, ascolta ed esaudisce.

Buona giornata!

don Carlo

   Martedì 6 marzo 2018

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che

«Assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano»

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

(Matteo 6,16)

Certe teatralità per mettersi al centro dell’attenzione, anche con il pretesto di testimoniare la nostra fede e le sue pratiche, sono sempre improduttive.

Il momento massimo in cui Gesù mostra la sua identità di rivelatore del Padre è sulla croce, che è il contrario di ogni ostentazione.

Dio è discreto.

Ce ne accorgiamo nella nostra vita con Lui.

E se vogliamo testimoniarlo la Sua luce brillerà in noi quanto più il nostro amore sarà vivo e autentico.

Buona giornata!

don Carlo

COMMENTS