Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2018.11. 01 & 02
Giovedì 1 novembre 2018
TUTTI I SANTI
Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati»
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
(Matteo 5,6)
E’ la prima delle due beatitudini che riguardano la giustizia e ha un orizzonte universale. Infatti, come tutte le altre di questa pagina di Matteo a parte l’ultima, non è una beatitudine “confessionale”, rivolta ai seguaci di Gesù, ma attraversa tutta la storia umana ad ogni latitudine.
Visto che Gesù è il “beato” per eccellenza, che incarna e vive queste parole in pienezza, Lui stesso si identifica in tutti coloro che patiscono l’ingiustizia. In ciascuna di queste vittime è Gesù che continua a soffrire, Lui che è sempre dalla parte degli oppressi e che donerà a tutti loro una sazietà di gioia moltiplicata all’infinito.
Buona festa!
don Carlo
Venerdì 2 novembre 2018
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e
«Io lo risusciterò nell’ultimo giorno»
Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna».
(Giovanni 6,44)
Tutta la nostra speranza di fronte all’enigma della morte porta un solo nome: Gesù. Lui solo è la risurrezione e ci trasporta con sé nella Vita. Con la sua passione fino all'abisso dell’abbandono ha conosciuto ogni buio e l’ha riempito di luce, ha attraversato ogni disperazione e ogni strazio colmandoli di tutta la consolazione di Dio.
Lui ci risusciterà, strappandoci al non senso della morte, mostrando ad ogni uomo che il nulla e la fine non esistono, ma tutto ha un seguito nell'eternità di Dio.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 03 & 04
Sabato 3 novembre 2018
Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti
«Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero,
ma perderà la propria vita?»
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
(Matteo 16,26)
Non ha senso accumulare ricchezze su ricchezze se queste non hanno un futuro. Quanto più passano gli anni tanto più ci accorgiamo che i beni materiali non ci garantiscono ciò di cui abbiamo più bisogno: la speranza, gli affetti, la salute. E in ogni caso non potranno mai risparmiarci l’esperienza della morte.
Saggio è perciò chi accumula i tesori che riempiono di gusto la vita e che ci seguono a che dopo: l’unione con Dio, l’amore per chi ha bisogno, le relazioni autentiche di fraternità e di amicizia.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 4 novembre 2018
II DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE
Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei. Uno dei commensali gli disse:
«Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!»
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
(Luca 14,15)
Per i farisei l’incontro con Gesù era sempre rischioso, anche nel contesto rilassato di una cena. L’affermazione entusiastica di uno di loro («Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!») da origine ad un ammonimento preciso: attento a non trovarti fuori dalla porta!
Presi come siamo dalle incombenze anche buone del quotidiano, rischiamo di assolutizzarle, di tralasciare gli inviti di Dio e di autoescluderci così dal banchetto del Regno. E chi crede di avere già il suo posto assicurato solo perché sa snocciolare con precisione tutte le verità di fede è più a rischio. Alla fine siederà alla tavola di Dio una folla di gente che non avresti mai immaginato.
Buona domenica!
don Carlo
2018.11. 06 & 07
Martedì 6 novembre 2018
Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché
«Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo»
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
(Giovanni 12,47)
Vuole salvare tutti.
Vuole regalare a tutti il Paradiso, la pienezza di una gioia inspiegabile.
Se minaccia è solo per scuotere, per risvegliarci dal torpore delle nostre illusioni, della nostra non-vita.
Non vuole che alcuno si perda, nemmeno i cattivi.
Continua a rincorrerci tutti in mille modi per tutta la vita, fino all’ultimo nostro respiro, Gli basterà una pallida scintilla.
Perché non è venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 7 novembre 2018
Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse:
«Io sono la luce del mondo»
chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
(Giovanni 8,12)
Avere luce. Ci è indispensabile quando ci accorgiamo di non avere le idee chiare, di essere confusi da tante voci contraddittorie e cerchiamo il bandolo della matassa per proseguire il cammino nella direzione giusta.
Gesù è la Luce. Non è soltanto una luce più forte della nostra. È una luce diversa, perché scende da Dio ed è quindi tutta amore, ha prospettive infinite ed eterne. Illumina coloro che per ottenerla sono pronti a rinnegare tutto, anche le proprie vedute e le proprie abitudini. Perciò non tutti la conoscono, per molti è follia, ma per coloro che ne sono rischiarati la vita diventa tutta un’altra cosa.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 08, 09 & 10
Giovedì 8 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che
«Non faccio nulla da me stesso»
ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
(Giovanni 8,28)
Impressiona che Gesù, il Figlio di Dio non abbia una sua autonomia.
Ma a pensarci bene è anche ovvio che sia così.
Nell’amore autentico infatti tutto è condiviso, per cui ogni decisione e comportamento è vissuto in unità con la persona amata, non solo perché ci si sente spiritualmente accompagnati, ma perché si fa tutto in piena comunione di pensiero, si è mossi dalla stessa intenzione.
E la Trinità è l’esperienza di amore più bella e perfetta che si possa immaginare, al punto che i Tre sono Uno.
Buona giornata!
don Carlo
Venerdì 9 novembre 2018
DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
La donna Samaritana disse a Gesù: “Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù le dice: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui
«I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità»
perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.
(Giovanni 4,23)
Non è anzitutto una questione di luoghi, non si misura solo con le ore passate davanti al tabernacolo.
L’adorazione a Dio è un atteggiamento che permea tutta la vita del credente, per cui ogni relazione, ogni pensiero, ogni azione e decisione esprimono il nostro culto.
L’adorazione autentica di cui parla Gesù si nutre ovviamente della preghiera, ma sarebbe poca cosa se si esaurisse lì.
Occorre che tutta la nostra vita sia volutamente mossa dallo Spirito e che tenda costantemente alla verità, tralasciando tutto ciò che non è Dio.
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 10 novembre 2018
S.Leone Magno, papa e dottore della Chiesa
In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché
«Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti
e le hai rivelate ai piccoli»
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
(Matteo 11,25)
Spesso siamo tentati di concentrare le nostre energie nell’evangelizzare e nel coltivare le persone che ci sembrano le più intelligenti, le più capaci, le più preparate, pensando che l’efficacia dell’annuncio dipenda anzitutto dai mezzi umani.
In realtà i dotti disquisiscono, perché sanno già tutto, giudicano a partire da sé e rifiutano ciò che non coincide con la propria visione
Invece i destinatari privilegiati del Vangelo sono i piccoli, quelli che sanno di non sapere, e quindi sono aperti, affamati di sapienza, liberi e disponibili a lasciarsi istruire da Gesù.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 11 & 12
Domenica 11 novembre 2018
GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse:
«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno»
Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
(Luca 23,42)
Credere alle promesse di un uomo che sta agonizzando su una croce richiede una fede specialissima.
È un vedere l’invisibile, è un lasciarsi raggiungere dall'amore di Dio anche negli ultimi istanti della propria vita, è una comprensione nuova di ciò che veramente vale.
Le parole del buon ladrone ci consolano perché ci testimoniano che negli ultimi istanti della vita ci è data una luce speciale per vedere come stanno davvero le cose e anche lì possiamo decidere a Chi affidarci, anche con una sterzata provvidenziale dell’ultimo istante.
Buona domenica!
don Carlo
Lunedì 12 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi
«Tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo»
(Matteo 24,44)
L’importante è che tutto sia sempre pronto. Che tutto quanto facciamo non ci distolga mai dall'attesa e dal desiderio dell’incontro finale con Gesù.
Il modo più efficace per realizzare questo obiettivo, altrimenti quasi impossibile, è vivere incontrando e amando Gesù in ogni fratello che incontriamo, facendo di questo l’attività principale della giornata. Ci accorgeremo così che tanti incontri avremmo potuto viverli con più amore, l’esame di coscienza diventerà frequente e facile. E non smetteremo di chiedere allo Spirito di incendiarci con il Suo fuoco, perché anche al momento finale ci sia in noi un grande amore per accogliere il Signore del cosmo e della storia.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 13 & 14
Martedì 13 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo:
«Il mio padrone tarda»
e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
(Matteo 24,48)
“C’è tempo, la vita è lunga, possiamo divertirci, fare tutto quello che possiamo permetterci, prendiamo ogni occasione che la vita ci dà, perché ogni lasciato è perduto, poi un giorno metteremo la testa a posto”.
È frequente trovare persone che hanno questa filosofia di vita, soprattutto negli anni giovanili. Ma è deleterio. Perché ci si accontenta di sopravvivere a forza di emozioni momentanee e si continua a ritardare il momento in cui cominciare a vivere davvero, con il rischio di non gustare mai la vita in pienezza, rimanendo al buio e oscurando anche la vita di chi ci sta vicino.
Solo chi ama vive davvero.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 14 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;
«Le sagge invece, insieme alle loro lampade,
presero anche l’olio in piccoli vasi»
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
(Matteo 25,4)
Queste vergini preveggenti e ben organizzate vengono portate ad esempio da Gesù. Ci insegnano che in tutte le cose, specie in quelle importanti, non si può vivere di improvvisazioni dell’ultimo momento, perché a volte il tempo per rimediare non c’è più e si arriva inesorabilmente tardi.
La puntualità può diventare così una qualità spirituale, un’espressione della nostra attesa continua del Signore, che ci permette di vivere gli incontri e le responsabilità di ogni giorno con preparazione, pace e pienezza, allenandoci anche all'incontro finale con Dio.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 15 & 16
Giovedì 15 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo:
«Signore, mi hai consegnato cinque talenti;
ecco, ne ho guadagnati altri cinque»
“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
(Matteo 25,20)
Quanto Dio ci affida non chiede di essere solo conservato, ma moltiplicato. Sappiamo che questo si realizza anzitutto grazie all’opera di Dio in noi che non è mai prevedibile.
Ma è anche vero che occorre fare tutta la nostra parte.
E quindi non solo dedicarsi con impegno, costanza e serietà, ma anche mettere a frutto la creatività, la fantasia, l’ingegnosità. C’è infatti un dinamismo dell’amore che è inarrestabile e sempre nuovo, che non si confonde con l’attivismo, perché è un operare che non distoglie mai lo sguardo da Dio e si lascia guidare non dai propri punti di vista, ma dalle mozioni dello Spirito.
Buona giornata!
don Carlo
Venerdì 16 novembre 2018
Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch'essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico:
«Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli,
non l’avete fatto a me»
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
(Matteo 25,45)
«A uno solo». Vuol dire che non possiamo trascurarne neppure uno, di questi piccoli.
È sempre Gesù.
È questa l’infinita dignità di ogni uomo: l’essere Gesù. Per questo ogni relazione è sempre importante, ogni atto d’amore ha un valore eterno, sconfinato, ogni omissione diventa un peccato gravissimo. Ed è su questa nostra capacità di amare che ci dobbiamo interrogare, verificare, lasciando che il Vangelo rimproveri e metta in discussione le nostre idee settarie o razziste.
Non è questione di opinioni: alla sera della vita noi tutti verremo giudicati soltanto sull'amore.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 17,18,19, & 20
Sabato 17 novembre 2018
S. Elisabetta d’Ungheria
Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate,
perché non sapete quando è il momento»
È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
(Marco 13,33)
È accorato e insistente Gesù in questo suo invito a vegliare. Non è un richiamo alla morte, ma a vivere la vita come un pellegrinaggio verso casa nostra, una casa meravigliosa, a vivere in terra come un giorno sarà in Cielo, a costruire quaggiù la città di lassù. Quando smettiamo di vivere il Vangelo questo orizzonte si appanna, o sparisce del tutto e ci ritroviamo a vagolare smarriti e affaticati, senza una meta.
L’obiettivo non sono le cose o le situazioni, ma sempre e solo Dio, principio e fine di tutto, l’unico che appaga il cuore e lo riempie di festa.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 18 novembre 2018
I DI AVVENTO
La venuta del Signore
5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa;
«Io vi darò parola e sapienza,
cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere»
16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. 20Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. 21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; 22quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. 23In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. 25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
(Luca 21,15)
Gesù assicura ai suoi discepoli una Sua assistenza speciale nel tempo della persecuzione. Non è un’esenzione dalla sofferenza e dal rifiuto, è invece una luce dello Spirito che con semplicità e chiarezza ci rende evangelizzatori anche in quei frangenti.
Il tempo della prova coincide perciò con quello della sapienza: si vede benissimo cosa resta e cosa passa, si comprende la realtà con un’evidenza nuova, l’identificazione con Gesù raggiunge il vertice, perché è Lui stesso a rivivere la sua Passione in noi.
Per questo il sangue dei martiri è sempre seme di nuovi cristiani.
Buona domenica!
don Carlo
Lunedì 19 novembre 2018
18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro:
«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»
20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. 23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
(Matteo 4,19)
Dobbiamo andare dietro a Gesù.
Non si diventa pescatori di uomini a partire da se stessi o dalle proprie idee e capacità, ma dal mettere i nostri passi sulle orme di Gesù, unico vero pescatore di uomini.
Le modalità di seguire Gesù sono diversissime, perché ciascuno di noi Lo ripresenta in un modo unico e questo permette anche a persone di ogni sensibilità di sentirsi attratte, perché ogni discepolo parla una lingua che suona comprensibile in particolare ad alcuni, in modo che tutti, da uno o da un altro, si sentano interpellati.
Buona giornata!
don Carlo
Martedì 20 novembre 2018
21Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”,
«Entrerà nel regno dei cieli…
colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli»
22In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. 23Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». 28Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: 29egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
(Matteo 7,21)
C’è una carta di ingresso al regno dei cieli per tutti, diversa per ciascuno perché non esistono due persone uguali: fare la volontà del Padre. Non è legata alla vocazione specifica, né all’età, né alla cultura, perché ciascuno è figlio di Dio e per ciascuno Dio ha uno sguardo unico d’amore, per ciascuno una strada nuova.
L’importante è non distogliere mai gli occhi da questo sguardo, avere nel cuore un unico desiderio, quello di Gesù: essere la volontà del Padre viva, ad ogni istante. Allora si vedranno cose mai viste, la santità avrà nuove espressioni sempre più attraenti, sperimenteremo la pienezza della gioia, perché è Dio che vive in noi.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 21 & 22
Mercoledì 21 novembre 2018
Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio
31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. 32Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco,
«Tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano»
33Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 34Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
(Marco 3,32)
Maria non pretende di stare fisicamente accanto a Gesù, non chiede privilegi per il fatto di essere madre. Sta fuori come gli altri, condivide la scomodità di chi è lontano, non vede il figlio e forse fa anche fatica a sentire quello che Gesù dice.
Ma intanto non smette di cercarlo, perché il suo cuore è sempre proteso nel fare quello che Dio le domanda e lei sa bene che nella parola di Gesù risuona chiara tutta la volontà di Dio.
Per questo è doppiamente madre: fisicamente e come figlia di Dio perfettamente in ascolto.
Buona giornata!
don Carlo
Giovedì 22 novembre 2018
S.Cecilia, vergine e martire
16Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore.
«Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri»
e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
(Matteo 9,17)
La Parola di Gesù, quando è ascoltata con umiltà e disponibilità, provoca danni in noi. Gesù parla espressamente di otri che si crepano e di vestiti che si strappano. La Parola infatti è potente, è una spada (Ebrei 4,12), un fuoco e un martello che spacca la roccia (Geremia 23,29), che vuole frantumare ciò che deve cadere, perché rimanga in piedi solo la verità.
Occorre perciò accettare di veder morire il nostro uomo vecchio, perché la Parola possa far risorgere l’uomo nuovo in noi, che è Gesù, con tutta la ricchezza di vita che porta con Sé.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 23 & 24
Venerdì 23 novembre 2018
35Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. 36Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
«Pregate dunque il signore della messe,
perché mandi operai nella sua messe!»
(Matteo 9,38)
Gesù è completamente attratto da questa folla sterminata che vede così fragile e smarrita. Sa di cosa ha bisogno, per non perdersi dietro alle illusioni o ai miraggi. Necessita di una guida sicura, la Sua.
E al tempo stesso vede che da solo non ce la fa. Ha bisogno di qualcuno che sia anzitutto mosso dalla stessa passione bruciante e che faccia il suo stesso “lavoro”.
Non invia subito i discepoli: prima chiede loro di pregare perché il Padre mandi di questi operai. Prima fa pregare, poi chiama.
C’è da imparare.
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 24 novembre 2018
«Chiamati a sé i suoi dodici discepoli,
diede loro potere sugli spiriti impuri»
per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.
(Matteo 10,1)
La chiamata di Gesù ha un duplice scopo, creare comunità e fare del bene vincendo il male. Ecco la via maestra per seguire Gesù: non stancarsi mai nel cercare di unire, ricucire, allontanare le divisioni. E preoccuparci di tutti quelli che il Signore ci mette nella vita, che spesso non abbiamo scelto e di cui a volte vorremmo liberarci.
Anche per gli apostoli deve essere stato così, erano così diversi tra loro, provenivano da esperienze lontane, eppure ad essi Gesù chiede di fare comunità.
Se ci preoccupiamo del bene di ognuno riusciremo ad allontanare il male che insidia.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 25 & 26
Domenica 25 novembre 2018
II DI AVVENTO
I figli del Regno
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
«Giovanni era vestito di peli di cammello,
con una cintura di pelle attorno ai fianchi,
e mangiava cavallette e miele selvatico»
E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
(Marco 1,6)
La figura di Giovanni Battista ci porta a riscoprire l'essenziale nella nostra vita.
Per vivere la vita immersi in Dio, e quindi raggiungere la felicità, occorrono poche cose.
Spesso siamo schiavi della carriera, viviamo un'intera vita per migliorare le nostre posizioni e il nostro patrimonio, scendiamo a compromessi, senza accorgerci che proprio questa ricerca ci ruba molto in affetti, incontri, amicizie, rendendoci più tristi e soli.
Buona domenica !
don Carlo
Lunedì 26 novembre 2018
A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
«Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie»
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
(Matteo 11,19)
Spesso nell'immaginario comune, il credente dà un'immagine di tristezza e di moralismo che allontana.
Seguire Gesù significa invece vivere in fondo la nostra vita con gioie e dolori, ma con la gioia sempre presente di sentirci amati. Chi ci incontra deve sentire questa felicità che traspira in noi, nonostante le fatiche di tutti i giorni.
Tutti abbiamo in mente qualcuno che ci ha conquistato con il suo sorriso e la sua semplicità nell'accogliere tutto ciò che il Signore gli mandava e che ci ha rasserenato con la sua presenza.
Il mondo ha bisogno proprio di questo.
Buona giornata !
don Carlo
2018.11. 27, 28 & 29
Martedì 27 novembre 2018
Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce.
«Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta»
finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni.
(Matteo 12,20)
Gesù non pretende l'impossibile da nessuno, accetta ognuno per quello che è, con tutte le sue debolezze e le sue contraddizioni.
Noi siamo pronti a giudicare, dopo un errore sembra che tutto quello che è stato fatto di bene sia cancellato, per il Signore no.
Quando cadiamo si ferma, ci aiuta a rialzarci e a ricominciare da dove eravamo.
Quando anche noi abbiamo questa pazienza, il cui vero nome è Amore, vediamo piano piano rifiorire chi ci sta vicino. È un lavoro lento per cui occorrono anche anni, ma non bisogna mai arrendersi.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 28 novembre 2018
In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
«Chi non è con me è contro di me,
e chi non raccoglie con me disperde»
Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro.
(Matteo 12,30)
A volte ci sentiamo autosufficienti, siamo contenti di ciò che facciamo e pensiamo sia opera nostra: ecco il miglior modo per disperdere!
E' solo con Gesù che possiamo veramente operare qualcosa di buono e vedere miracoli fiorire dentro e fuori di noi.
Solo quando ci sentiremo la famosa matita di madre Teresa nelle mani dell'Artista, riusciremo a scacciare un po' del male che è intorno a noi.
Buona giornata!
don Carlo
Giovedì 29 novembre 2018
Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti
«In base alle tue parole sarai giustificato
e in base alle tue parole sarai condannato»
(Matteo 12,37)
Le parole pesano come sassi, quanto spesso le lasciamo uscire senza nemmeno renderci conto di ciò che diciamo! Controllare la lingua è una delle azioni più difficili che ci aspettano durante la giornata.
Un esercizio da imparare è quello di tacere quando ci sentiamo colpiti, o in qualche modo offesi: in quei momenti è difficile non dire quello che a volte nemmeno pensiamo.
Eppure spesso in un'incomprensione chi sa tacere ha già vinto.
Nei confronti degli altri la regola migliore è parlarne solo se ci sono cose buone da dire.
Buona giornata!
don Carlo
2018.11. 30 & 12. 01,02
Venerdì 30 novembre 2018
S.ANDREA APOSTOLO
Mentre camminava lungo il mare di Galilea
«Vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello,
che gettavano le reti in mare»
erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
(Matteo 4,18)
Gesù non chiama i suoi discepoli in una sinagoga mentre sono in preghiera, ma sul luogo di lavoro. E' nella nostra quotidianità che il Signore ci visita, con tutti gli impegni e le fatiche di un giorno feriale.
Eppure Lui è lì e ci chiede di essere luce per gli altri proprio in quei momenti, quando ci sembra di non aver un attimo di tempo, ci chiede di occuparci di qualcuno che ci ha messo vicino.
Quanto coraggio ci vuole per dire: " Va bene Signore, non so poi come farò ma mi fido, e mi occupo di lui"!
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 1 dicembre 2018
Beato Charles de Foucauld, religioso
43Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. 44Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. 45Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». 46Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. 47Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». 48Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 49Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse:
«Ecco mia madre e i miei fratelli!»
50Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
(Matteo 12,49)
Sembra che Gesù scopra in quell’istante di avere questa nuova famiglia.
In realtà è proprio questo lo scopo ultimo della sua missione di salvezza: creare l’unica immensa famiglia umana che ha Dio come padre, che ci fa vedere in ogni uomo un fratello.
La conversione alla fraternità universale è per noi una provocazione che riguarda ogni incontro della nostra giornata: ci chiede uno sguardo nuovo su ogni persona, un desiderio forte di tessere relazioni fraterne proprio con tutti, un cuore che si dilata e non esclude nessuno.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 2 dicembre 2018
III DI AVVENTO
Le profezie adempiute
18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni 19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta:
«Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito»
i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». 24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. 26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via. 28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
(Luca 7,22)
Il Cristianesimo non è una teoria o una filosofia, ma una vita nuova, diversa, che si può vedere e sperimentare di persona. È Gesù per primo a indicare questo come primo spettacolo da guardare, che è all’origine della fede.
Per questo le nostre comunità cristiane sono tanto più evangelizzanti quanto più si preoccupano in primo luogo non tanto di organizzare, ma di mostrare la cura affettuosa verso ciascuno che poi diventa reciproca. È vero, la gente chiede iniziative e servizi e stima una comunità per l’efficienza e il dinamismo, ma se non trova l’amore reciproco difficilmente incontrerà Gesù e la bellezza del Vangelo.
Buona domenica!
don Carlo
