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Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Maggio 2018
Enrico CornelliMaggio 2018Pubblicato il 1 maggio 2018

2018.05. 01 & 02

Martedì 1 Maggio

Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù:

«Non è forse scritto nella vostra Legge:

Io ho detto: voi siete dèi?»

Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

(Giovanni 10,34)

Dio non si accontenta di amarci, di salvarci, di donarci la vita eterna.

Lui vuole divinizzarci. Renderci come Sé.

È questo lo scopo dell’Eucaristia: farci partecipi della natura divina.

Nel giardino delle origini l’uomo voleva diventare come Dio, sostituendosi a Dio.

Gesù con la Sua Pasqua realizza questo desiderio, attraverso il Battesimo, se accettiamo fidarci di Lui fino in fondo e di entrare nella Sua vita.

Buona giornata!

don Carlo

Mercoledì 2 maggio

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo;

«Se invece muore, produce molto frutto»

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

(Giovanni 12,24)

Occorre vivere morti a noi stessi, perché viva in noi Gesù.

Allora sì la vita diventa una divina avventura, Dio diventa molto concreto, visibile, sperimentabile.

Se poi siamo in due o più a vivere così, irradiamo attorno a noi “qualcosa” che non è nostro, che non sapremmo mai produrre con i nostri sforzi.

Quel “qualcosa” che per molti è indefinibile ma attraente è il Risorto, percepibile quanto più l’amore reciproco tra noi è intenso e vero.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 03 & 04

Mercoledì 3 maggio 2018

Ss. Filippo e Giacomo, apostoli

1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via». 5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».  8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. 12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 

«Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò»

(Giovanni 14,14)

Qual è la preghiera più forte che abbiamo nel cuore in questo momento?

La prima che rivolgeremmo a Dio se ci promettesse di esaudirci?

È una domanda importante perché ci rivela per cosa batte il nostro cuore, che cosa ci fa vivere davvero.

Gesù vuole che compiamo cose più grandi di quelle che Lui ha fatto.

Non possiamo quindi limitarci a domandare cose piccole, ma tendere a quelle infinite che fanno davvero respirare l’anima e ci danno la vera gioia per cui siamo stati creati.

Buona giornata!

don Carlo

Venerdì 4 maggio 2018

44Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; 45chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché

«Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo»

48Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. 49Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

(Giovanni 12,47)

Ogni volta che ci ritroviamo a lamentarci sulle ingiustizie del mondo e ci scagliamo contro chi produce guerre, dolore e morte non dobbiamo mai fermarci lì, limitandoci alla condanna.

Gesù è venuto a guarire questo mondo malato, a liberarlo dal male che lo opprime e per questo ha donato tutto, tutto Sé stesso.

Nel cuore del cristiano abita pertanto un invincibile desiderio di salvezza universale, che abbraccia tutti, buoni e cattivi, pronti a spendersi e a pregare per tutti senza risparmiarsi, perché questo è il cuore di Gesù.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 05 & 06

Sabato 5 maggio 2018

12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: « 16In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato.

«Sapendo queste cose,

siete beati se le mettete in pratica»

18Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. 19Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. 20In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

(Giovanni 13,17)

Il rischio di una fede intellettuale, fatta solo di idee e di affermazioni, di teologia e di profonde considerazioni spirituali è sempre in agguato. È facile infatti illudersi di aver raggiunto il traguardo perché si sono “imparate” le cose di Dio e le si sa dire con esattezza e magari anche con passione.

La beatitudine del Vangelo però abita altrove.

Solo il Vangelo vissuto rende comprensibili le parole della fede, ne rivela la verità, immette nella vita trinitaria, regala la gioia di Dio.

Buona giornata!

don Carlo

Domenica 6 maggio 2018

VI DI PASQUA

26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e

«Anche voi date testimonianza»

perché siete con me fin dal principio. 1Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto.

(Giovanni 15,27)

Gli apostoli che hanno condiviso il ministero di Gesù sin dagli esordi sono testimoni di Lui di fronte al mondo.

Sulla loro testimonianza di fede poggia la nostra fiducia in Gesù.

Ma per estensione possiamo dire che anche il discepolo fedele ha una sua testimonianza veritiera e credibile.

Infatti la vita vissuta secondo il Vangelo parla di Gesù, con una persuasività anche più forte delle parole, perché l’esperienza è in sé indiscutibile, irradia Dio e Lo contagia.

Buona domenica !

don Carlo

2018.05. 07 & 08

Lunedì 7 maggio 2018

31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

«Come io ho amato voi,

così amatevi anche voi gli uni gli altri»

35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». 36Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

(Giovanni 13,34)

Il comandamento di Gesù non è un amore generico: è amare come Lui ci ha amato.

Il Vangelo ce lo racconta in mille modi, nei tanti che ne sono stati raggiunti, ma anche ogni cristiano sente su di sé l’amore di Gesù, sa per esperienza quanto sia personale, puntuale, costante, sorprendente.

È guardando a Lui che impariamo come amarci, cosa significhi arrivare a dare la vita per ciascuno.

Proprio perché il Suo amore è immenso non potremo mai dire di realizzarlo pienamente, ma ci spingerà sempre più in là, verso nuove generosità.

Buona giornata!

don Carlo

Martedì 8 maggio 2018

S. Vittore, martire

1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me,

«Perché dove sono io siate anche voi»

4E del luogo dove io vado, conoscete la via». 5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

(Giovanni 14,3)

È difficile parlare di un luogo sconosciuto, in cui i parametri di riferimento come il tempo e lo spazio sono così diversi dai nostri.

Per questo Gesù, parlando del Paradiso, parla di una casa grandissima in cui saremo per sempre con Lui.

Il discepolo sa cosa vuole dire stare con Gesù, è convinto di non avere un tesoro più grande.

La certezza che questa vicinanza con Lui è garantita per sempre riempie di Luce ogni descrizione sul mondo che verrà.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 09 & 10

Mercoledì 9 maggio 2018

7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11

«Credete a me:

io sono nel Padre e il Padre è in me»

Se non altro, credetelo per le opere stesse. 12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

(Giovanni 14,11)

Abitare uno nell'altro non significa cancellare la propria identità.

Lo sanno molto bene gli innamorati, i quali vivono costantemente proiettati verso la persona amata, seguendola in ogni suo passo e proprio così sono se stessi.

Abitare uno null'altro è la vita della Trinità che è amore purissimo e infinito.

Gesù ce ne parla perché è anche il nostro destino, è il suo comandamento, è la sua preghiera al Padre per noi prima di morire.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 10 maggio 2018

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». 50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. 52Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi

«Tornarono a Gerusalemme con grande gioia»

53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

(Luca 24,52)

Può sembrare strano che i discepoli siano così felici proprio quando Gesù si è staccato per sempre da loro.

In realtà ormai sanno che non li abbandonerà più, che le Sue promesse si realizzano e che sperimenteranno la Sua presenza in tante occasioni.

Inoltre è tale la gioia di averLo visto, di essere stati con Lui che ormai sentono di non temere più nulla, di essere pronti ad affrontare ogni cosa, forti di quella «potenza dall'alto» che li investirà a breve.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 11 & 12

Venerdì 11 maggio

27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. 30Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, 31ma

«Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre,

e come il Padre mi ha comandato, così io agisco»

(Giovanni 14,31)

È bellissimo vedere il rapporto che Gesù ha con il Padre.

Anzitutto ciò che guida tutto è solo l’amore e Gesù vorrebbe che questo trapelasse da ogni Suo gesto, da ogni Sua parola.

Perciò vive questa piena obbedienza al Padre, che realizza tra loro una profondissima unità.

Ciò avviene perché è l’amore che muove e sostanzia l’obbedienza.

Allora non c’è più una sottomissione che schiaccia, al contrario Gesù vive la gioia di rendere presente con la Sua vita il Padre, rivelandolo pienamente in tutto il Suo amore sconfinato.

Buona giornata!

don Carlo

Sabato 12 maggio

1«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio:

«Che portiate molto frutto

e diventiate miei discepoli»

(Giovanni 15,8)

La generatività e il discepolato. Sono i due modi di rendere gloria a Dio.

Non è pensabile una vita infeconda: sarebbe una sconfitta.

Anche chi rinuncia ad avere figli per il Regno non può però rinunciare a far nascere Gesù nel cuore degli uomini, a far nascere persone alla vita di Dio.

Per far questo occorre non smettere mai di essere discepoli del Vangelo. Chi dice e grida il Vangelo con la vita parla a tutti della bellezza del Padre, Lo rende visibile.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 13 & 14

Domenica 13 maggio

VII DI PASQUA

11Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

12Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. 13Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo,

«Perché abbiano in se stessi

la pienezza della mia gioia»

14Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

15Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. 16Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17Consacrali nella verità. La tua parola è verità. 18Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; 19per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

(Giovanni 17,13)

La promessa di Gesù è strabiliante: che queste sue parole ci procurino in pienezza la Sua stessa gioia.

Una gioia che altrimenti non conosceremmo, che nasce dall’essere coinvolti dalla stessa realtà di unità che lo lega al Padre.

Entrare nella gioia della Trinità significa anticipare qui sulla terra frammenti di Paradiso, pur in messo alle sofferenze e alle contraddizioni nostre e della vita di ogni giorno. Questo chiede Gesù al Padre per noi.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 14 maggio
S. Mattia apostolo

27Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». 28E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. 29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome,

«Riceverà cento volte tanto

e avrà in eredità la vita eterna»

30Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

(Matteo 19,29)

Chi lascia tutto per il Vangelo viene colmato di beni oltre ogni dire.

Allo stesso modo, ogni volta che ci svuotiamo di noi stessi per essere la volontà di Dio viva, ci riempiamo in certo modo di Dio stesso e con Lui giungono quei doni che ci sorprendono e ci saziano.

Certo, si tratta sempre di avere senza trattenere, di essere pronti a perdere tutto, senza attaccarsi a nulla, perché solo se siamo poveri Dio ci può riempire.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 15 & 16

Martedì 15 maggio 2018

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi»

Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

(Giovanni 15,9)

L’inarrestabile corrente d’amore che collega le persone della Trinità è comunicata a noi.

L’amore che Gesù riceve dal Padre è la vita della Sua vita: Gesù non lo trattiene per sé, ma si rapporta con noi allo stesso modo.

Senza questo amore la nostra vita si svuota, magari si riempie di cose e di attività, che però sfibrano e non soddisfano mai appieno.

Per questo cerchiamo di rimanere ad ogni istante nel Suo amore.

Buona giornata!

don Carlo

Mercoledì 16 maggio 2018

12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16

«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi»

e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

(Giovanni 15,16)

Tutto quello che siamo, che facciamo, che decidiamo, la nostra stessa fede non nasce da noi.

Prima siamo stati guardati, amati, scelti, chiamati.

Questo ci consola nelle situazioni scomode e impreviste, dalle quali talora vorremmo scappare, perché ci sentiamo incapaci di sostenerle.

Lui ci ha scelto, anche per essere lì, per trasformare ogni prova, ogni tentazione in un’occasione per crescere.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 17 & 18

Giovedì 17 maggio 2018

«Se il mondo vi odia,

sappiate che prima di voi ha odiato me»

19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

(Giovanni 15,18)

Non esiste cristiano che non abbia conosciuto il rifiuto, l’emarginazione, la derisione per la propria fede.

Non è necessario scomodare sempre i martiri per parlare della persecuzione: in mille modi, più o meno aperti, ne siamo tutti oggetto.

È il segno che siamo sulla strada giusta, quella di Gesù, che è contraddizione rispetto a quello che tutti pensano, che da molti è incompresa.

È però la strada che lungo i secoli costruisce sempre un mondo nuovo.

Buona giornata!

don Carlo

Venerdì 18 maggio 2018

5Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. 6Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7Ma io vi dico la verità:

«E’ bene per voi che io me ne vada»

perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. 8E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.

(Giovanni 16,7)

Ai discepoli Gesù chiede tutto per dare di più.

A loro sembra impossibile poter fare a meno della sua presenza fisica, senza cadere nello sconforto.

Se però vediamo nel corso dei secoli cosa i discepoli siano riusciti a realizzare, pur in mezzo a tanti errori, ci accorgiamo di quale potenza prodigiosa sia lo Spirito santo, quale pienezza di umanità e di quali prodigi di santità abbia operato in chi viveva il Vangelo.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 19 & 20

Sabato 19 maggio 2018

5Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. 6Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. 8E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma

«Per il momento non siete capaci di portarne il peso»

13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

(Giovanni 16,12)

Gesù conosce bene i suoi. Sa di cosa sono capaci ed è ben cosciente dei loro limiti.

La Sua grazia rende a tutti possibile l’impossibile.

C’è però una crescita che richiede tempo, una maturazione lunga, spesso molto dolorosa, che si sviluppa lungo i secoli.

Succede infatti che alcune esperienze del passato ci lascino perplessi, perché ci sono realtà del Vangelo che diventano chiare e realizzabili solo ad un certo momento.

Lì lo Spirito dona carismi e comprensioni nuove, apre strade che solo allora sono percorribili.

Non si smetterà mai di crescere, fino alla venuta finale di Gesù.

Buona giornata!

don Carlo

Domenica 20 maggio 2018

DOMENICA DI PENTECOSTE

5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.

«Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò»

15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

(Giovanni 14,13)

Nella dolce atmosfera confidenza dei discorsi di addio Gesù promette di esaudire quanto chiederemo in nome Suo. 

I suoi infatti diventano sempre più intimi a Lui e soprattutto con l’Eucaristia vengono trasformati in Lui.

Perciò non sono più loro a pregare, quanto Gesù in loro.

Lui sarà presso il Padre e quindi realizzerà quanto gli chiediamo.

Le richieste prendono forma in questo clima di amicizia, per cui si impara poco a poco a desiderare quello che Gesù stesso desidera.

Buona festa!

don Carlo

2018.05. 21 & 22

Lunedì 21 maggio 2018

1Alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. 2

«Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine»

3e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. 4Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

(Luca 21,2)

Sembra povera e quasi inutile l’offerta di questa donna sconosciuta.

Eppure brilla molto agli occhi di Gesù.

Dio infatti guarda il cuore, noi l’apparenza.

La generosità di questa vedova è estrema e sembra anche arricchita dal suo nascondimento.

Sono le piccole cose donate nel segreto quelle che più valgono, che più ci avvicinano al cuore di Dio, perché splendono solo per Lui.

Buona giornata!

don Carlo

Martedì 22 maggio 2018

35Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; 36

«Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze»

in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

(Luca 12,36)

Può arrivare da un momento all’altro.

Non sappiamo quando.

L’importante è avere un cuore che attende, che desidera l’incontro.

Per questo tutto quello che facciamo ha un’importanza sempre un po’ relativa, ciò che aspettiamo è sempre più grande.

Vivere perciò profondamente dediti a ciò che ci viene affidato, ma anche interiormente staccati, per essere legati solo a Dio.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 23 & 24

Mercoledì 23 maggio 2018

Mentre Gesù si recava a casa di Giàiro, le folle gli si accalcavano attorno. 43E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, 44gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. 45Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». 46Ma Gesù disse:

«Qualcuno mi ha toccato.

Ho sentito che una forza è uscita da me»

47Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. 48Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».

(Luca 8,46)

Tutti si accalcano attorno a Gesù e lo schiacciano, solo una persona lo tocca.

E viene guarita proprio per quel suo gesto, per questo suo protendersi verso di Lui, cercando a tutti i costi un contatto, anche solo per un istante.

Ne abbiamo bisogno tutti.

Dio è vita, è pienezza, solo il contatto con Lui ci dona energia divina, forza invincibile e sempre nuova.

Per questo l’Eucaristia e i sacramenti sono un dono incommensurabile.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 24 maggio 2018

S. Maria Ausiliatrice

«Adesso l’anima mia è turbata»

che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

(Giovanni 12,27)

Gesù è uomo fino in fondo, ha paura di ciò che lo aspetta ma va fino in fondo nella volontà del Padre.

Quanto è consolatorio questo turbamento di Gesù!

Se lo ha provato Lui perché io dovrei nascondere le mie fragilità?

L'unica arma che ho in mano per vincerle è affidarmi ogni istante al Padre senza sapere dove mi porterà, ma con la certezza che mi ama e vuole solo la mia gioia.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 25 & 26

Venerdì 25 maggio 2018
S. Dionigi, vescovo

12In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. 13Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: 14Simone, al quale diede anche il nome di

«Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni,…»

Filippo, Bartolomeo, 15Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; 16Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

(Luca 6,14)

Ecco quello che potrebbe sembrare solo un elenco di nomi.

Ma molti di loro ci sono noti.

Conosciamo la focosità di Pietro, la mitezza di Giovanni, il passato di Matteo.

Sappiamo quanto fossero diversi tra loro e ci chiediamo come potessero vivere insieme.

Ci fanno pensare alle nostre comunità in cui si assommano caratteri diversi e spesso convivere diventa difficile.

Probabilmente anche Maria avrà collaborato ad attutire le tensioni soprattutto dopo l'Ascensione.

Non a caso Gesù le aveva affidato Giovanni e con lui la Chiesa.

Affidiamoci a lei che ci aiuti a sciogliere i nodi che via via si presentano.

Buona giornata!

don Carlo

Sabato 26 maggio 2018

S. Filippo Neri, sacerdote

16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli»

battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

(Matteo 28,19)

La missione che Gesù dà ai discepoli è di "andare", un verbo di movimento che ci invita ad un continuo cammino verso gli altri.

Papa Francesco lo ha tradotto con "uscire" ad indicare l'atteggiamento di chi lascia la sicurezza della propria casa e delle proprie idee per poter comunicare con chi la pensa in modo diverso dal nostro.

Non è sempre facile vivere questo dinamismo della fede perché spesso ci sentiamo arrivati, abbiamo bisogno di certezze, ci attacchiamo al " si è sempre fatto così".

Questi sono i momenti di tentazione da cui chiedere di liberarci.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 27 & 28

Domenica 27 maggio

SANTISSIMA TRINITÀ

24Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre,

lo Spirito della verità che procede dal Padre,

egli darà testimonianza di me»

27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

(Giovanni 15,26)

Gesù ci presenta la vera natura di Dio, la Trinità.

Scopriamo così che Dio non è solitudine dall'eternità, ma è relazione e Amore tra tre persone talmente unite da sembrare una sola.

La Bibbia ci dice che siamo stati creati ad immagine di Dio e pertanto fatti per vivere con altri.

Sappiamo però bene quanto sia difficile, in alcuni momenti, la comunione ma anche quanta sia la gioia quando la raggiungiamo.

Si tratta perciò di mettere tutto l'impegno possibile per non dividere e per ricucire gli strappi.

A volte sembra impossibile, ma a lungo andare i risultati si vedono.

Buona domenica!

don Carlo

Lunedì 28 maggio

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

«Venne a Nazareth, dove era cresciuto,

e secondo il suo solito, di sabato,

entrò nella sinagoga e si alzò a leggere»

22Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». 23Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». 24Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria.

(Luca 4,16)

Gesù ritorna a casa, a Nazareth.

Tutto diventa più difficile perché proprio nella quotidianità la testimonianza è più faticosa, dove tutti ti conoscono e pretendono una coerenza incrollabile.

Eppure è proprio lì che il Signore ci chiama, nella vita di tutti i giorni, a volte monotona, con le persone di tutti i giorni che non abbiamo scelto ma che sono state messe sul nostro cammino.

A volte avremmo voglia di cambiare ambiente, di eliminare alcuni compagni di viaggio perché ingombranti.

E invece il nostro terreno di lavoro è proprio quello, è lì che dobbiamo spendere le nostre energie e cercare di amare quanto più possiamo.

Buona giornata!

don Carlo

2018.05. 29 & 30

Mercoledì 30 maggio 2018

Beato Paolo VI

38Uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. 39Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò.

«E subito si alzò in piedi e li serviva»

40Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. 41Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

(Luca 4,39)

La suocera di Pietro ha capito il messaggio di Gesù, la vita ha un senso solo se donata agli altri.

La parola servizio e gratuità spesso suonano come qualcosa di pesante che intristisce, in realtà è ciò che rende le nostre giornate ricche e gioiose.

“Dormivo e sognavo che la vita era gioia.

Mi svegliai e vidi che la vita era servizio.

Volli servire e vidi che servire era gioia". (Rabindranath Tagore)

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 31 maggio 2018

Ss. CORPO E SANGUE DI CRISTO

12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo:

«Prendete, questo è il mio corpo»

23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». 26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

(Marco 14,22)

Durante la cena pasquale ebraica si nascondeva mezza azzima sotto la tovaglia per rappresentare una promessa fatta da Dio ad ogni persona.

Proprio quell'azzima viene trasformata da Gesù in se stesso donato.

Quale promessa più grande poteva farci?

Ora chiede anche a noi di diventare un dono nascosto per gli altri.

Buona giornata!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Maggio 2018