Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2018.01. 01 & 02
Lunedì 1 gennaio 2018
CIRCONCISIONE DEL SIGNORE
Ottava del Natale
Giornata mondiale della pace
«Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori»
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.
(Luca 2,18)
E' passata una settimana dal Natale e la liturgia ci riporta davanti al presepe. Incontriamo i pastori che da umili e non considerati da nessuno, si trasformano in testimoni. Essi non tengono per sé ciò che hanno visto e udito, sentono il bisogno di annunciarlo ad altri.
Quando si incontra il Signore da vicino non si è più quelli di prima, si sente una forza dentro che ci spinge ad uscire, ad andare verso gli altri per comunicare ciò che si è vissuto. E la cosa ancora più strana è che chi li udiva si stupiva delle loro parole, non le metteva in dubbio, non li derideva come fossero allucinazioni dovute al freddo e forse al vino bevuto per scaldarsi.
E' lo Spirito Santo che parla ai cuori attraverso la voce dei pastori.
Ecco perché non dobbiamo preoccuparci quando cerchiamo di comunicare l'Amore di Dio e ci sentiamo inadeguati, il nostro agire è solo uno strumento che affidiamo alle mani del Signore all'inizio di questo nuovo anno: Lui conosce i tempi e i modi perché dia frutto.
Buon Anno 2018!!
don Carlo
Martedì 2 gennaio 2017
Ss. Basilio Magno e Gregorio di Nazianzo,
vescovi e dottori della Chiesa
«Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio»
dicendo: / «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo / vada in pace, secondo la tua parola, / perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli: / luce per rivelarti alle genti / e gloria del tuo popolo, Israele»
(Luca 2,28)
Simeone ha passato una vita ad aspettare la venuta di Gesù.
Come lo vede, in braccio a quella giovane donna, lo riconosce.
A Gerusalemme moltissimi avranno incontrato Maria, Giuseppe e il bimbo, ma nessun altro lo ha riconosciuto.
Per vedere il Signore occorrono occhi esercitati a scrutare ogni minimo segno della Sua presenza nella nostra vita.
Occorre un cuore che si lascia plasmare, che non mette condizioni e accetta di non capire, ma con la semplicità di un bambino si affida e si lascia guidare.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 03 & 04
Mercoledì 3 gennaio 2018
«C’era anche una profetessa, Anna»
figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
(Luca 2,36)
Anna è la prima donna, dopo Maria, che vede in quel bimbo il Messia.
Le donne continueranno ad essere presenti nella vita di Gesù, fino ad essere le prime testimoni della risurrezione.
Questa è anziana, non c'è età per stare vicino al Signore e servirlo.
Occorre dare la propria disponibilità e Lui ci farà capire cosa fare.
L'importante è non rifugiarsi nei ricordi, ma essere sempre aperti al presente che cambia.
Solo così, attraverso di noi, Il Signore continuerà ad essere novità da scoprire per chi ci incontra.
Buona giornata!
don Carlo
Giovedì 4 gennaio 2018
Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set,
«Figlio di Adamo, figlio di Dio»
(Luca 3,38)
Luca con questa genealogia ci presenta Gesù nella sua essenza, figlio dell'uomo e figlio di Dio.
Con essa conosciamo la sua vera famiglia, tutta l'umanità.
Ed è un'umanità composta da uomini e donne segnati dal peccato e alla ricerca di un senso della vita.
Ecco perché se ci riconosciamo in questa famiglia, non riusciremo più ad escludere nessuno, perché ognuno è sangue dello stesso sangue.
In ognuna delle nostre famiglie umane c'è qualcuno che vorremmo diverso, ma non per questo riusciamo ad allontanarlo, anzi se lo amiamo lottiamo fino in fondo perché ritorni.
A volte ci dimentichiamo di appartenere a questa famiglia " allargata" e siamo pronti ad additare chi sbaglia senza far nulla per aiutarlo ad uscire dalla sua situazione, se ci lasciassimo condurre dall'Amore tutto sarebbe più facile.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 05 & 06
Venerdì 5 gennaio 2017
Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”.
«Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua,
perché egli fosse manifestato a Israele»
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
(Giovanni 1,31)
Giovanni si è giocato la vita per il Signore, eppure ammette di non conoscerlo.
Sicuramente se ne era fatto un'idea diversa, non lo avrebbe mai immaginato in fila tra tanti che aspettavano il proprio turno per farsi battezzare.
Anche a noi spesso succede la stessa cosa.
Pensiamo di essere molto vicini a Gesù, ma ancora ne abbiamo un'idea vaga.
Ce ne facciamo una nostra immagine e rimaniamo vincolati ad essa.
La forza di Giovanni è quella di lasciarsi spiazzare, di ammettere davanti a tutti: «Io non lo conoscevo» e ricominciare la ricerca.
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 6 gennaio 2017
EPIFANIA DEL SIGNORE
Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?
«Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo»
All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, / non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: / da te infatti uscirà un capo / che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Matteo 2,2)
Ecco gli ultimi personaggi che il Vangelo ci fa mettere nel presepe.
Prima i pastori poveri di Israele, ora i Magi ricchi stranieri.
C'è posto per tutti davanti alla Grotta, si tratta solo di fidarsi, quelli della parola degli angeli, questi di una stella.
Questi studiosi delle stelle non conoscevano la Bibbia, non erano credenti, ma cercavano la verità.
Per arrivare a Dio non occorre solo credere, serve essere sempre in ricerca del senso della vita, non adagiarsi su certezze già acquisite una volta per tutte.
Il rischio è di arroccarsi nelle proprie idee e perdere tutte le novità che il Signore ci dona.
La fede è un cammino, non esiste un momento in cui ci si può sedere.
Buona festa!
don Carlo
2018.01. 07 & 08
Domenica 7 gennaio 2018
BATTESIMO DEL SIGNORE
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali.
«Io vi ho battezzato con acqua,
ma egli vi battezzerà in Spirito Santo»
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
(Marco 1,8)
La missione di Giovanni è quella di preparare i cuori all'incontro con Gesù, ma solo Lui può mettere il seme della vita.
A volte ci preoccupiamo di seminare, dimenticando che il vero seminatore è il Signore.
Questa consapevolezza ci rende più semplice la testimonianza e ci toglie le "ansie da prestazione".
Noi siamo strumenti per dissodare il terreno, non siamo protagonisti, solo comparse.
Buona festa!
don Carlo
Lunedì 8 gennaio 2018
«La sapienza fa il proprio elogio,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria»
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, / dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: / «Sono cresciuta come un cedro sul Libano, / come un cipresso sui monti dell’Ermon. / Sono cresciuta come una palma in Engàddi / e come le piante di rose in Gerico, / come un ulivo maestoso nella pianura / e come un platano mi sono elevata. / Come cinnamòmo e balsamo di aromi, / come mirra scelta ho sparso profumo, / come gàlbano, ònice e storace, / come nuvola d’incenso nella tenda. / Come un terebinto io ho esteso i miei rami / e i miei rami sono piacevoli e belli. / Io come vite ho prodotto splendidi germogli / e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza. / Io sono la madre del bell’amore e del timore, / della conoscenza e della santa speranza; / eterna, sono donata a tutti i miei figli, / a coloro che sono scelti da lui. / Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, / e saziatevi dei miei frutti, / perché il ricordo di me è più dolce del miele, / il possedermi vale più del favo di miele. / Quanti si nutrono di me avranno ancora fame / e quanti bevono di me avranno ancora sete. / Chi mi obbedisce non si vergognerà, / chi compie le mie opere non peccherà».
(Siracide 24,1)
Quella Sapienza di cui ci parla il libro del Siracide è figura di Gesù stesso prima della sua incarnazione storica.
E' il Verbo di cui parla Giovanni: «In principio era il Verbo. Il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Giovanni 1,1).
E' bello pensare a Lui presente dall'eternità, in questi giorni in cui abbiamo contemplato la sua nascita al mondo.
Ci dà un respiro più ampio, quel bimbo nella mangiatoia è lo stesso Dio che ci ama da sempre e da sempre desidera donare tutto se stesso.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 09 & 10
Martedì 9 gennaio 2018
Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e
«Credete nel Vangelo»
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
(Marco 1,15)
Credere nel Vangelo è affidarsi pienamente a Gesù, seguendolo fino ad identificarsi con Lui.
Credere nel Vangelo è anche mettere in pratica la Parola, lasciando che la sua mentalità si sostituisca alla nostra, che le nostre scelte vengano modificate e rettificate da quello che Lui indica.
Credere nel Vangelo è essere questa Parola, viverla fino a non desiderare altro che realizzarla, accettando che diventi come gli occhiali che ci fanno vedere davvero la realtà, guarendo la nostra miopia e donandoci la Sua chiarezza.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 10 gennaio 2018
A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti
«Insegnava loro come uno che ha autorità»
e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
(Marco 1,22)
Insegna con autorità chi fa crescere la persona che ascolta, aiutandola a diventare davvero se stessa.
L’autorità di Gesù sbaraglia ogni ostacolo, libera dagli spiriti impuri che ci paralizzano, guarisce dalle malattie del corpo e dell’anima che rendono la vita più faticosa, ci permette di raggiungere la vera libertà, quella dei figli di Dio che hanno come legge suprema l’amore.
Senza di essa l’uomo diventerebbe un fantasma, apparenza illusoria senza consistenza, prigioniero di se stesso.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 11 & 12
Giovedì 11 gennaio 2018
Al mattino presto il Signore
«Gesù si alzò quando ancora era buio e,
uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava»
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
(Marco 1,35)
La preghiera di Gesù è al mattino presto, quando ancora il ritmo continuo degli incontri non è iniziato e può parlare con il Padre nello Spirito, nell’indicibile amore della vita trinitaria.
In un certo senso non abbandona mai la preghiera, perché vive tutta la giornata immerso nella volontà del Padre, senza mai discostarsene, rimanendo in ogni istante in perfetta unità con Lui.
Tutto questo è anche per noi, perché in Gesù siamo figli anche noi e ci realizziamo pienamente solo vivendo come Lui.
Buona giornata!
don Carlo
Venerdì 12 gennaio 2018
Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro.
«Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte,
e gli disse: “Seguimi”»
Ed egli si alzò e lo seguì. Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».
(Marco 2,14)
Una vocazione fulminea, un invito improvviso che cambia la vita in un attimo. Certo, è sempre così quando incontriamo il Signore, tutto avviene in un attimo, ma quell’istante è pieno di una forza incredibile, è capace di capovolgere, di trasformare, di dare una direzione nuova, del tutto impensata solo un minuto prima.
Se come Levi diciamo di sì quell'attimo rimane, lascia un’impronta indelebile della presenza di Dio, è come se Lui avesse preso in mano il volante della vita, in quel momento il Suo amore ci riplasma.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 15 & 16
Lunedì 15 gennaio 2018
Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché
«Quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo»
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
(Marco 3,10)
Gettarsi su Gesù per toccarlo: ci sembrano gesti eccessivi, che rasentano il fanatismo, roba da persone squilibrate.
D’altra parte sappiamo anche che la disperazione può spingere fino a comportamenti simili.
E ci accorgiamo che se Gesù non è per noi indispensabile come l’aria che respiriamo, poco a poco impariamo ad accontentarci di molto meno, rassegnandoci anche a sopportare un po’ di malinconia, perché le cose ordinarie non ci bastano.
Per questo occorre imparare da queste persone, pronti a rinunciare a tutto, ma non a Lui, a fare follie per Lui.
Buona giornata!
don Carlo
Martedì 16 gennaio 2018
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano:
«Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni»
Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
(Marco 3,22)
Per distruggere un nemico la calunnia è spesso un metodo efficace.
Capovolgere completamente il senso dell’opera di Gesù, presentarla come un’azione criminale, certamente convince pochi, ma contamina molti, iniettando il veleno del sospetto che comunque frena gli entusiasmi e induce a non sbilanciarsi, a non schierarsi.
Questa azione, che è tipica di Beelzebùl, non è un fenomeno che ha riguardato solo Gesù, ma si verifica sempre quando si tratta di ostacolare un’opera di Dio, quindi avviene anche oggi con ciò che lo Spirito suscita per la conversione della Chiesa e del mondo.
Ma le forze degli inferi non potranno mai prevalere.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 20 & 21
Sabato 20 gennaio 2018
Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo»
questo è stato fatto dal Signore / ed è una meraviglia ai nostri occhi?”». / E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
(Marco 12,10)
Il regno di Dio passa sempre attraverso strade e persone che nessuno penserebbe.
Anche se lo sappiamo, ogni volta ci ritroviamo spiazzati, perché i nostri pensieri non sono quelli di Dio ed è così facile per noi rimanere impressionati da ciò che appare e trascurare ciò che veramente vale.
Perciò occorre semplicemente rimettersi nelle scelte di Dio, anche in quelle che non capiamo, lasciarsi convertire il cuore e poco a poco cominciamo a vederci più chiaro e a rimanere toccati e conquistati dalla Sapienza di Dio.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 21 gennaio 2018
III DOMENICA DOPO L'EPIFANIA
Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero:
«Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!»
Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
(Matteo 14,17)
Per Gesù non è importante la quantità delle nostre capacità e risorse.
A Lui basta molto poco, ma è importante che quel “poco” sia il nostro tutto, tutto quello che siamo e che abbiamo.
Allora iniziano i miracoli.
Perché basta poco per toccare e iniziare la trasformazione del cuore di una persona.
A volte è sufficiente una frase, o un gesto di attenzione se attraverso queste semplici cose passa Dio.
Buona domenica!
don Carlo
2018.01. 22 & 23
Lunedì 22 gennaio 2018
Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate.
«Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi»
anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
(Marco 4,24)
Spesso il Signore ci educa al giudizio misericordioso facendoci notare che proprio quelle mancanze, quei peccati che stigmatizziamo dentro o fuori di noi, sono proprio anche i nostri, con semplici varianti.
Ma soprattutto la lezione più efficace, quella che più ci converte e ci persuade a vivere la misericordia, è quando scopriamo di averne bisogno noi e sperimentiamo quanto sia potente la mano del Signore che ogni volta con il sacramento della Riconciliazione ci guarisce, di fa nuovi e ci apre un nuovo futuro pieno di possibilità e di promesse.
Buona giornata!
don Carlo
Martedì 23 gennaio 2018
Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno;
«Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce»
Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
(Marco 4,27)
La presenza del Risorto continua a trasformare la storia.
Si serve delle persone che in tantissimi luoghi della terra vivono seguendo Dio e opera attraverso di loro, talora in modo eclatante, molto più spesso in modo nascosto e sconosciuto ai più.
È un dinamismo inarrestabile, una forza d’amore che nessuno può svigorire, che sopravvive anche alla persecuzione, trovando anzi in essa una nuova e inspiegabile generatività.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 26 & 27
Venerdì 26 gennaio 2018
Ss. Timoteo e Tito
Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori.
«Voi però non fate così»
ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».
(Luca 22,26)
Chi è al di sopra comanda, domina su chi è sottoposto.
È talmente ovvio che se ciò avviene anche nella comunità cristiana non sono poi in tanti a scandalizzarsi.
Anzi, a volte si richiede proprio questo, perché la personalità forte quando è al potere rassicura e mette ordine.
Certo, i più deboli rimangono fuori, ma sembra un prezzo inevitabile da pagare…
«Voi però non fate così».
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 27 gennaio 2018
Il Signore Gesù disse alla folla: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
«E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me»
Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire. Allora la folla gli rispose: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come puoi dire che il Figlio dell’uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?». Allora Gesù disse loro: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce».
(Giovanni 12,32)
In Gesù innalzato da terra, crocifisso, che grida l’abbandono del Padre, Chiara Lubich vede tutto il Paradiso con la Trinità e tutta la terra con l’umanità.
Lì si manifesta l’amore di Dio nel modo più alto e, al tempo stesso, in Gesù crocifisso è presente ogni uomo di ogni tempo nel suo dolore sconfinato e nella sua attesa di salvezza.
È come una potentissima calamita che attira a sé Cielo e terra, tutti e tutto, per fare unità in una infinita diversità.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 28 & 29
Domenica 28 gennaio 2018
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate?
«Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?»
Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
(Luca 2,49)
La risposta di Gesù è del tutto inaspettata e disorienta i suoi genitori.
Loro mediteranno a lungo quelle parole per cercare di capirle, per comprendere un po’ meglio il mistero di questo figlio.
Gesù con questa Sua frase indica Colui che dirige la Sua vita e mostra a noi cosa vuol dire vivere da figli di Dio.
Significa non appartenersi, non avere progetti propri, attendere sempre di capire la strada, rimanere aperti alle novità, pronti a rivedere tutto e incamminarsi con decisione sulla via indicata, giocando lì tutte le proprie energie e la propria creatività.
È il vero segreto di una vita piena e realizzata.
Buona festa!
don Carlo
Lunedì 29 gennaio 2018
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse:
«Figlia, la tua fede ti ha salvata»
Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
(Marco 5,34)
È il gesto più semplice che si richiede al credente per essere salvato: toccare Gesù.
È un istinto di sopravvivenza per chi soffre, può sembrare un comportamento dettato dalla convenienza, un semplice tentativo di chi non ha nulla da perdere, che non ha quindi una radice di fede profonda.
Ma a Gesù basta.
Lui parte da lì, per aiutare poi a fare un cammino di consapevolezza, che metta in relazione con Lui.
A Gesù basta questo riconoscimento aperto di quanto si è ricevuto per salvarci.
Buona giornata!
don Carlo
2018.01. 30 & 31
Martedì 30 gennaio 2018
Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?
«E le sue sorelle, non stanno qui da noi?»
Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
(Marco 6,3)
“Troppo vicino per essere un vero profeta”, “Siamo cresciuti insieme, non abbiamo mai notato nulla di speciale”, “Conosciamo bene lui e la sua famiglia, cosa vuol farci credere?”.
Il rischio di un Dio che si fa uomo e che si mescola a noi nella vita più ordinaria è quello di non essere creduto.
Chiederebbe di rivedere completamente i propri punti di vista, i propri pregiudizi: è più facile rifiutarlo.
Capita anche a noi: quando i santi ci sono troppo vicini non ce ne accorgiamo.
Quando Dio entra nelle pieghe della mia vita quotidiana sembra impossibile che sia proprio Lui.
Eppure basterebbe avere il cuore di bambino e aprire gli occhi e tutto diventerebbe chiaro.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 31 gennaio 2018
S. Giovanni Bosco, sacerdote
Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro:
«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’»
Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
(Marco 6,31)
Il comandamento di Gesù non è: “Lavorate fino allo sfinimento”.
Il segno della santità non è il “burn out” o l’esaurimento nervoso, bensì l’amore.
Amare è più difficile ed esigente che lavorare, si può credere di lavorare per il Regno fino a consumarsi, magari solo per affermare se stessi, senza in realtà amare neppure un minuto. E questo sarebbe un fallimento terribile.
Gesù quindi invita i discepoli al riposo non per oziare, ma per poter amare meglio, con rigenerata freschezza, con nuova fantasia e creatività, per affrontare con rinnovata fiducia e le necessarie energie la grandiosa avventura dell’evangelizzazione.
Buona giornata!
don Carlo
