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Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Settembre 2025
Enrico CornelliSettembre 2025Pubblicato il 1 settembre 2025

VIVI LA PAROLA !

Settembre 2025

Lunedì 1 settembre 2025

«

8

Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca acc

uratamente finché non la trova?

«E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”»

10

Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

(Luca 15,9)

Perdere qualcosa è un’esperienza scomoda, è sempre un problema. A volte si devono spendere molte energie e tempo per cercarla e si ringrazia tanto sant’Antonio quando la si ritrova. Ma la gioia più grande è quando noi o altri ritroviamo la strada di Dio, quando riscopriamo come fosse la prima volta quanto è grande il suo amore e ci domandiamo come sia stato possibile non ricordarlo

sempre

o perderlo di vista. Questa gioia infatti supera ogni altra, è come se per un attimo diventassimo davvero permeabili alla gioia del Paradiso.

Martedì 2 settembre 2025

1

Diceva anche ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

2

Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

3

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.

«So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”»

5

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”.

6

Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”.

7

Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.

8

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

(Luca 16,4)

Questo amministratore sa stare al mondo, sa trovare le strade per cadere sempre in piedi. Sa farsi degli amici, anche se in modo spregiudicato

diremmo noi

, ma si sa, “gli affari sono affari”.

Che i discepoli abbiano

la stessa scaltrezza nelle cose di Dio

è il sogno di Gesù. F

acendo sempre prevalere la logica dell’amore, del dono di sé quando si è in difficoltà, inventandole tutte perché nessuno ci rubi dal cuore il vangelo della speranza, spiazzando i nostri critici con la generosità e l’accoglienza a tutto campo, perdonando di cuore come se nu

lla fosse successo, creando quindi sempre rapporti nuovi con tutti.

Mercoledì 3 settembre 2025   S. Gregorio magno, papa e dottore della Chiesa

9

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi

accolgano nelle dimore eterne.

10

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.

11

Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

12

E se non siete stati fedeli nella ricchezza

altrui, chi vi darà la vostra?

13

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

«I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: “Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole”»

(Luca 16,14-15)

È facile ritenersi giusti dopo che si è confezionata un morale che ci faccia stare bene, a proprio uso e consumo

, diventando noi stessi il criterio di misura per giudicare gli altri. Il Vangelo invece provoca e spiazza, non ci fa mai stare tranquilli, perché l’amore spinge sempre oltre. La libertà dal denaro e dagli attaccamenti alle cose è una realtà sempre insidiata e sempre da riconquistare, cercando di legare il cuore solo alle cose che non passano, alla bellezza della Provvidenza che commuove il cuore ogni volta che ne facciamo esperienza.

Giovedì 4 settembre 2025

16

La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di

entrarvi.

«È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge»

18

Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

(Luca 16,17)

A volte siamo tentati di pensare che ormai la legge fatta di prescrizioni e di divieti sia superata dalla legge nuova dell’amore. In realtà Gesù rivisita tutto il Primo Testamento senza cambiare una lettera, ma rileggendo ogni indicazione come occasione per amare e riportare ogni comportamento alla sua vera origine.

Perché la fedeltà millimetrica ai gesti può avvenire anche a cuore freddo e indifferente, ma non nutre l’interiorità né l’umanità di chi la vive così, mentre la fedeltà di chi rimane sempre nell’amore dà valore ad ogni atto, anche al più piccolo, riempiendolo di Luce.

Venerdì 5 settembre 2025   S. Teresa di Calcutta, vergine

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco»

ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

22

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.

23

Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui.

24

Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

25

Ma Abramo rispose: “Figlio,

ricòrdati

che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

26

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

27

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre,

28

perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”.

29

Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”.

30

E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”.

31

Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

(Luca 16,19-21)

Abituati come siamo a vedere lo spettacolo della povertà assoluta e della ricchezza sfrenata che convivono fianco a fianco siamo indotti a pensare che sia un’inevitabile legge della vita, per la quale non ci possiamo fare nulla

, se non qualche rapida elemosina che lascia quasi tutto come prima. Dimentichiamo che ne va del senso e della qualità della nostra vita, che ha valore agli occhi di Dio non per i successi o le prodezze che possiamo compiere, ma per la magnanimità con cui viviamo la condivisione con chi non ha.

Sabato 6 settembre 2025

«Allora Pietro gli rispose: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?”»

28

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.

(Matteo 19,27)

Non

credo che queste parole lasci

no trapelare una qualche insoddisfazione di Pietro per la scelta di fondo

che

a

veva

fatto quel giorno in cui ha incontrato Gesù. Il Vangelo ce lo presenta sempre molto coinvolto in questa nuova esperienza che gli ha cambiato la vita. Ma sappiamo che talora il peso del quotidiano si fa sentire e non tutto brilla come agli inizi. Ed allora è bello sentire che le promesse di Gesù travalicano i confini della

vita terrena, assicurano un grande coinvolgimento nel

l’

eternità futu

ra

, mostrano che la pienezza della vita non si spegnerà mai.

Domenica 7 settembre 2025   II DOPO IL MARTIRIO

DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE

28

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”.

29

Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò.

30

Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò.

31

Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro:

«In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio»

32

Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.

(Luca 21,31)

Non è una minaccia provocatoria, né un’iperbole un po’ esagerata. È semplicemente la realtà che Gesù vedeva davanti a sé. Gli osservanti scrupolosi della legge rimanevano fermi nelle loro convinzioni e nelle loro pratiche religiose, mentre le persone più vituperate della società correvano dietro a Gesù e diventavano discepoli del Regno. La realtà è sempre in divenire e il cammino di ciascuno è esposto a molte svolte. Noi giudichiamo e definiamo

una persona per quello che ha fatto, Dio invece non smette di scommettere sulle sue potenzialità.

Lunedì 8 settembre 2025   NATIVITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA

1

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.

2

Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,

3

Giuda generò

Fares

e Zara da Tamar,

Fares

generò

Esrom

,

Esrom

generò

Aram

,

4

Aram

generò

Aminadàb

,

Aminadàb

generò

Naassòn

,

Naassòn

generò

Salmon

,

5

Salmon

generò

Booz

da

Racab

,

Booz

generò

Obed

da

Rut

,

Obed

generò

Iesse

,

6

Iesse

generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria,

7

Salomone generò Roboamo, Roboamo generò

Abia

,

Abia

generò

Asaf

,

8

Asaf

generò

Giòsafat

,

Giòsafat

generò

Ioram

,

Ioram

generò Ozia,

9

Ozia generò

Ioatàm

,

Ioatàm

generò

Acaz

,

Acaz

generò Ezechia,

10

Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò

Giosia

,

11

Giosia

generò

Ieconia

e i suoi fratelli, al tempo d

ella deportazione in Babilonia.

12

Dopo la deportazione in Babilonia,

Ieconia

generò

Salatièl

,

Salatièl

generò

Zorobabele

,

13

Zorobabele

generò

Abiùd

,

Abiùd

generò

Eliachìm

,

Eliachìm

generò

Azor

,

«Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo»

(Matteo 1,14-16)

Una genealogia fatta di nomi noti e ignoti. Ogni tanto si ha un sussulto e si riconosce un volto, una storia, ma per lo più si rimane in un elenco

di nomi che non dicono nulla. S

oprattutto alla fine sembra che questa stirpe si perda completamente nell’anonimato e

perciò

l’esito finale colpisce ancora di più. Come se le tracce di Dio appaiano luminosissime proprio quando ormai l’avevi dato per perso. Dio si nasconde nella penombra, fugge dai riflettori, si mescola alla nostra routine quotidiana. Occorre cercarlo lì e scoprire che agisce di nascosto, sottovoce, nei cuori.

Martedì 9 settembre 2025

«

Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo

; ma se si pentirà, perdonagli.

«E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai»

5

Gli apostoli dissero al Signore:

6

«Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “

Sràdicati

e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

(Luca 17,4)

Sembra impossibile perdonare sette volte una persona in una giornata. Ma forse è ancora più difficile provare qualcuno che sappia chiedere perdono per sette volte alla stessa persona, senza lasciarsi paralizzare dalla vergogna o dalla delusione di sé. Lo si

può fare solo se si è certi

solo se quel perdono è sorgente di gioia e di nuova fiducia, solo se il

rapporto con quella persona ci sta troppo a cuore per non correre il rischio di perderlo. Qualcuno che ci accoglie così esiste, è Dio e la Confessione frequente e spesso ripetitiva si comprende solo perché Dio è sempre così.

Mercoledì 10 settembre 2025   Beato Giovanni Mazzucconi, presbitero e martire

«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”?»

9

Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

10

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

(Luca 17,7-8)

Mi dicevano in questi giorni che la differenza di mentalità sul lavoro tra un europeo e un filippino è questa. Se chiedi loro di costruire un appartamento con tre porte

,

in Europa te lo consegnano perfettamente così, come l’hai pattuito. Nelle Filippine

invece

troverai oltre alle porte anche

le finestre,

i lampadari e le tende senza che nessuno ti chieda nulla in cambio. Certo, non sarà sempre vero. Ma è interessante una cultura in cui il gratuito fa parte della vita, della normalità, anche quando cosa fatica, anche se non ci guadagnerai nulla.

Mi ha aiutato a capir

e meglio questa parabola che altrimenti

suona sempre un po’ strana.

Giovedì 11 settembre 2025

11

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea.

12

Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza

13

e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!».

14

Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.

15

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce,

16

e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per r

ingraziarlo. Era un Samaritano.

«Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”»

19

E gli disse: «

Àlzati

e va’; la tua fede ti ha salvato!».

(Luca 17,17-18)

Si direbbe che la gratitudine sia merce rara. Siamo così abitua

t

i a ricevere che riteniamo sia un fatto normale. Certo, stupisce che

queste

persone malate, emarginate, rifiutate dalla società, costrette a vivere in condizioni degradanti, guarite all’improvviso non abbiano

avuto

un moto di stupore o di riconoscenza. Ma sappiamo che il dolore ha due esiti possibili: o quello di rinchiuderci nel nostro problema, in un egoismo di autodifesa, o quello di aprirci ai bisogni dei fratelli comprendendo le loro sofferenze. E questo secondo caso

è raro, ma suscita una commozione e un’ammirazione sconfinate.

Venerdì 12 settembre 2025   Santissimo Nome della Beata Vergine Maria

26

Al s

esto mese,

«L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria»

28

Entrando da lei, disse: «

Rallégrati

, piena di grazia: il Signore è con te».

(Luca 1,26-27)

In un evento

come questo,

così decisivo per la storia dell’uomo,  anche se così nascosto alle attenzioni di tutti, i nomi sono importantissimi e vengono tutti citati.

Sono protagonisti che tutta l’umanità non smetterà mai di ricordare e daranno il nome a tantissimi altri che leggendo questo episodio si identificheranno, augurando ai nuovi nati di essere parte viva di questa storia di salvezza. Maria, Miriam e tante altre declinazioni di questo stesso nome: saranno milioni, forse miliardi,

ad essere chiamate

così

, perché ciascuna possa

rivivere in modo singolare qualcosa della vicenda della giovinetta di Nazaret.

Sabato 13 settembre 2025   S. Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa

32

Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro

è piaciuto dare a voi il Regno.

33

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro

non arriva e tarlo non consuma.

«Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore»

(Luca 12,34)

Il credente elegge in modo spontaneo Dio come il tesoro della sua vita. Sa di aver ricevuto da Lui tutto e sa di essere solo agli esordi di una storia infinita in cui i doni d’

amore del Signore

non si potranno contare. Ma al tempo stesso non smetteranno di spuntare nel corso degli anni altri tesori

, che sembreran

no poter convivere

con il primo. Spesso potranno diventare invadenti, fino a occupare la scena, fino a conquistare il primato, con conseguenze pericolose. Abbiamo

perciò

bisogno di vigilare, di essere

onesti con noi stessi, di riconoscere piccoli e grandi tradimenti e idolatrie, che sempre

ci

rubano qual

cosa del

la gioia

e della libertà

del Vangelo.

Domenica 14 settembre 2025   ESALTAZIONE DELLA S. CROCE

13

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.

«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»

16

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

17

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

(Giovanni 3,14-15)

Il condannato alla morte di croce veniva ben esposto, perché tutti lo potessero vedere e retrocedessero spaventati dai loro comportamenti sbagliati.

Gesù ricorda

l’episodio di Mosè nel deserto, che innalzava un serpente di bronzo perché chi lo fissava venisse guarito

dai morsi subiti da un

se

rpente

e non morisse

.

E pensa alla sua croce.

Fissare il crocifisso con fede

infatti

guarisce dalla morte, ci rende invulnerabili di fronte alla paura più grande, permette di affrontare la vita sapendo di essere al sicuro. Perché il dare la vita di Gesù per noi ci infonde per sempre la sua stessa vita.

Lunedì 15 settembre 2025  Beata Vergine Maria Addolorata

25

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di

Màgdala

.

«Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”»

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

(Giovanni 19,26-27)

Le ultime parole, espresse con fatica tra i rantoli, sono preziose e immortali come un testamento. Questa consegna finale di Gesù mostra il suo desiderio che le persone che più ama non rimangano sole, ma siano per sempre strette da legami di famiglia. “Madre” e “figlio” sono parole che dicono il legame più originario, quello che rimane vivo per sempre, anche se la vita sembra a volte seppellirlo. Dandoci una madre

,

Gesù ci assicura la vicinanza rassicurante di cui ognuno ha bisogno, l’amore senza limiti che richiama così da vicino quello di Dio,

la carezza che tanto spesso attendiamo per essere consolati.

Martedì 16 settembre 2025   Ss. Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri

«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai»

2

«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.

3

In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.

4

Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno,

5

dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».

6

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto.

7

E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo?

8

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà

, troverà la fede sulla terra?».

(Luca 18,1)

Pregare sempre

vuol dire vivere alla presenza del Signore.

In questo modo tutta la vita diventa una preghiera.

E' un modo di pregare diverso da quando ci mettiamo in ginocchio

,

ma è sempre preghiera.

E' come quando amiamo qualcuno, lo portiamo nei pensieri mentre viviamo la giornata, troviamo un momento per mandargli un messaggio, basta poco per farcelo ricordare.

Così è con il Signore, ovunque siamo Lui è con noi, basta prenderne coscienza.

Mercoledì 17 settembre 2025   S. Satiro

15

Gli presentavano anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano.

16

Allora Gesù li chiamò a sé e disse:

«Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio»

17

In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».

(Luca 18,16)

Ges

ù ci dà i bambini come modelli.

Un bambino si fida del papà e della mamma, si abba

ndona nelle loro braccia con la

sicurezza

di chi sa che non verrà deluso.

Ai più piccoli basta sentirne la voce da lontano per tranquillizzarsi, per

ché se ci sono loro non c’è più nessun pericolo.

Solo quando riusciamo a raggiungere con il Signor

e un tale stato di fiducia e di

abbandono

sentiamo di far parte

anche noi

del Regno

.

Giovedì 18 settembre 2025   S. Eustorgio I, vescovo

«Un notabile lo interrogò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Gesù gli rispose: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo”»

20

Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre».

21

Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza».

22

Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!».

23

Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

(Luca 18,18-19)

Nessuno è buono, solo Dio.

La bontà che vediamo nei fratelli e anche in noi è solo il r

iflesso dell'immagine di Dio da

cui siamo stati creati.

Se fossimo più consapevoli di ciò ci libereremmo da quella fiducia

eccessiva

nelle nostre forze, da quella intima soddisfazione per ciò che facciamo di bello che ci permea.

Tutto diventerebbe più facile perché si tratta di lasciar fare al Signore quello che vuole della nostra vita senza opporre resistenza, ma anche senza arrovellarci troppo nelle decisioni.

Lui sa dove portarci e come tirarci fuori dalle situazioni difficili, basta lasciarsi condurre

,

senza voler fare niente di più né di meno di ciò che ci è chiesto.

Venerdì 19 settembre 2025   S. Gennaro, vescovo e martire

24

Quando Gesù lo vide così triste, disse:

«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio»

25

È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!».

26

Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?».

27

Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

(Luca 18,24)

Le ricchezze

di per sé non sono cosa cattiva,

ma mi allontanano da Dio quando diventano l'unica sicurezza per affrontare le difficoltà.

Spesso si sente ragionare così: “

Mi sento tranquillo solo se ho delle possibilità economiche

,

altrim

enti sono in balia degli eventi”.

Non è l'ottica giusta.

Sono al sicuro perché sono nelle mani del Signore, Lui mi salverà e sarà il mio aiuto.

Niente altro mi può dare sicurezza.

"

Niente di necessario mi manca, perché se mi mancasse, Dio me l'avr

ebbe già dato" (Madeleine

Delbr

ê

l

)

.

Sabato 20 settembre 2025   Ss. Andrea Kim Taeg?n, presbitero,

Paolo Ch?ng Hasang e compagni, martiri

Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti

16

e impose loro di non divulgarlo,

17

perché si compisse ciò che era stato det

to per mezzo del profeta Isaia:

18

Ecco

il mio servo, che io ho scelto;

il mio amato, nel quale

ho posto il mio compiacimento.

Po

rrò il mio spirito sopra di lui

e annun

cerà alle nazioni la giustizia.

19

Non contesterà né griderà

né si

udrà nelle piazze la sua voce.

20

Non sp

ezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta,

finché non abbia fatto trionfare la giustizia;

21

nel suo nome spereranno le nazioni

.

«In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: “Che non sia costui il figlio di Davide?”»

24

Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i

demòni

se non per mezzo

di

Beelzebùl

, capo dei

demòni

».

25

Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi.

26

Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi?

27

E se io scaccio i

demòni

per mezzo di

Beelzebùl

, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici.

28

Ma, se io scaccio i

demòni

per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

(Matteo 12,22-23)

Il miracolo dell'indemoniato ci riguarda da vicino, è il miracolo che si ripete nella vita di chiunque decida di seguire Gesù.

Da un periodo di buio si viene abbagliati da una luce improvvisa e da quel momento non è più possibile tacere

,

perché la vita di Grazia che è in noi esplode ed esce da sola.

Si tratta però di non abituarsi, di continuare a stupirsi davanti a tanto Amore e cercare di riconoscere in tutte le nostre giornate i segni di questo Amore

,

per poterlo donare anche agli altri.

Domenica 21 settembre 2025   IV DOPO IL MARTIRIO

DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE

51

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mi

a carne per la vita del mondo».

52

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

53

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.

54

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

55

Perché la mia carne è vero cib

o e il mio sangue vera bevanda.

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui»

57

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

58

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangi

a questo pane vivrà in eterno».

59

Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a

Cafàrnao

.

(Giovanni 6,56)

Gesù trova il modo più concreto per rimanere sempre con noi, per nutrirci e sostenerci : l'Eucarestia.

Carlo

Acutis

, da poco

dichiarato santo, la chiama "

l

a mia autostrada verso il C

ielo

".

A soli 16 anni si lascia trasformare da Gesù sacramento

,

per diventare anche lui pane spezzato per gli altri.

Perché a

nche noi, se ci nutriamo di Lui, possiamo dire con S. Paolo:

«

Non

vivo

più io,

ma Cristo vive in me

»

(

Galati 2, 20

).

Lunedì 22 settembre 2025   Beato Luigi Maria Monti, religioso

«Pietro allora disse: “Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito”»

29

Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio,

30

che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

(Luca 18,28)

Nell'umanità di Pietro ci vediamo tutti, l'accento sempre sulle nostre fatiche, sul nostro impegno e l'attesa della ricompensa, senza accorgerci che ogni volta che seguiamo il Signore riceviamo cento volte tanto in pienezza di vita, in gioia, in pace.

Si tratta di cam

biare la prospettiva e girare "

i fari", togliere me dal centro

della scena e mettere gli altri

.

Improvvisamente tutto ci apparir

à chiaro e non potremo che dire: "Grazie, Signore!

"

.

Martedì 23 settembre 2025   S. Pio da Pietrelcina, presbitero

35

Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare.

36

Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse.

37

Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».

38

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

39

Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

40

Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui.

«Quando fu vicino, gli domandò: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Egli rispose: “Signore, che io veda di nuovo!”»

42

E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».

43

Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

(Luca 18,40-41)

Per quest’uomo che aveva perso la vista, la menomazione era molto penosa, la vita di mendicante alla quale la malattia l’aveva costretto lo rendeva triste. Tornare a vederci era il sogno. Spesso lo sarebbe anche per noi: tornare a vedere Dio come nei giorni in cui aveva acceso e incantato il nostro cuore, in cui

ci sembrava quasi di

vederL

o

, tornare a rivedere il mondo con occhi nuovi dopo che l’ascolto profondo di una pagina di Vangelo ci ha illuminato e rigenerato, tornare a vedere Gesù in un fratello o una sorella con cui il rapporto si è incrinato e c’è bisogno di un’iniezione di perdono.

Mercoledì 24 settembre 2025

11

Mentre essi stavano ad ascoltare queste cose, disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.

12

Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare.

«Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”»

15

Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.

16

Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”.

17

Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.

18

Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”.

19

Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.

20

Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto;

21

avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”.

22

Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:

23

perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”.

24

Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”.

25

Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”.

26

“Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.

27

E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».

(Luca 19,13-14)

Il lavoro di questi servi cui il padrone affida le sue monete d’oro da far fruttificare non avviene in un contesto sereno e idilliaco. Il padrone ha

in quella città

nemici dichiarati che vorrebbero eliminarlo ed è facile pensare che questi servi siano osteggiati nel loro compito. È un dettaglio utile a ricordarci che non dobbiamo pretendere condizioni di favore, né lamentarci per le ostilità che ci circondano: ogni avventura evange

lica ne incontrerà sempre

a non finire. Eppure proprio in mezzo a queste prove il frutto è inarrestabile, perché la venuta del Regno è sicura in ogni tempo.

Giovedì 25 settembre 2025   S. ANÀTALO E TUTTI I SS. VESCOVI MILANESI

24

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha cost

ruito la sua casa sulla roccia.

«Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia»

26

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

27

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

(Matteo 7,25)

La Parola di Dio sembra fragile come ogni altra sillaba, si mescola a tante altre fino a potersi confondere e spesso è preferita ad altre affermazioni che appaiono più alla nostra portata,

più

attraenti e promettenti. In realtà

la Parola

contiene una

rocciosità

indistruttibile, si erge in ogni epoca come una garanzia di umanità davvero realizzata, costruisce comunità che non si lasciano intimidire dalle difficoltà, ma proseguono con fiducia il loro cammino. Perché la Parola è Gesù stesso, che prende vita in chi la vive,

non siamo più tanto noi a portare avanti la Sua opera, ma

è Lui stesso

a farlo in noi.

Venerdì 26 settembre 2025

«Un giorno, mentre istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: “Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità”»

3

E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi:

4

il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?».

5

Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”.

6

Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta».

7

Risposero quindi di non saperlo.

8

E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

(Luca 20,1-2)

Gesù appariva come un libero battitore. Non proveniva da rinomate scuole rabbiniche, non aveva maestri che lo sostenessero, non aveva quelle credenziali che riteniamo fondamentali per qualificare una persona. La sua stessa famiglia di origine era proprio umile, senza alcun blasone. Un self-made man quindi dalla parola autorevolissima da cui ciascuno si sentiva interpellato e capace di gesti straordinari. C’era solo una strada per verificarne la veridicità: ascoltarlo, guardarlo e trarne

con onestà

le conseguenze

. Così hanno fatto

e

 fanno i suoi discepoli di allora e di sempre.

Sabato 27 settembre 2025   S. Vincenzo de’ Paoli, presbitero

29

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gent

e, che erano con loro a tavola.

«I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: “Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”»

32

io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

(Luca 5,30-31)

Gesù non sceglie fior da fiore, non fa le selezioni per assicurarsi i migliori, i più adatti all’impresa nella quale li vuole coinvolgere. Parte dai malati, dai bisognosi, da quelli che devono essere aiutati. Il cristianesimo infatti ha come origine una guarigione, un nuovo inizio, una primavera che fiorisce in pieno inverno. Chi comincia davvero a seguire Gesù ha l’impressione di non aver realmente vissuto in precedenza. È come un malato che improvvisamente salta fuori dal letto e, nonostante tutti i suoi limiti, ha nel cuore una vitalità che, finché rimane con Gesù, non è

più

possibile spegnere.

Domenica 28 settembre 2025   V DOPO IL MARTIRIO

DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE

27

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano,

28

benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.

29

A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.

30

Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

31

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.

32

Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano.

33

E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso.

34

E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

35

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza

sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

36

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

«Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

(Luca 6,37-38)

C’è chi dice che il bene fatto non torna indietro e si lamenta di aver dato e di non aver ricevuto. Con Dio non è così. Il fatto è che non si riceve quello che vorremmo, perché i doni di Dio sono più importanti di quel

li che desiderere

mmo ricevere. Dio dà di più e meglio. Soddisfa in profondità, con un’abbondanza che non esiste da nessun’altra parte, finisci sempre per concludere che la sua strada era la migliore. Devi solo

seguirLo

,

ascoltarLo

e aprire gli occhi. Spesso ci lasciamo frenare dalle nostre paure

o dai nostri abbagli

, ma possiamo sempre tornare ad essere felici.

Lunedì 29 settembre 2025   ss. Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

«Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”»

48

Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi».

49

Gli replicò Natanaele: «

Rabbì

, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

50

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

51

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

(Giovanni 1,47)

Certo che Natanaele ha proprio di che essere soddisfatto: chi può raccontare di aver sentito per sé un elogio simile dalla bocca di Gesù? Vengono in mente il centurione, la donna siro-fenicia

,

ma tra gli israeliti è

un caso forse unico. Non avere falsità significa una particolare trasparenza del cuore, una consapevolezza autentica del proprio limite per

cui non cerchi di difendert

i, un’affidabilità grande perché

garantisce fiducia. T

raguardi che sembrano lontani, ma il lavoro dello Spirito in noi ci modella interiormente, spesso senza che ne siamo consapevoli, per cui nulla diventa impossibile.

Martedì 30 settembre 2025   s. Girolamo, presbitero e dottore della Chiesa

«Si misero a spiarlo e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore»

21

Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità.

22

È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?».

23

Rendendosi conto della loro malizia, disse:

24

«Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare».

25

Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio».

26

Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

(Luca 20,20)

Rimaniamo spesso costernati nel vedere che le notizie vengono manipolate con cura, che le

fake

news dilagano e ingannano i semplici, che gli influencer possono essere impiegati per descrivere realtà completamente falsificate, che si possono indirizzare

a piacimento

i

voti di milioni di persone. Ai tempi di Gesù i metodi non erano così sofisticati, ma le intenzioni malvagie erano esattamente le stesse. Gesù non è ingenuo e sfugge a queste trappole e ci ricorda di fare nostra l’astuzia dei serpenti per poter

vivere semplici come le colombe.

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Settembre 2025