Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
VIVI LA PAROLA !
Dicembre 2025
Lunedì 1 dicembre 2025 S. Charles de Foucauld, religioso
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Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
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Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:
«Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
»
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E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».
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Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
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E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
(Matteo 13,54-55)
Domande legittime, di fronte alla sorpresa di vedere un Gesù che non avevano mai conosciuto. Ma quando le domande si moltiplicano, anche se sono poste con garbo, scavano una dopo l’altra una distanza che cresce. Si sviluppa la perplessità, anche il sospetto, poco a poco ci si trova bloccati dal pregiudizio. Occorrerebbe accettare di essersi sbagliati, di scoprire qualcosa che prima non si era capito. Ma tutto questo chiede umiltà, apertura di cuore e un ascolto pregiudizialmente benevolo: tutta merce rara. È più semplice trovare buone ragioni per criticare. Ma così ci si allontana dalla verità e la gioia di Dio rimane sconosciuta.
Martedì 2 dicembre 2025
1
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
2
«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
3
Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?
4
Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte.
5
Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio,
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non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione.
7
Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:
«
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini»
(Matteo 15,8-9)
Occorre saper distinguere tra i vari precetti che la religione indica. Non sono da mettere tutti sullo stesso piano, non tutti hanno lo stesso valore. Ce ne sono alcuni che sono talmente fondamentali da essere eterni e non modificabili, come l’amore a Dio e al prossimo, il perdono, la giustizia, la pace. Altri sono indicati come atteggiamenti importanti ma non assoluti, come il non mangiare la carne il venerdì, il digiuno di un’ora prima di ricevere l’Eucaristia, l’inginocchiarsi al momento della consacrazione del pane e del vino durante la Messa: precetti che la Chiesa può cambiare a seconda delle epoche e delle situazioni, senza toccare il cuore della fede.
Mercoledì 3 dicembre 2025 S. Francesco Saverio, presbitero
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Poi, riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene!
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Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
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Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
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Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata.
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Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
15
Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola».
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Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere?
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Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna?
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Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo.
«
Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo»
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Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone.
(Matteo 15,19-20)
Quanto spesso diamo importanza solo all’esteriorità, esprimendo giudizi avventati e a volte proprio sbagliati! Eppure in mille modi Gesù insegna la religione del cuore, la cura e il valore dell’interiorità, che traspare ma non si impone allo sguardo. Ritenere che il male venga dal contatto con le cose è offendere la bontà e la bellezza della creazione. Noi sappiamo per esperienza che il problema è nel cuore, nei desideri egoistici, di possesso e di dominio che non sempre sappiamo governare o frenare. Se badiamo troppo all’esteriorità, l’interiorità verrà fatalmente trascurata. È lì nascono i problemi.
Giovedì 4 dicembre 2025
1
I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo.
2
Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”;
3
e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?
4
Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò.
5
Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane.
«
Gesù disse loro: “Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei”. Ma essi parlavano tra loro e dicevano: “Non abbiamo preso del pane!”»
8
Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane?
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Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via?
10
E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto?
11
Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei».
12
Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.
(Matteo 16,6-7)
Spesso Gesù non era capito dai suoi e i Vangeli ce lo attestano senza nascondere nulla. Lui metteva in guardia dal pericolo di essere inquinati nel cuore da insegnamenti sbagliati e i discepoli invece si preoccupavano del cibo. Lui sollecitava di continuo la vera conversione dell’interiorità e i suoi erano tutti concentrati nelle loro paure ed ansie per le cose materiali. Lui vuole sempre alzare il nostro sguardo verso il Padre che ama tutti e non si dimentica di nessuno, perché impariamo a vivere sereni e fiduciosi, pur in mezzo alle responsabilità e alla tempeste della vita.
Venerdì 5 dicembre 2025
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Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».
11
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.
«
Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro»
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Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
(Matteo 17,12)
Purtroppo riconosciamo la grandezza dei profeti in ritardo. Ci accorgiamo a posteriori che la loro testimonianza era luce di Dio ed era proprio per noi, mentre da parte nostra prendevamo le distanze dalle loro parole nuove e magari li combattevamo come nemici pericolosi. Siamo spesso tentati di schierarci e finiamo così per pensare che chi non la pensa come noi faccia e dica solo cose sbagliate. I problemi infatti cominciano a germogliare proprio quando siamo troppo convinti di avere capito tutto e ci sentiamo in diritto di non dover modificare nessuno dei nostri pensieri.
SABATO 6 DICEMBRE 2025
ORDINAZIONE DI S. AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA
Patrono della S. Chiesa Ambrosiana e della Città di Milano
Gesù disse ad alcuni dei farisei che erano con lui:
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«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
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Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde;
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perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
«
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore
»
16
E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».
(Giovanni 10,14-15)
I due versetti ricorre quattro volte il verbo conoscere. Perché è ciò che fa la differenza tra il buon pastore e il mercenario. Chi crea rapporti, li coltiva e li custodisce finisce per vivere di questi legami. Tutte le energie che investe creano un patrimonio, al punto che le due vite camminano insieme. E’ solo per questo che, nel momento della prova, si è disposti a rischiare, a pagare di persona. E noi abbiamo bisogno di riscoprire anche oggi il legame che Gesù vuole avere con noi, e tenere sempre viva la certezza dell’amore incessante di Dio per ciascuno di noi: Lui ci conosce fino in fondo e ci ama perdutamente anche con i nostri difetti e limiti.
Domenica 7 dicembre 2025 IV DI AVVENTO L’ingresso del Messia
1
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,
2
dicendo loro:
«Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me
»
3
E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».
4
Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
5
Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma.
6
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù:
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condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.
8
La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
9
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
(Matteo 21,2)
Gesù poteva entrare a Gerusalemme anche a piedi. Durante il suo ministero aveva sempre camminato. Ma nell’ultimo suo ingresso nella città santa vuole incarnare la profezia di Zaccaria del messia umile e mite. Ha sempre mantenuto questo atteggiamento, per rivelare al mondo che il volto di Dio è invincibilmente benevolo, che si propone ma non si impone, che invita ma non obbliga, che è appassionato per ogni uomo, ma ne rispetta la libertà. L’amore infatti cerca l’amore, non gli bastano i precetti osservati. L’unico comandamento che Gesù ci ha lasciato è quello di amare.
Lunedì 8 dicembre 2025 IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
27
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28
Entrando da lei, disse:
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
(Luca 1,28)
Potremmo rileggere al contrario questo saluto dell’angelo a Maria. Forse lo comprendiamo meglio. Il grande annuncio è infatti la presenza di Dio nella sua vita. Annuncio di una presenza che vale per tutti, ma che in Maria è perennemente accolta fino a riempirla tutta. Per questo è piena di grazia, piena dell’amore di Dio, senza lasciare il minimo spazio a ciò che non è Lui. Quindi c’è in lei una ricchezza di vita indescrivibile, che diventa partecipazione alla gioia di Dio. Maria ha Dio con sé, quindi ha tutto. Non le mancheranno le prove e i dolori, ma non smetterà mai di accogliere in sé quella Presenza.
Martedì 9 dicembre 2025
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Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.
«
Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio»
25
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?».
26
Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
27
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
28
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.
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Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.
30
Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.
(Matteo 19,24)
In un mondo in cui la ricchezza era sempre ambita, in una cultura in cui si riteneva che la ricchezza fosse il segno della benedizione di Dio, queste parole di Gesù suonavano sorprendenti, anche un po’ stonate. Ed è così anche oggi. Il Vangelo infatti è sempre destabilizzante, ed è proprio lì, nelle parole scomode, che chiede la nostra conversione. Di fatto questo cambio di mentalità è possibile, il paradiso è pieno di cammelli passati per la cruna dell’ago, perché Dio non smette di chiamare tutti. Ma per entrarci è necessario svuotarsi, diventare piccoli, imparare ad accogliere l’opera di Dio in noi.
Mercoledì 10 dicembre 2025 Beata Maria Vergine di Loreto
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Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?».
11
E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».
12
Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe
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e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri».
«
Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì
»
15
Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono,
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e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?».
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Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
(Matteo 21,14)
Non c’è solo il gesto profetico di scacciare i venditori e rovesciare i tavoli. Gesù nel tempio è cercato e avvicinato dai più bisognosi: li accoglie e li guarisce. A dimostrazione che non voleva condannare, ma purificare un luogo che veniva profanato. Questa capacità di indignarsi senza perdere la bontà andrebbe approfondita, studiata, imitata. Per noi è così facile vivere o l’uno o l’altro atteggiamento, mentre Gesù conosce l’arte di tenerli tutti e due insieme.
Giovedì 11 dicembre 2025
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La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame.
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Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò.
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Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?».
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Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà.
«
E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete»
(Matteo 21,22)
Forse non tutti siamo abituati a chiedere nella preghiera. A volte infatti siamo tentati di pensare che Dio non abbia tempo per cose piccole, che tocchi a noi sbrigarcela nelle fatiche della vita. Ma quando si è in famiglia, o in una aperta confidenza, non ci si preoccupa di chiedere un favore di fronte ad un bisogno. Questo non crea sudditanze o supremazie, al contrario cementa il rapporto, permette di vivere insieme la vita, collaborando ciascuno nel trovare soluzione ai bisogni dell’altro. E a Dio ciò che è interessa è proprio questa affettuosa familiarità con noi.
Venerdì 12 dicembre 2025 Beata Vergine Maria di Guadalupe
«
Entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: “Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?”
»
24
Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo.
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Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”.
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Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
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Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
(Matteo 21,23)
Per insegnare nel tempio occorrevano una grande preparazione e poi titoli, riconoscimenti, autorizzazioni, com’era giusto che fosse in un luogo così santo. Gesù non presenta credenziali o diplomi: si fa spazio con la sua autorevolezza, che nasce dalla sua vita e dalle sue parole. Crea l’ascolto perché parla ai cuori, che conosce come nessun altro e ciascuno si sente interpellato. Ci si può ribellare, ma non si può rimanere indifferenti. Per questo il nostro compito è sempre l’annuncio di Lui. Se Lui arriva ed entra, nei cuori poi è Lui a operare.
Sabato 13 dicembre 2025 S. Lucia, vergine e martire
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«Che ve ne pare?
«
Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò
»
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Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò.
31
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
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Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.
(Matteo 21,28-29)
Noi rimaniamo indispettiti di fronte ai rifiuti e ci allontaniamo da chi volge le spalle. Dio invece ha inaugurato per sempre il tempo della pazienza e non si lascia mai condizionare o frenare. Non smette di offrire nuove opportunità, sa che ogni uomo ha i suoi punti di forza, anche se le debolezze sembrano prevalere. Sa aspettare senza innervosirsi, senza accusare, né recriminare. Al primo barlume di conversione ha subito il sorriso pronto per accogliere e incoraggiare. Ne ha viste tante in questi millenni e sa che spesso i santi sono proprio quelli che vengono da più lontano.
Domenica 14 dicembre 2025
6
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
7
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
8
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
«
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: “Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me”»
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Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
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Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
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Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
(Giovanni 1,15)
Gesù è prima, dopo e avanti. Come dire che comprende tutto, che ogni spazio e ogni epoca è abitata da Lui. Anche la nostra, che in occidente ci sembra a volte che ne sia così orfana. Non è possibile allontanarlo dai cuori, perché ha deciso di abitarli tutti, anche se a volte non se ne accorgono o non lo ascoltano. Ma è lui il grande protagonista della storia. A dispetto di tutti coloro che si ostinano a voler raccontare in ogni dettaglio tutto ciò che esiste di negativo, sforzandosi di farLo sparire. Ma Lui rimane e opera. E il mondo, già salvato da Lui, corre nonostante tutto verso la Sua pienezza.
Lunedì 15 dicembre 2025
33
Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
34
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.
35
Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono.
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Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
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Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”.
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Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.
39
Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
40
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
41
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
«
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?
»
43
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti.
44
Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
45
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro.
46
Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.
(Matteo 21,42)
La storia umana porta dentro di sé un’eterna sorpresa. Ciò che scartiamo è in realtà ciò che ha valore, gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi. Non è un’ingiustizia o un errore. Gesù dice, insieme al profeta: è una meraviglia ai nostri occhi! Ed è anche giusto un risarcimento per chi si è ritrovato ingiustamente dalla parte dei perdenti su questa terra, nonostante l’amore donato, la generosità profusa, l’impegno irriso. Ed è davvero divino che la marginalità ingiusta venga finalmente premiata. Dio è dalla parte degli ultimi, innalza gli umili, ha scelto di essere ultimo, di nascondersi nel più piccolo dei nostri fratelli.
Martedì 16 dicembre 2025 Commemorazione dell’annuncio a Giuseppe
Sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
«
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto
»
20
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;
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ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
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Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
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Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi.
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Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
(Matteo 1,19)
Giuseppe è un uomo riflessivo, non impetuoso e irrazionale, pensa in silenzio, decide con calma, affidandosi al Signore. Certo deve essere stato uno dei momenti più difficili della sua vita. In cuor suo aveva già deciso cosa fare, ripudiare Maria, ma il Signore gli chiede l'esatto contrario. Impariamo, prima di prendere qualunque decisione, a fermarci, a non farci prendere dall'ansia, affidiamoci e aspettiamo di sentire nel nostro cuore ciò che ci viene chiesto. Spesso sarà una sorpresa perché, dopo aver pregato, la soluzione sarà molto diversa da quella ipotizzata.
Mercoledì 17 dicembre 2025 Feria prenatalizia I dell’Accolto (de Exceptato)
1
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi,
2
come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola,
3
così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo,
4
in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
5
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta.
6
Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.
«
Zaccaria ed Elisabetta non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni
»
8
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe,
9
gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
10
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso.
11
Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
12
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
13
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni.
14
Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita,
15
perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
16
e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
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Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
(Luca 1,7)
Sicuramente Zaccaria ed Elisabetta avevano pregato tanto per avere un figlio, ora però avevano perso la speranza, tutto sembrava concluso, erano vecchi e il loro desiderio non aveva più ragioni per essere realizzato. Invece ...
I tempi di Dio non sono i nostri, quello che non è avvenuto in anni può succedere in un attimo! Il Signore ci chiede di non rassegnarci mai, di continuare a pregare e a lottare perché la sua volontà si compia. E' difficile tenere accesa la fiamma della speranza, soprattutto con il trascorrere degli anni, ma questa è un'eredità che dobbiamo lasciare alle generazioni future: la vita va vissuta sempre fino in fondo e dobbiamo giocarci fino alla fine, perché venga il Suo regno.
Giovedì 18 dicembre 2025 Feria prenatalizia II dell’Accolto (de Exceptato)
19
L’angelo rispose a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio.
20
Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
21
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
22
Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
23
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
«
Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: “Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini”»
(Luca 1,24-25)
Il Vangelo ci mette davanti a due coppie: Maria e Giuseppe, Elisabetta e Zaccaria. In entrambe la reazione della donna nei confronti di ciò che stava avvenendo è diversa da quella dell’uomo. Maria ed Elisabetta si affidano al volere di Dio, senza capire bene come sia possibile ciò che sta avvenendo, ma fidandosi del Signore. Io non so perché, ma Tu lo sai. I due uomini invece ricevono un aiuto in più per trascendere davanti alla realtà e forse ciò che li aiuta in questo cammino è proprio la fede delle loro mogli.
Venerdì 19 dicembre 2025 Feria prenatalizia III dell’Accolto (de Exceptato)
39
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
40
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
«
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”
»
43
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
44
Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.
45
E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
46
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».
(Luca 1,41-42)
Ed ecco l’incontro tra le due donne. Solo loro sanno cosa sta avvenendo in loro e di quale gioia sia pieno il loro cuore. Si sostengono a vicenda, comunicano tutta la loro fiducia nel Signore, sanno che non le attendono anni facili, ma quei bambini che portano in grembo cambieranno la storia del mondo. Ogni bimbo che nasce è una promessa di Dio, a noi accoglierlo come tale e fare tutto quello che possiamo perché possa realizzare quella promessa.
Sabato 20 dicembre 2025 Feria prenatalizia IV dell’Accolto (de Exceptato)
57
Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
58
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
59
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria.
60
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
61
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
62
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
«
Egli chiese una tavoletta e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio
»
65
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
66
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
(Luca 1,63-64)
Con la scelta del nome indicato dall’Angelo, Zaccaria accetta la volontà del Signore. Sa che da ora la sua vita sarà diversa, ma non si tira più indietro. E improvvisamente ricomincia a parlare e non parla a caso, parla delle meraviglie che il Signore ha operato in lui. Solo dopo aver accettato completamente ciò che ci è chiesto per quanto oscuro, siamo in grado di parlare del Suo Amore.
Domenica 21 dicembre 2025 DELLA INCARNAZIONE o della Divina Maternità della Beata sempre Vergine Maria
26
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
27
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
30
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
«
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù
»
32
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
33
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
35
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
36
Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:
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nulla è impossibile a Dio».
38
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
(Luca 1,31)
Il Vangelo ci racconta tante vocazioni, questa è la prima, quella da cui parte tutto. Che cos’ha in comune con le altre? Il Signore ti chiama nel tuo quotidiano: i pescatori dopo una notte di lavoro, Matteo al tavolo delle imposte, Maria in casa. Ti chiede di fare ciò che sai fare e che solo tu puoi fare ma contemporaneamente ti chiede di lasciare il piano di vita che ti eri fatto per abbracciare qualcosa di completamente diverso anche se apparentemente simile.
Lunedì 22 dicembre 2025 Feria prenatalizia V dell’Accolto (de Exceptato)
«
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: “Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo”
»
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e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo,
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come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
71
salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
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Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza,
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del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci,
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liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore,
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in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
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E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
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per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.
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Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
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per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
80
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
(Luca 1,67-68)
Zaccaria, come Maria con il Magnificat, esplode di gioia davanti a tutti gli eventi straordinari che il Signore ha realizzato tramite loro. E’ una lode per l’Amore del Signore nei confronti degli uomini per la cui salvezza invia il Figlio. Solo in un secondo tempo ringrazia per il bambino che ha di fronte, perché capisce che tutta la propria vita ormai ha senso solo in una donazione continua di sé, senza considerare più nulla come proprietà personale. Ecco la vera preghiera, quella che abbraccia tutto il mondo e non si chiude su noi stessi.
Martedì 23 dicembre 2025 Feria prenatalizia VI dell’Accolto (de Exceptato)
1
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
2
Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
3
Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
«
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta
»
(Luca 2,4-5)
Se guardiamo gli avvenimenti con gli occhi di Maria, ci accorgiamo come fin dall’inizio seguire il Signore nell’avventura proposta non sia mai semplice. Non ci sono scorciatoie, anzi le difficoltà si sommano via via. La ragione ci chiede che senso abbia ciò che stiamo facendo. Ma la fede ci spinge ad andare avanti, a sperare contro l’insperabile. Eppure capiamo che solo seguendo la proposta iniziale, la nostra vita vale la pena di essere vissuta.
Mercoledì 24 dicembre 2025 Feria prenatalizia VII dell’Accolto (de Exceptato)
18
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
19
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
20
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo
»
21
ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi.
24
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa;
25
senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
(Matteo 1,20)
La vita spesso è complicata, non sai che fare, che passo compiere, vaghi nella nebbia, non trovi soluzioni. Non sempre c’è l’angelo che ti chiarisce le idee o la fede che ti illumina. Ma è anche vero che nella nostra storia c’è sempre qualcuno che ti viene incontro, ti ascolta, partecipa al tuo pianto, ti trova soluzioni. Alle volte basta una parola: “non temere” e un po’ alla volta trovi la pace, capisci il progetto che Dio ha su di te, sulla tua situazione. Troviamo pace, serenità, coraggio, speranza.
GIOVEDÌ 25 DICEMBRE 2025 NATALE DEL SIGNORE
1
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
2
Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
3
Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
4
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.
5
Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
6
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
7
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
8
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.
9
Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,
10
ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
«
Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»
13
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
15
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
16
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
17
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
18
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.
19
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
20
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
(Luca 2,11-12)
Il mondo anche oggi fa i suoi calcoli, il suo censimento, conta le proprie armi, calcola la vittoria, il tutto per aumentare il potere. Ma questa non è vita! E’ morte! Chi oggi mi può salvare? Un altro più forte? O ripartiamo dal basso, da un Bambino, da una mangiatoia, da una grotta, da un piccolo popolo, da un villaggio, oppure ancora una volta ci troviamo pellegrini vaganti senza meta e senza soluzioni.
Venerdì 26 dicembre 2025 II giorno dell’Ottava di Natale S. Stefano, primo martire
«
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me
»
19
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
20
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
21
Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.
22
Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.
(Giovanni 15,18)
L’odio serpeggia dentro di noi e attorno a noi. Quante volte ci sentiamo perseguitati, messi da parte, poco valorizzati. Non sono e non sarò il primo ad assaporare ingiustizia. C’era Stefano e tante persone nei vari secoli che hanno sperimentato incomprensioni, carcere, morte. In questo mondo ho nuove strade da intraprendere o scappare o chiudermi in me stesso, oppure rispondere con lo stesso stile violento. Stefano mi introduce in una nuova strada, il perdono, l’accettazione, il guardare in alto. Il perdono non è sottomissione, ma costruire rapporti nuovi. Credo ancora nei fratelli, credo nel rapporto, nel rispetto, credo nella luce del cielo aperto su di me.
Sabato 27 dicembre 2025 III giorno dell’Ottava di Natale S. Giovanni, apostolo ed evangelista
E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
20
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».
21
Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?».
22
Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi».
23
Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
«
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera
»
(Giovanni 21,24)
Giovanni è il discepolo della fedeltà. Fedele accanto a Gesù anche sotto la croce. Ma anche Giovanni ha le sue fragilità, invoca i fulmini sui samaritani che non accolgono Gesù. Giovanni ha una caratteristica: sa seguire senza farsi molte domande, ascolta il cuore di Gesù, partecipa al suo dolore, accoglie la solitudine di Maria. La conseguenza è che il cuore di Giovanni avrà lo stesso battito e ritmo del cuore di Gesù. Per questo saprà guardare lontano, negli anni e nella contemplazione di cieli e terre nuove.
Domenica 28 dicembre 2025 IV GIORNO DELL’OTTAVA DI NATALE Ss. Innocenti, martiri
«
Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò”
»
Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
14
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto,
15
dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
16
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
17
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18
Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.
(Matteo 2,13)
Le difficoltà fanno parte della nostra vita, tutti siamo coinvolti. Anche la stessa famiglia di Nazaret è in cammino, in fuga, in continua apprensione. Se poi ci fossero sempre le idee chiare! Che facciamo? Cosa ci chiede questa difficoltà? Piangere? Scappare? Tirare i remi in barca? Imprecare? Giuseppe e Maria in silenzio si lasciano guidare dall’angelo. Non c’è nulla di chiaro se non un invito a fuggire in Egitto. Pure noi non abbiamo sempre le risposte alla mano, ma possiamo sempre ascoltare, condividere, fidarci.
Lunedì 29 dicembre 2025 V giorno dell’Ottava di Natale
«
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele”
»
sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
21
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele.
22
Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea
23
e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
(Matteo 2,19-20)
Altro angelo, altra strada, altro invito. E noi, bisognosi di sicurezza, di certezze, di fronte ad ogni novità ci scomponiamo, brontoliamo. Dovremmo capire che la vita è vita perché è movimento, incertezza, conquista, cambiamento.
Martedì 30 dicembre 2025 VI giorno dell’Ottava di Natale
Una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
28
Ma egli disse:
«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»
(Luca 11,28)
Beato, perché? Perché sono fortunato, ho fatto qualcosa di bello, ho ricevuto gli applausi e le congratulazioni di molti? Tutti si complimentano con me? O piuttosto…Forse in questo piuttosto c’è da capire quanto cammino ho ancora da fare per diventare discepolo, per far calare nella mia vita la realtà del Natale, i valori di Gesù. Ecco la risposta per realizzarsi, per entrare nelle vera felicità: ascoltare la Parola e tradurla in vita.
Mercoledì 31 dicembre 2025 VII giorno dell’Ottava di Natale
«
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui
»
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Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione
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– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
(Luca 2,33)
Stupore. Non solo per il bello, per il gradito, per il positivo. Stupore. Perché mi si dà la possibilità per rieleggere la storia. Una storia fatta di cadute e risurrezione. Non sono chiamato a credere in una storia catastrofica, ma in una storia che sa trasformare ogni caduta in risurrezione. Una spada che mi svela un pensiero nuovo, un percorso ideale, un cammino di fatica che mi porta alla meta.
