Venerdì 25 settembre 2026
OrariS. Messe · Confessioni · Adorazione
Calendario pastoraleSettimana corrente
NewsletterIscriviti · aggiornamenti settimanali
Ultimo NotiziarioLeggi online
Home›Comunicazione›Vivi la Parola
Comunicazione

Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Luglio 2018
Enrico CornelliLuglio 2018Pubblicato il 1 luglio 2018

2018.07. 01 & 02

Domenica 1 luglio 2018

VI DOPO PENTECOSTE

27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro»

29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

(Matteo 11,28)

Trovare un luogo dove far riposare il cuore è ciò che molti cercano.

La tentazione è di cercare lontano, in sogni irrealizzabili, o in evasioni che deludono e lasciano inquieti, insoddisfatti.

Fermarsi con Gesù non lascia mai senza pace.

È aria fresca per l’anima, è energia nuova per ricominciare, è slancio per andare subito dove Lui ci chiama, con cuore lieto, fiducioso, capace di risollevare e infondere coraggio in chi ne ha bisogno.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 2 luglio 2018

34Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. 35La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono da Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni,

«Vestito e sano di mente,

che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura»

36Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. 37Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. 38L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: 39«Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.

(Luca 8,35)

Un uomo che terrorizzava la regione è ora «vestito e sano di mente».

Non si capisce di cosa la gente debba aver paura.

Dovrebbe piuttosto rimanere meravigliata e felice.

Ma quando Dio si manifesta e irrompe con la sua potenza, suscita sempre timore, perché la sua azione interpella con forza anche noi.

E siamo tentati di preferire il quietismo, le nostre fragili sicurezze, anziché lasciarci inquietare dalla novità di Dio.

Ma così rischiamo di perdere la grande occasione della vita.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 04 & 05

Mercoledì 4 luglio 2018

«Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto»

Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. 11Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. 12Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». 13Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». 14C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». 15Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. 16Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

(Luca 9,10)

È il modo più bello per concludere la giornata: raccontare a Gesù quello che abbiamo vissuto.

Lui in un certo senso non ne ha bisogno, perché lo sa già ed è proprio il Suo Spirito ad aiutarci a trovare i segni del Suo passaggio, i frammenti di luce che hanno fatto brillare la giornata.

Ma occorre anche dire che Lui attende tutto questo, perché Lui vuole vivere l’amore reciproco con noi e il raccontare quello che viviamo è un segno bellissimo di amicizia.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 5 luglio 2018

S. Antonio Maria Zaccaria, sacerdote

18Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». 19Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». 20Allora domandò loro:

«Ma voi, chi dite che io sia?»

Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». 21Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. 22«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

(Luca 9,20)

Gesù non pone questa domanda così diretta ai discepoli solo per vedere se hanno capito quale sia la Sua identità, se hanno scoperto la Sua divinità e la Sua missione.

Vuole anche aiutarci a precisare che posto Lui occupa nei nostri pensieri, nei nostri sogni futuri, vuole sapere se l’incontro con Lui ci ha cambiati, se siamo contenti di stare con Lui, se la nostra amicizia con Lui è ancora viva e fresca.

Per questo è molto sano porci spesso questa domanda e provare, in tempi diversi, a dare la risposta più vera di ciascun momento.

Anche così si riaccende o si alimenta il fuoco.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 07, 08, 09, 10, 11, 12 & 13

Sabato 7 luglio 2018

24E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. 25Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori.

«Voi però non fate così»

ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. 27Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. 28Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove 29e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, 30perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.

(Luca 22,26)

Gesù vuole fortemente instaurare un nuovo modo di rapportarci tra noi.

La logica che troppo spesso prevale è quella del potere, che costringe a riconoscere chi comanda e chi ubbidisce e anche a ringraziare anche chi opprime e umilia.

Il Vangelo scardina e capovolge tutto questo.

Dà il potere solo a chi ha scelto di servire, a chi non vive per sé ma per la vera gioia degli altri, a chi ama scendere un gradino più in basso per lavare meglio i piedi dei fratelli.

Nasce un mondo nuovo, il Cielo scende sulla terra e tutto si trasforma.

Buona giornata!

don Carlo

Domenica 8 luglio 2018

VII DOPO PENTECOSTE

33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!». 1Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. 2Tu gli hai dato potere su ogni essere umano,

«Perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato»

3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

(Giovanni 17,2)

Ricevere dalla Pasqua di Gesù la vita eterna significa non morire più.

E di conseguenza: non avere più paura di nulla, abbattere il muro che ci separa da Dio, entrare definitivamente già da ora nella Sua vita, perché solo Dio vive per sempre.

È la più profonda libertà alla quale possiamo aspirare, perché ci rende sconfinati, ci mette al sicuro, ci permette di essere pronti a lasciare tutto, sapendo di non perdere nulla, perché tutto ciò che è di Dio ci appartiene da ora e per sempre.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 9 luglio 2018

37Il giorno seguente, quando furono discesi dal monte, una grande folla gli venne incontro. 38A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego,

«Volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho!»

39Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. 40Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». 41Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». 42Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. 43E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: 44«Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». 45Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

(Luca 9,38)

Cosa non si è pronti a fare per un figlio, a maggior ragione se è l’unico!

Questo padre chiede tutto, sbaraglia ogni imbarazzo, grida la sua preghiera, non c’è nulla che lo potrebbe frenare.

Gesù lo capisce bene perché anche Lui è il figlio unico di Suo Padre, Lo conosce, sa quanto è infinito quell’Amore che Lo ha generato.

E questo amore non si ferma su Gesù, ma attraverso di Lui va oltre, raggiunge ogni figlio d’uomo che si rivolge al Padre, lo guarisce e lo trasforma in Sé.

Buona giornata!

don Carlo

Martedì 10 luglio 2018

46Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. 47Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino 48e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». 49Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». 50Ma Gesù gli rispose:

«Non lo impedite»

perché chi non è contro di voi, è per voi».

(Luca 9,50)

I discepoli sono selettivi, vogliono separare chi è discepolo “visibile” da chi non mostra di esserlo, esigono la totalitarietà delle scelte, forse vorrebbero anche avere il controllo della situazione, mettere ordine, precisare i confini.

Ma Gesù è magnanimo, non ama le sette esclusive, sa che il Suo dono è per tutti e raggiunge le persone in un modo che nessuno può prevedere né deve controllare.

La Sua grazia dilaga, corre lontano, porta frutti incalcolabili. E il discepolo deve imparare a gioire di questa universalità, di questa generosità magnanima e sconfinata.

Buona giornata!

don Carlo

Mercoledì 11 luglio 2018

S. BENEDETTO, PATRONO D’EUROPA

1«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,

chiedete quello che volete e vi sarà fatto»

8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

(Giovanni 15,7)

Rimanere, abitare nella parola di Gesù significa metterla in pratica, farla diventare la nostra mentalità, il nostro modo istintivo di reagire, il nostro criterio di giudizio.

In pratica significa che Gesù prende posto in noi ed è Lui a guidarci e a vivere in noi.

Perciò la nostra preghiera diventa quella di Gesù, il quale è sempre ascoltato dal Padre (cfr. Giovanni 11,42).

Gesù ne fa esperienza continuamente, ma vuole che anche noi lo sperimentiamo, per scoprire l’amore del Padre e conoscerlo e amarlo come Gesù.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 12 luglio 2018

Ss. Nabore e Felice, martiri

57Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse:

«Ti seguirò dovunque tu vada»

58E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». 61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». 62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

(Luca 9,57)

L’entusiasmo di questo “tale” (che poi è ciascuno di noi) piace a Gesù. Lui sa che l’incontro con Lui accende il fuoco nel cuore e si sperimenta uno slancio nuovo, una passione prima sconosciuta.

Ma Gesù mette anche in guardia: non si vive di entusiasmi, nella vita cristiana non si passa di gioia in gioia, ma ci sono incognite, situazioni di smarrimento, di buio, inconvenienti, imprevisti, attorno a noi e dentro di noi.

Occorre mettere in preventivo la scomodità, il disagio che ancora non conosciamo, gli interrogativi che non trovano subito risposta.

Se si è pronti a tutto questo, con l’aiuto di Gesù diventa possibile ogni passo.

Buona giornata!

don Carlo

Venerdì 13 luglio 2018

Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro:

«La messe è abbondante»

ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

(Luca 10,2)

Gesù parla di messe da mietere, non di campi da arare o di piantagioni da innaffiare. Indica perciò che c’è molta gente pronta ad accogliere la Parola, a scoprire la gioia del Regno, a costruire un mondo nuovo. Il problema non è il lavoro, di quello ce n’è a non finire: il problema è che non ci sono abbastanza operai.

È uno sguardo diverso, promettente, pieno di fiducia quello di Gesù sull’umanità.

Non c’è tempo per le lamentele o le accuse.

Ci sono tantissime intese e collaborazioni possibili con persone che neppure immaginiamo.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 14, 15 & 16

Sabato 14 luglio 2018

1Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.

«Tu che ne dici?»

6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

(Giovanni 8,5)

Scribi e farisei vogliono sentire il giudizio di Gesù su questa donna: loro sono i giusti che presentano una peccatrice imperdonabile secondo la legge. Non sembra esserci scampo, né spazio per la misericordia.

E Gesù risponde obbligandoli a guardarsi dentro, a esaminare le loro intenzioni, a riconoscere che anche loro hanno i loro scheletri negli armadi.

Non è buonismo quello di Gesù, il peccato rimane peccato ed è male.

Ma la misericordia ci fa guardare alle persone prima che alla legge e con uno sguardo completamente nuovo, vedendo che anch’io ho tanto bisogno di essere perdonato, di fronte alla legge non avrei scampo e ho un infinito bisogno di misericordia.

Buona giornata!

don Carlo

Domenica 15 luglio 2018

VIII DOPO PENTECOSTE

35Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». 41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44

«E chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti»

45Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

(Marco 10,44)

Uomini e donne come me e te vivono in questo momento in condizioni indegne e disumane. È umiliante accettare tutto questo senza fare nulla, è una sconfitta bruciante. 

L’unico modo per risolvere l’insopportabile ingiustizia che governa il nostro mondo, in cui un’infinita avidità crea ricchissimi e poverissimi, è capovolgere completamente i criteri.

Il Vangelo lo dice chiaramente: chi comanda deve servire come uno schiavo, consumando la sua vita per gli altri, il fratello più piccolo è il re (cfr. Matteo 25,40).

Ma solo l’amore apre gli occhi e suggerisce strade simili, che trasformano e umanizzano la terra.

Per questo il mondo attende con impazienza anche da ciascuno di noi un’invasione d’amore.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 16 luglio 2018

8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro:

«È vicino a voi il regno di Dio»

10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11“Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. 12Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

(Luca 10,9)

La cura affettuosa dei malati, la presenza dei discepoli di Gesù nella nostra casa è il segno che la vita di Dio ci sta toccando, che il suo amore ci sta trasformando, che il Suo stile di prossimità è sceso sulla terra e genera frutti nuovi di gioia e di pace.

Dio cambia il mondo così: entrando con semplicità nel nostro quotidiano attraverso il Suoi figli, che testimoniano con concretezza la cultura del dono di sé, del servizio gratuito e generoso.

Portare il sorriso, l’amore e la speranza in un qualunque luogo indica che Dio sta passando proprio lì.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 17, 18 & 19

Martedì 17 luglio 2018
S. Marcellina, vergine

13Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere,

«Si sarebbero convertite»

14Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. 15E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! 16Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

(Luca 10,13)

Tiro e Sidone, simbolo delle megalopoli senza Dio, apparivano come città depravate e lontane dalla salvezza.

Gesù stigmatizza con forza questi giudizi facili e avventati e riporta ciascuno alle proprie responsabilità.

Noi infatti siamo stati riempiti di doni e di luce, abbiamo visto segni impressionanti e incontrato testimonianze meravigliose di come Dio trasforma i cuori e la vita.

Tutte grazie grandi che altri non hanno per nulla avuto.

E quanto ci siamo lasciati convertire?

Buona giornata!

don Carlo

Mercoledì 18 luglio 2018

17I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi;

«Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»

21In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 22Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». 23E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

(Luca 10,20)

Siamo figli di Dio. Siamo nel Suo cuore, nessuno potrà mai strapparci dalle Sue mani se Gli rimaniamo fedeli.

Non abbiamo più motivi per temere, perché la nostra casa è nei cieli, le nostre ricchezze eterne sono al sicuro.

Tutto questo ci è donato, non abbiamo fatto nulla per meritarlo.

E questo dà stabilità a tutta la vita, ci permette di avvicinare chiunque stia vacillando, di affrontare qualunque avversità o ingiustizia perché i nostri piedi poggiano stabilmente su questa roccia.

Non c’è tesoro più grande di questo.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 19 luglio 2018

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». 29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che

«Gli portarono via tutto»

lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

(Luca 10,30)

Il buon samaritano è tutto per colui che non ha nulla. Quest’uomo infatti non bada a spese: dona anzitutto il suo tempo e i suoi programmi (cose che ci sono tanto care), poi le sue cure, il suo mezzo di trasporto, i suoi beni materiali, i suoi soldi, fino a correre il rischio che l’albergatore se ne possa approfittare.

La carità infatti non conosce limiti e ci punge, ci provoca finché non abbiamo donato tutto.

E visto che ci è difficile di arrivare a tanto, ci lascia sempre con la sana sensazione di non aver fatto abbastanza, tenendoci così aperti a nuove generosità.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 20 & 21

Venerdì 20 luglio 2018

38Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola.

«Marta invece era distolta per i molti servizi»

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

(Luca 10,40)

L’errore di Marta non è certo nella sua operosità.

Quella è senz’altro benedetta, esemplare, preziosa per Gesù e per i suoi discepoli.

Ma accade anche a noi di concentrarci unicamente su “ciò che si fa” (magari proprio per Dio), dimenticando l’obiettivo e cioè il “per Chi lo si fa”.

E così si assolutizza il nostro compito, la carità ci appare marginale e la trascuriamo senza accorgercene, l’efficienza e l’organizzazione diventano lo scopo e prevalgono al punto da non vedere più l’Ospite che sta riempiendo con la Sua presenza la nostra casa, né abbiamo più interesse e curiosità per la Sua Parola che nutre i pensieri e il cuore.

Perdiamo la parte migliore che invece Maria non si è lasciata sfuggire.

Buona giornata!

don Carlo

Sabato 21 luglio 2018

27Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi. 29Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

«Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo»

e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. 32Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 33Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

(Matteo 24,30)

Il Vangelo capovolge sempre i nostri giudizi.

In questa pagina, ciò che ci terrorizza e che ci auguriamo soprattutto di evitare, ciò da cui tutti vorrebbero scappare è in realtà l’annuncio che sta per arrivare il dono più grande, quello che tutti attendono e che è più grande di ogni immaginazione e descrizione possibile.

Per questo il discepolo di Gesù formato a questa scuola porta nel mondo una luce nuova, diversa, incomprensibile per molti, ma necessaria a tutti, bussola per orientarsi con sapienza nel mare della vita, anche nelle tempeste più nere, camminando verso la luce abbagliante che brilla sempre in fondo al tunnel.

Buona giornata!

2018.07. 22 & 23

Domenica 22 luglio 2018

IX DOPO PENTECOSTE

34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà;

«Ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo,

la salverà»

36Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

(Marco 8,35)

Cosa sia “la propria vita” di cui parla Gesù è presto detto: “quello che ho in mente io”. E’ ciò che io ho deciso di fare, che ritengo giusto e migliore, ciò che mio piace e non sono disposto a perdere.

Se si incamminiamo su questa strada non arriveremo da nessuna parte, ci rimarrà sempre una qualche insoddisfazione, il dubbio che avremmo potuto fare altro e di meglio.

Ma soprattutto quello che non possiamo più conoscere è la bellezza del capolavoro che Dio avrebbe voluto fare con noi e che comunque è sempre disposto a realizzare se appena ci convertiamo e ci abbandoniamo totalmente a Lui.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 23 luglio 2018
S.BRIGIDA, PATRONA D’EUROPA

13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. 14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

«Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini,

perché vedano le vostre opere buone

e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»

(Matteo 5,16)

Siamo sale, siamo luce.

L’incontro con Gesù, il Battesimo ci ha fatti rinascere in Dio. Splendiamo di una luce che è in noi e che gli uomini vedono brillare e che accende o alimenta la luce che Dio mette in ciascuno.

È una luce che apre a Dio, che indirizza verso di Lui, che Lo fa conoscere agli uomini come vita nuova e piena. Una luce che piace, anche se a volte ferisce o acceca chi è nelle tenebre, che fa ringraziare, che rende felici.

È la luce di chi vive la Parola.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 24 & 25

Martedì 24 luglio 2018

5Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, 7e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico

«Almeno per la sua invadenza»

si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

(Luca 11,8)

Gesù ci invita ad essere perseveranti nella preghiera, a volte quasi ossessivi, come un bambino che si rivolge alla mamma per ottenere qualcosa e usa la tecnica dello sfinimento.

Ancora una volta il Signore ci invita ad essere come bambini di fronte al Padre.

Sicuri che ci ascolterà e nella sua infinita Sapienza deciderà il tempo e il modo per accontentarci.

Spesso però non coinciderà con il nostro tempo e il nostro modo.

Buona giornata!

don Carlo

Mercoledì 25 luglio 2018

S. GIACOMO APOSTOLO

20Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. 21Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». 22Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». 23Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». 24Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. 25Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. 26Tra voi non sarà così; ma

«Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore»

27e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. 28Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

(Matteo 20,26)

Quando ci mettiamo alla sequela del Signore, abbiamo chiaro che siamo chiamati a servire soprattutto quelli che ci sono affidati.

Avviene poi che, a volte, ci ritroviamo in posti di comando e facciamo fatica a conciliare ciò con il desiderio di essere ultimi come Gesù.

Eppure anche questo è un servizio, spesso più faticoso di altri, occorre però esercitarsi a viverlo ogni giorno come tale e a tenersi pronti a lasciare tutto in qualunque momento ci venga chiesto.

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 26 & 27

Giovedì 26 luglio 2018

Ss. Gioacchino e Anna,

genitori della Beata Vergine Maria

14Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. 15Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

«Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo»

17Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. 18Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. 19Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. 20Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

(Luca 11,16)

Papa Francesco spiega così: «Questi teologi avevano un atteggiamento chiuso e cercavano sempre una spiegazione per non capire il messaggio di Gesù. 

E così era Gesù che doveva giustificare quello che faceva. 

Questa è la storia dei cuori chiusi, dei cuori che non lasciano entrare la misericordia di Dio, che hanno dimenticato la parola “perdono” — “Perdonami Signore!” — semplicemente perché non si sentono peccatori: si sentono giudici degli altri».

Buona giornata!

don Carlo

Venerdì 27 luglio 2018

21Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. 22Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. 23Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. 24Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”.

«Venuto, la trova spazzata e adorna»

26Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

(Luca 11,25)

La lotta contro il male dura tutta la vita.

Non ci si può mai considerare arrivati perché proprio nel momento in cui abbassiamo la guardia, le nostre fragilità tornano all'attacco. 

Sappiamo benissimo di avere dei lati che non vorremmo ci appartenessero, eppure sono radicati in noi, anzi in alcuni momenti  rischiamo di bloccarci a causa di essi.

Conviene guardarli in faccia, offrirli al Signore e cercare di fare la Sua volontà nonostante tutto.  

Buona giornata!

don Carlo

2018.07. 28 & 29

Sabato 28 luglio 2018

Ss. Nazaro e Celso, martiri

54Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? 55Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». 57Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro:

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua»

58E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

(Matteo 13,57)

A volte succede che sia più facile parlare di fede a chi non ci conosce che a quelli della propria casa.

La cosa ci addolora perché proprio chi amiamo di più resta indifferente alle nostre parole, anzi non ci ascolta neppure.

E' però una sofferenza che ci serve per diventare sempre più coerenti al Vangelo, per tentare di essere credibili.

Poi conviene affidare tutto al Signore, se anche Lui ha provato questa indifferenza saprà agire nel migliore dei modi. 

Buona giornata!

don Carlo

Domenica 29 luglio 2018

X DOPO PENTECOSTE

12Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 13e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri». 14Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. 15Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e

«I fanciulli che acclamavano nel tempio: “Osanna al figlio di Davide!”»

si sdegnarono, 16e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?».

(Matteo 21,15)

Gli unici nel tempio che capiscono il messaggio di Gesù sono i malati e i bambini.

Cioè le persone che si mettono davanti a Lui senza l'arroganza di chi pensa di sapere già tutto, di avere diritti o peggio approfitta della fede degli altri per trarne il proprio profitto.

Buona domenica!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Luglio 2018