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Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Novembre 2016
Enrico CornelliNovembre 2016Pubblicato il 1 novembre 2016

2016-11-18

Venerdì 18 novembre 2016

Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

«Vedendo le folle, ne sentì compassione»

perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

(Matteo 9,36)

Dovremmo entrare sempre meglio in questo sguardo di Gesù sulla folla. Lì è il segreto di tutto.

Infatti è proprio quel Suo amore che penetra i cuori dell’umanità e ne comprende i bisogni: da lì scaturisce una passione, una dedizione totale per noi tutti, fino alla fine.

È proprio questo nostro bisogno che ha attratto da sempre il cuore di Dio verso l’umanità e ora con Gesù questo amore può riversarsi per intero su di essa.

Non è l’emozione di un istante, è un sentimento tenace, indistruttibile, sul quale tutti possiamo contare per sempre.

Buona giornata!

don Carlo

2016.11.20

Domenica 20 novembre 2016

II di Avvento

I figli del Regno

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, 

«La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, 

nel deserto»

Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri! / Ogni burrone sarà riempito, / ogni monte e ogni colle sarà abbassato; / le vie tortuose diverranno diritte / e quelle impervie, spianate. / Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco». Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

(Luca 3,2)

Dio inizia cose grandiose là dove non c’è nulla, dove le risorse umane sono prossime allo zero, dove nessuno guarda né si interessa. Con Giovanni Battista nel deserto, con Maria a Nazareth, con Gesù a Betlemme, ma già prima con il vecchio Abramo e con lo sconfitto Mosè. E così anche nella storia della Chiesa fino ad oggi.

La salvezza del mondo viene dalle periferie, dal nascondimento.

Dio non ha bisogno di protagonismi, di slogan a effetto, di empatie immediate. Ha bisogno di libertà che si consegnano alla sua opera, di umiltà, di fiducia, di lasciarsi riempire da Lui.

Buona giornata!

don Carlo

2016.11.21

Lunedì 21 novembre 2016

Presentazione della Beata Vergine Maria

Giunsero la madre del Signore Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché 

«Chi fa la volontà di Dio, 

costui per me è fratello, sorella e madre»

(Marco 3,35)

Se vogliamo assomigliare a Maria, la strada più sicura è imitarla nel fare la volontà del Padre. Gesù stesso ha detto che così si diventiamo sue madri, nel senso che lo generiamo al mondo di oggi nella nostra vita come Maria.

Occorre quindi abbracciare questa Sua volontà quando è prevista dai doveri del nostro stato e anche quando non è prevista, per imprevisti o contrattempi. 

Allenarsi a questa prontezza chiede docilità, duttilità, disponibilità ad abbandonare i nostri progetti senza protestare: sapendo che quanto ci viene chiesto di vivere è immensamente meglio, perché Dio nel Suo amore per noi lo vuole o lo permette.

Buona giornata!

don Carlo

2016.11.22

Martedì 22 novembre 2016

S. Cecilia, vergine e martire

I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; / il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. / Porrò il mio spirito sopra di lui / e annuncerà alle nazioni la giustizia. / 

«Non contesterà né griderà

né si udrà nelle piazze la sua voce»

Non spezzerà una canna già incrinata, / non spegnerà una fiamma smorta, / finché non abbia fatto trionfare la giustizia; / nel suo nome spereranno le nazioni».

(Matteo 12,19)

Lo stile di Gesù non è clamoroso. Non si impone in modo violento e grossolano, facendo pressione sulle emozioni, non si occupa di marketing strategico. 

Vorrebbe che anche i miracoli passassero sotto silenzio, perché ciò che resta è che il singolo si senta raggiunto dall’amore personale e sorprendente di Dio. La conversione vera infatti, come le grandi svolte della vita e i grandi “sì” avvengono nel silenzio, nell’interiorità, nel dialogo a tu per tu con Dio e solo lì trovano sempre nuova forza per la perseveranza.

Buona giornata!

don Carlo

2016.11.24

Giovedì 24 novembre 2016

Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: «Di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio» infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato». (Matteo 12,36)

Parole forti queste di Gesù, che ci interpellano su ciò che comunichiamo e più profondamente su ciò che ci sta a cuore dire, o far sapere. Perché le parole che diciamo, gli argomenti su cui apriamo le conversazioni esprimono ciò che ci fa vivere, ciò che ci preme ed interessa. A forza di parlare solo di vanità o di cose superficiali il cuore si ammala. Quanto più invece cerchiamo di andare in profondità, ponendoci domande serie, e ascoltando con il cuore i fratelli, tanto più l’orizzonte si allarga, ci si appassiona a grandi ideali e le nostre parole lasciano scie di luce.

Buona giornata! don Carlo

2016.11.25

Venerdì 25 novembre 2016

Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù:

«Maestro, da te vogliamo vedere un segno»

Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
(Matteo 12,38)

Gesù non soddisfa la richiesta di scribi e farisei, perché per chi è condizionato da pregiudizi radicali i segni non si vedono e comunque non bastano mai: si attendono solo segni contrari e se non si trovano si rimane semplicemente insoddisfatti, ma non si è disposti a cambiare opinione.
Curiosamente i più liberi per accogliere il Vangelo e le novità di Dio non sono quelli che sembrerebbero i più preparati, ma chi viene da lontano, che non ha schemi rigidi e fissi, e mettendosi in ascolto di Gesù si sente interiormente capito, interpretato e amato.

Buona giornata!
don Carlo

2016.11.26

Sabato 26 novembre 2016

Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice:

«Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito»

  E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». (Matteo 12,44)

Ci sono periodi in cui non ci sentiamo particolarmente esposti alle tentazioni, c’è una grazia speciale che ci accompagna e ci sembra che la presenza di Dio in noi ci renda invulnerabili. Sono momenti d’oro, in cui è importantissimo amare molto perché cresca la nostra unione con Dio e ci doni quella gioia che solo Dio sa dare. Poi sopraggiungono tempi diversi in cui ci sentiamo più esposti, più fragili e lo spirito impuro tenta mille modi per fuorviarci, toccandoci nei nostri punti deboli. Solo se la nostra vita interiore ha messo salde radici nell’amore di Dio, possiamo con il Suo aiuto resistere nel giorno della prova, della lotta e della fatica ed uscirne magari feriti, ma vincitori. Altrimenti è facile soccombere.

Buona giornata! don Carlo

2016.11.27

Domenica 27 novembre 2016 II di Avvento Le profezie adempiute

Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete» i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». (Matteo 11,4)

Giovanni Battista si aspettava altro. Aveva annunciato un Messia diverso, focoso, non misericordioso. Dio ovviamente scompiglia anche le attese dei santi e quindi capita anche a loro di trovarsi smarriti, confusi, con tante domande. Gesù gli risponde che i segni di Dio non sono quelli clamorosi, che dovrebbero sbaragliare il male con violenza. Dio entra nella storia umana dalla porta dei piccoli, degli ultimi, chinandosi su di loro, colmandoli di beni, accendendo in loro speranze mai pensate. La strada della salvezza per l’umanità passerà sempre attraverso di loro, perché proprio in loro Gesù si rende presente.

Buona giornata! don Carlo

2016.11.28

Lunedì 28 novembre 2016

Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».

«E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi»

(Matteo 13,58)

Sembra che ci sia una sola cosa che sa frenare la mano di Dio dal compiere miracoli: l’incredulità.

In apparenza da parte dei suoi compaesani c’è una raffica di domande. Ma non sono domande fatte per sapere, per capire. Sono domande retoriche, che sanno già la risposta e quindi non sono aperte ad altre risposte.

Ancora una volta sono i vicini i più svantaggiati. Credono di sapere e non sanno, credono di vedere e non vedono.

Può capitare anche oggi, a noi credenti, se abbiamo già inscatolato Dio nel nostro sapere: diventiamo ciechi, condannando chi vede.

Buona giornata!

don Carlo

2016.11.29

Martedì 29 novembre 2016

In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro:

«E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio
in nome della vostra tradizione?»

Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. / Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. / Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: / “Questo popolo mi onora con le labbra, / ma il suo cuore è lontano da me. / Invano essi mi rendono culto, / insegnando dottrine che sono precetti di uomini”».
(Matteo 15,3)

Sembra impossibile che possa accadere, eppure è un’insidia che ci attacca e ci avvelena quando meno ce lo aspettiamo.
Siamo così legati alle nostre abitudini religiose, tramandate di padre in figlio, a quello che si è sempre fatto e pensato (o almeno così ci dicono) che non ci domandiamo se davvero hanno a che fare con il Vangelo, con quello che Gesù ci ha insegnato.
Se qualcuno le mette in discussione lo vediamo subito come uno che vuol cambiare la religione.
Un pericolo.
Così veniva visto Gesù dai credenti del suo tempo.
Ma le risorse della misericordia sono infinite e Dio non si lascerà mai chiudere nelle nostre tradizioni, il Suo Spirito non smetterà mai di rinnovarle.

Buona giornata!
don Carlo

2016.11.30

Mercoledì 30 novembre 2016
ANDREA APOSTOLO
Commemorazione del Battesimo di S. Ambrogio

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro:

«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»

Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

(Matteo 4,19)

Noi non sapremmo la strada. Ma Gesù la percorre davanti a noi e noi lo seguiamo.

Solo così possiamo diventare pescatori di uomini.

Occorre imparare tutto, ogni giorno, da Lui. Fino ad amare come Lui, fino ad essere Lui.

Allora è Lui che attira, che pesca in noi.

E non corriamo il rischio di agganciare le persone a noi, per la loro perdizione.

Buona giornata!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Novembre 2016