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Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Dicembre 2018
Enrico CornelliDicembre 2018Pubblicato il 1 dicembre 2018

2018.12. 03 & 04

Lunedì 3 dicembre 2018

S.Francesco Saverio, sacerdote

53Terminate queste parabole, Gesù partì di là. 54Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? 55Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle, non stanno tutte da noi?

«Da dove gli vengono allora tutte queste cose?»

57Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». 58E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

(Matteo 13,56)

Abbiamo sempre bisogno di trovare spiegazioni ai fatti che ci sorprendono. È logico. Ma spesso cerchiamo di inserire tutto nella nostra visuale, che ha confini e definizioni precise. Se poi qualcosa non ci sta, anziché interrogarci preferiamo a volte rimuoverlo.

Se questo fenomeno avviene di fronte a Gesù, al Vangelo è molto pericoloso, perché ci chiude alla novità dello Spirito e ci illude di “sapere” già chi è Dio. Ma quella nostra idea di Dio è sempre limitata, se la assolutizziamo diventa soltanto un idolo. Infatti, come dicevano i nostri padri, “Deus sempre maior”, è e sarà sempre più grande di ogni definizione.

Buona giornata!

don Carlo

Martedì 4 dicembre 2018

1In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». 3Ed egli rispose loro:

«E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio

in nome della vostra tradizione?»

4Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 5Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, 6non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. 7Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: 8Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. 9Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini».

(Matteo 15,3)

Gesù contrappone “la tradizione” a “la nostra tradizione”. Su questo punto ha accettato di confrontarsi con i farisei, ben sapendo che ci sarebbe stato uno scontro violento e gravido di conseguenze per lui.  È quindi un punto per Lui importante, occorre perciò capire la differenza, che è sottile, ma decisiva.

La “tradizione” è l’esperienza di salvezza che Israele ha fatto con Dio raccontata nella Bibbia, che si tramanda di generazione in generazione. Questa è storia e non si tocca.

La “nostra tradizione” sono i modi con cui esprimiamo la nostra appartenenza a Lui, con cui ne teniamo viva la memoria. E questi modi possono variare nel corso dei secoli, per una fedeltà sempre maggiore a Dio, secondo ciò che lo Spirito indica alla Chiesa.

Buona giornata!

don Carlo

2018.12. 05 & 06

Mercoledì 5 dicembre 2018

10Poi, riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene!

«Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo»

ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». 12Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». 13Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. 14Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».  15Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». 16Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? 17Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? 18Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. 19Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. 20Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».

(Matteo 15,11)

All’epoca di Gesù si teorizzava che le cose del mondo fossero in sé contaminate dal male e occorresse lavarsi le mani per purificarsi da questo inquinamento.

Forse questa era nata come un’indicazione di igiene, ma era diventata una legge religiosa, chi la trasgrediva peccava.

Gesù rifiuta con forza questo insegnamento. Il mondo è puro, perché è uscito dalle mani del Padre, il male quindi non è per nulla nel cibo, ma esce tutto dal cuore dell’uomo.

La vera purificazione che Dio ci chiede non è esteriore, ma è quella del cuore.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 6 dicembre 2018

1I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. 2Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; 3e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? 4Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. 5Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. 6Gesù disse loro:

«Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei»

7Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». 8Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? 9Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? 10E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? 11Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». 12Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.

(Matteo 16,6)

Gesù mette spesso in guardia dai falsi maestri, che curano l’apparenza, si gonfiano di prosopopea, si spacciano come benefattori e in realtà hanno il cuore pieno di violenza e di rapina.

In tante parti del mondo anche i capi di governo sono ancora oggi così.

L’autorità di Gesù, quella che fa crescere l’umanità, è esattamente quella opposta: quella del dono di sé in favore di tutti, è il primato dell’amore, dell’umiltà, del servizio con un’attenzione speciale a chi più soffre.

Buona giornata!

don Carlo

2018.12. 07, 08 & 09

Venerdì 7 dicembre 2018

ORDINAZIONE DI S. AMBROGIO

11

Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

12

Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde;

13

perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

14

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,

15

così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

«E ho altre pecore che non provengono da questo recinto:

anche quelle io devo guidare»

Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

(Giovanni 10,16)

La vocazione del buon pastore è universale.

A sua immagine, anche noi siamo chiamati a dilatare il cuore sulla misura dell’umanità.

Non ci sono confini di etnia, di cultura e neppure di religione: per tutti la parola di Gesù messa in pratica è vita vera e felice.

Prova ne è che il comandamento dell’amore reciproco trova spazio nel cuore di ogni uomo, risveglia la sensibilità spirituale anche di chi non è cristiano e permette una fraternità che abbatte ogni confine, creando una unità ancora più splendida grazie proprio all’armonia delle diversità.

Buona festa!

don Carlo

Sabato 8 dicembre 2018

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27

a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

28

Entrando da lei, disse:

«Rallégrati, piena di grazia»

il Signore è con te».

(Luca 1,28)

È l’angelo a rivelare a Maria che è colmata di ogni benedizione e predilezione dell’Altissimo, fino ad essere preservata dal peccato. Immagino che lei nella sua perfetta umiltà non se ne fosse neanche accorta. Dimentica di sé e protesa sempre ad amare Dio e i fratelli non avrà avuto molto tempo per analizzarsi e valutarsi.

Tutto questo splende di santità semplice e abbagliante, ci attira, ci spinge ad imitarla, per poterla rivivere almeno un po’ qui sulla terra.

È il modo più bello per amarla.

Buona festa!

don Carlo

Domenica 9 dicembre 2018

IV DI AVVENTO

L’ingresso del Messia

28

Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

29

Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli

30

dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui.

31

E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».

32

Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto.

33

Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?».

34

Essi risposero:

«Il Signore ne ha bisogno»

35

Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù.

36

Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.

37

Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto,

38

dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».

(Luca 19,34)

Di un puledro.

Di questo il Signore ha bisogno.

Gli basta davvero poco.

Anzi, ogni aggiunta sarebbe un orpello inutile e ingombrante, di cui cercherebbe di sbarazzarsi presto.

Perché il Signore per venire nel mondo ha utilizzato e utilizzerà sempre mezzi modesti e persone che si presentano inesperte davanti a lui, per lasciarsi istruire solo e pienamente dalla Sua sapienza.

Solo sul nulla di noi può sfolgorare la Sua Luce, quella che illumina ogni cuore e gli dona la gioia di vivere sulla terra, come Lui, da figlio del Padre.

Buona domenica!

don Carlo

2018.12. 10 & 11

Lunedì 10 dicembre 2018

16Ed ecco, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». 17Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». 18Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, 19onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». 20Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». 21Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo;

«E vieni! Seguimi!»

Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

(Matteo 19,22)

La perfezione secondo Gesù non consiste nel non sbagliare mai: non ci arriverebbe nessuno e ci protenderebbe in uno sforzo sterile e a lungo andare deprimente.

È invece Lui a voler realizzare la perfezione in noi. E questo lo può fare se semplicemente Gli stiamo accanto, se Lo seguiamo dovunque va, dovunque ci indica.

Si tratta anche di fare tesoro di quanto ci fa capire e di non lasciare andare perduta nessuna grazia. Lui stesso ci darà il tempo e i mezzi per realizzare quanto ha in mente per noi.

E sarà Lui alla fine a completare la Sua opera in noi.

Buona giornata!

don Carlo

Martedì 11 dicembre 2018

23Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico:

«Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli»

24Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 25A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». 26Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». 27Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». 28E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. 29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. 30Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

(Matteo 19,23)

Dio ama i ricchi non meno dei poveri, siamo tutti Suoi figli.

Il problema è sul nostro versante: infatti Dio ha bisogno di trovare spazio per entrare e quando le ricchezze occupano interamente il cuore, o anche semplicemente sono al primo posto nella nostra scala di valori, non riesce a raggiungerci.

Quando invece siamo poveri, feriti, delusi Dio può venire in noi con la ricchezza della sua gioia, guarendoci nel profondo e accendendo una speranza che non conoscevamo. Comunque non è mai un’operazione indolore, è sempre un doloroso morire a noi stessi, ma poi è un risorgere ad una vita inimmaginabile.

Buona giornata!

2018.12. 12 & 13

Mercoledì 12 dicembre 2018

Beata Vergine Maria di Guadalupe

10Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». 11E la folla rispondeva:

«Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea»

12Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 13e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri». 14Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. 15Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, 16e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?». 17Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.

(Matteo 21,11)

Questa affermazione della folla, lo sappiamo è largamente incompleta.

Però va nella direzione giusta.

Comprende infatti che Gesù ha certamente a che fare con Dio, che la sua Parola echeggia quella di Yahvè.

È quella sensibilità popolare, quella “vox populi” che intuisce rapidamente la presenza di un uomo di Dio dalle sue opere e dalle sue parole, senza lasciarsi condizionare da pregiudizi, da ideologie, da affermazioni dogmatiche che non hanno fondamento nella realtà.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 13 dicembre 2018

S. Lucia, vergine e martire

18La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. 19Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò. 20Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?». 21Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà. 22

«E tutto quello che chiederete con fede

nella preghiera, lo otterrete»

(Matteo 21,22)

Spesso Gesù ripete questa promessa. È un invito sempre nuovo ad entrare nel dialogo con il Padre pieni di fiducia, con la certezza di essere ascoltati.

Non si tratta di piegare l’amore del Padre ai nostri punti di vista, ma di entrare nel Suo cuore, nel Suo pensiero. Non potrà negarci quanto gli chiediamo se glielo chiediamo da figli.

E quanto più domandiamo anche le cose semplici, piccole della vita, tanto più sperimenteremo che la Sua vicinanza è di istante e che spesso i suoi doni precedono le nostre richieste.

Buona giornata!

don Carlo

2018.12. 14 - 21

Venerdì 14 dicembre 2018

S. Giovanni della Croce

sacerdote e dottore della Chiesa

23

Entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».

24

Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo.

«Il battesimo di Giovanni da dove veniva?

Dal cielo o dagli uomini?»

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”.

26

Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».

27

Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

(Matteo 21,25)

La domanda di Gesù non è un tranello per far cadere i capi e gli anziani. Serve a smascherare la loro ipocrisia, che si era manifestata apertamente anche di fronte a Giovanni Battista. Anche allora avevano studiato bene come reagire di fronte alle sue invettive rivolte a loro, senza reagire, ma senza neanche convertirsi, per non vedere insidiato il potere che avevano.

Gesù vuole scardinare questa falsità e lo fa con forza, sapendo che tutto questo ricadrà su di Lui. Ma l’Amore non fa calcoli e non si ferma per paura della propria incolumità.

Sabato 15 dicembre 2018

28

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”.

29

Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò.

30

Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò.

31

Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico:

«I pubblicani e le prostitute

vi passano avanti nel regno di Dio»

32

Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.

(Matteo 21,31)

La parola di Gesù è veemente nei confronti dei capi e degli anziani, rasenta l’insulto per cercare di scuoterli, come facevano i profeti. C’è infatti un perbenismo di facciata che è l’ostacolo più invalicabile contro Dio, Lo rifiuta e Lo combatte nel cuore, senza manifestarlo troppo apertamente.

Gesù non si vergognava di annoverare tra i suoi amici persone dal passato deplorevole: vedeva che la loro povertà morale era una porta aperta, il Vangelo entrava tutto in loro e li trasformava. E questo è ciò che vale più di tutto.

Così il nostro passato non blocca mai Gesù, perché Lui vede quali meraviglie può realizzare se lo lasciamo operare in noi.

Domenica 16 dicembre 2018

V DI AVVENTO

Il Precursore

23

Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare.

24

Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.

25

Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale.

26

Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui».

27

Giovanni rispose:

«Nessuno può prendersi qualcosa

se non gli è stata data dal cielo»

28

Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”.

29

Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.

30

Lui deve crescere; io, invece, diminuire».

31

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.

32

Egli attesta ciò che ha visto e udito.

(Giovanni 3,27)

Ciò che siamo l’abbiamo ricevuto. Non possiamo pensare di realizzare qualcosa per il Regno senza aver ricevuto prima i doni dall’Alto.

È incoraggiante ricordare che Dio non spreca i regali che ci fa, ma ce li ha affidati proprio per realizzare quella missione tipica e unica che è la nostra.

Spesso vedremo fratelli e sorelle che con grande passione fanno altro, hanno altri incarichi, altri stili. Non dobbiamo né imitarli, né criticarli, ma ricordare che ciascuno ha il suo posto insostituibile nel grandioso piano di Dio e che ciascuno è importante, altrimenti lo Spirito non lo avrebbe suscitato.

Lunedì 17 dicembre 2018

I Feria prenatalizia “dell’Accolto”

1

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi,

2

come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola,

3

così

«Anch’io ho deciso di fare ricerche accurate

su ogni circostanza, fin dagli inizi»

e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo,

4

in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

5

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta.

6

Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.

7

Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

8

Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe,

9

gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.

10

Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso.

11

Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.

12

Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.

13

Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni.

14

Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita,

15

perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre

16

e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.

17

Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

(Luca 1,3)

Il lavoro degli evangelisti è troppo distante da noi nel tempo per poter avere tutti i dettagli che vorremmo sapere. I documenti che abbiamo ci permettono di avere alcune certezze, le ricerche accuratissime degli studiosi fanno progredire le conoscenze, ma rimane lo spazio per molte ipotesi su vari argomenti.

Anche Luca attesta di essersi impegnato in queste ricerche sulle testimonianze, insieme ad altri redattori delle origini del Cristianesimo.

Lo scopo ultimo è sempre lo stesso: metterci in contatto con l’esperienza incandescente di Gesù, con la sua persona, per permettere ad ogni uomo di ogni tempo di essere suo discepolo, di riviverLo già da quaggiù, come milioni di uomini in questi 2000 anni hanno già fatto.

Martedì 18 dicembre 2018

II Feria prenatalizia “dell’Accolto”

19

L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio.

20

Ed ecco,

«Tu sarai muto e non potrai parlare

fino al giorno in cui queste cose avverranno»

perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».

21

Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.

22

Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

23

Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

24

Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:

25

«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

(Luca 1,20)

Zaccaria non riesce più a parlare, perché non ha creduto.

È muto. Ma non sordo.

Può sempre ascoltare e questa è la realtà indispensabile per crescere, anche nella fede. A dimostrazione che le nostre parole possono anche zittire, perché a volte sono anche di ostacolo, se non nascono da un cuore davvero credente. Ma la parola di Dio, specie quando è messa in pratica, ci è necessaria più del pane che mangiamo, non smette di nutrire il cuore, l’intelligenza, la mentalità, di trasformarci in veri figli del Padre.

Mercoledì 19 dicembre 2018

III Feria prenatalizia “dell’Accolto”

39

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

40

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

41

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo

.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo

42

ed esclamò a gran voce:

«Benedetta tu fra le donne

e benedetto il frutto del tuo grembo!»

43

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

44

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo

.

45

E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

46

Allora Maria disse:  «L’anima mia magnifica il Signore

(Luca 1,42)

Lo ripetiamo mille volte nell’Ave Maria: lei è “benedetta”.

Questo ricorda che Dio “dice bene” di lei, fa scendere sulla sua vita un’abbondanza di luce e di amore da rimanere senza parole.

La cosa bella è che questa ricchezza meravigliosa Maria non la tiene per sé: come ogni mamma, lei dona ai suoi figli tutto quello che è e tutto quello che ha. Per questo lei è solo l’origine umana da cui proviene in Gesù tutto l’amore di Dio che raggiunge ogni uomo della storia. È un amore che ha il profumo della sua tenerezza materna, ed è tutta un’altra vita quella accompagnata dall’amore di una madre.

Giovedì 20 dicembre 2018

IV Feria prenatalizia “dell’Accolto”

57

Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

58

I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.

59

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria.

60

Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».

61

Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

62

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

63

Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.

64

All’istante gli si aprì la bocca e

«Gli si sciolse la lingua,

e parlava benedicendo Dio»

65

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.

66

Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

(Luca 1,64)

Appena Zaccaria si tuffa nuovamente nel progetto di Dio la sua lingua torna a parlare e benedice Dio in modo stupefacente.

C’è infatti un dono particolare dello Spirito che accompagna il discepolo che fa la volontà di Dio. Gli permette di esprimersi come un canale della grazia e si accorge di dire cose che non avrebbe immaginato prima.

E se gli capita di riascoltarsi o di rileggere quanto ha scritto rimane stupito di aver avuto quei pensieri, che evidentemente non sono suoi, e che risultano urgenti e luminosi anche per la sua vita.

Venerdì 21 dicembre 2018

V Feria prenatalizia “dell’Accolto”

67

Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:

68

«Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,

69

e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo,

70

come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

71

salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.

72

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza,

73

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci,

74

liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore,

75

in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

76

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

77

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.

78

Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,

«Ci visiterà un sole che sorge dall’alto»

79

per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

80

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

(Luca 1,78)

Zaccaria ha una visione profetica straordinaria di quanto Dio sta operando nella storia. Il silenzio e l’ascolto gli hanno permesso di vedere con una profondità nuova ciò che prima neppure immaginava.

Parla della visita di Dio con la forza di uno che l’ha sperimentata e sa bene quanto sia indescrivibile il dono di Dio per chi ne ha sentito il passaggio nella sua vita. È una luce che viene dall’Alto, che illumina ogni cosa, la riempie di colore e di calore e regala nei cuori la pace di Dio.

2018.12. 22 - 31

Sabato 22 dicembre 2018

VI Feria prenatalizia “dell’Accolto”

1

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2

Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

3

«Tutti andavano a farsi censire,

ciascuno nella propria città»

4

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.

5

Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

(Luca 2,3)

La storia in cui il Figlio di Dio entra è proprio quella di ogni uomo: con le sue leggi, i suoi imprevisti, le sue scomodità. E Dio viene mentre l’uomo è indaffarato in tutte quelle urgenze che premono nella sua vita. Addirittura sembra che arrivi proprio quando non si ha tempo di pensare a Lui.

È discreto il nostro Dio: si avvicina a noi con normalità, come a Emmaus, come in ogni incontro che il Vangelo ricorda. Ma la Sua presenza non lascia mai le cose come prima, trasfigura ciò che tocca, riempie di luce chi si trova nelle tenebre.

Domenica 23 dicembre 2018

VI DI AVVENTO

Domenica dell’Incarnazione

«Al sesto mese»

l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27

a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

28

Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

29

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.

30

L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

31

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32

Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

33

e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

35

Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

36

Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:

37

nulla è impossibile a Dio».

38

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

(Luca 1,26)

Al sesto mese della gravidanza di Elisabetta Dio visita Maria.

Le due gravidanze sono collegate, si intrecciano, l’una sembra preparare l’altra, quasi a prefigurare che la vita di Giovanni preparerà quella di Gesù. Queste due donne avranno modo di parlarne, di prepararsi insieme, di condividere le loro gioie e le loro speranze di future mamme, lasceranno sempre più spazio, nel corpo e nel cuore, all’opera di Dio che prende forma in loro. Possiamo immaginare l’unità profonda e bellissima che avranno sperimentato, che penso assomigli molto a quella che anche noi conosciamo quando condividiamo tra noi, con tutta la nostra donazione, ciò che Dio opera insieme con noi.

Lunedì 24 dicembre 2018

Vigilia del Natale del Signore

18

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

19

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

20

Mentre però stava considerando queste cose, ecco,

«Gli apparve in sogno un angelo del Signore»

e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;

21

ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23

Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi.

24

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa;

25

senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

(Matteo 1,20)

E' l'annunciazione dell'angelo a Giuseppe.

Come avviene per Maria, l'angelo rassicura e comunica la volontà di Dio: come lei, Giuseppe accetta immediatamente.

Anzi, in questo caso non viene detta neppure una parola. Giuseppe è un uomo d'azione e la sua testimonianza è tutta nell'agire. Nel Vangelo non è riportato nessun suo intervento e ad un certo punto sparisce.

E' l'uomo umile che nell'ombra collabora al progetto di Dio, senza attirare mai l'attenzione su di sé, è l'immagine incarnata del servo inutile.

Che il Signore ci aiuti ad assomigliargli un po', in un mondo dove molti cercano di apparire ed essere protagonisti a tutti i costi.

Martedì 25 dicembre 2018

NATALE DEL SIGNORE

1

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2

Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

3

Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

4

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.

5

Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

6

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7

Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.

9

Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,

10

ma l’angelo disse loro:

«Non temete»

ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11

oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

12

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

13

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

(Luca 2,10)

Nel Vangelo gli angeli ripetono sempre di non temere: a Maria, a Giuseppe, a Zaccaria, ai pastori. Gesù viene per portarci la gioia , non il turbamento, Dio ci vuole felici non solo in Paradiso, ma qui e ora, perché la vita eterna è già iniziata.

Essere felici non significa non provare dolore, dover affrontare difficoltà, separazioni, ma vuol dire che nonostante tutto il cuore è in pace perché si affida in ogni momento. Lasciarsi sopraffare dall'ansia del contingente ci toglie questa dimensione e ci distoglie dallo scopo vero della vita: amare ed essere amati.

Che questo Bambino ci insegni ad abbandonarci tra le braccia del Padre.

Mercoledì 26 dicembre 2018

II giorno dell’Ottava di Natale

S. Stefano, primo martire

18

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.

19

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

20

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”.

«Se hanno perseguitato me,

perseguiteranno anche voi»

se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

21

Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

22

Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

(Giovanni 15,20)

A volte si pensa che il credere sia una forma di protezione dalle avversità e si rimane delusi nel constatare che spesso ciò non succede.

Ma Gesù ce l'ha ripetuto più volte nel Vangelo, seguire Lui è prendere la via stretta, è condividere con Lui il rifiuto e la persecuzione. Però significa anche condividere la gioia di sapersi amati dal Padre di un Amore unico.

Giovedì 27 dicembre 2018

III giorno dell’Ottava di Natale

S. GIOVANNI APOSTOLO ED EVANGELISTA

E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

20

Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».

21

Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?».

22

Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?

«Tu seguimi»

23

Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».

(Giovanni 21,22)

Gesù ha annunciato a Pietro come avrebbe seguito Gesù ed egli vuol sapere cosa sarà di Giovanni ma la risposta è evasiva.

Per ognuno è stato pensato un modo diverso di sequela, non esiste una vocazione uguale ad un'altra, la creatività di Dio è infinita. Occorre perciò seguire la propria strada perché è l'unica che ci può rendere felici.

Così come è giusto testimoniare con la nostra vita, ma anche con la certezza che a nessuno è chiesto di ripercorrere i nostri passi: ognuno ha il suo vestito su misura pronto, occorre solo fidarsi ed indossarlo.

Venerdì 28 dicembre 2018

IV giorno dell’Ottava di Natale

S. INNOCENTI martiri

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre,

«Fuggi in Egitto

e resta là finché non ti avvertirò»

Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

14

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto,

15

dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.

16

Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.

17

Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18

Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

(Matteo 2,13)

Gesù è il nuovo Mosè, colui che condurrà un nuovo popolo e sancirà una nuova Alleanza. Come Mosè rischia di essere ucciso da piccolo da un re crudele, come lui si trova in Egitto non per sua volontà. E noi, come gli ebrei nel deserto, ci ribelliamo a Lui, rimpiangiamo le comodità che ci chiede di lasciare per seguirlo, ci costruiamo tanti vitelli d'oro che mettiamo al posto di Dio.

Nel brano di oggi però ci viene indicata la figura del vero credente, Giuseppe: non un'incertezza nell'obbedire, nessuna rimostranza nel non poter ritornare a casa, fiducia massima nella volontà di Dio.

Sabato 29 dicembre 2018

V giorno dell’Ottava di Natale

19

Morto Erode, ecco,

«Un angelo del Signore

apparve in sogno a Giuseppe»

in Egitto

20

e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

21

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele.

22

Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea

23

e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

(Matteo 2,19)

Nella Bibbia i Giuseppe più famosi sono il figlio di Giacobbe e lo sposo di Maria ed entrambi hanno a che fare con i sogni.

Sognare vuol dire non fermarsi sulle proprie idee, ma essere aperti al futuro e a ciò che il Signore ha preparato per noi.

Si pensa che i sogni appartengano soprattutto ai giovani, ma si diventa veramente vecchi solo quando si smette di sognare e di credere ai sogni.

Domenica 30 dicembre 2018

NELL’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE

1

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

2

Egli era, in principio, presso Dio:

3

tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

4

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

5

la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

6

Venne un uomo andato da Dio: il suo nome era Giovanni.

7

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

8

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

«Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo»

10

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

11

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

12

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,

13

i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

14

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

(Giovanni 1,9)

Gesù è la luce che illumina la nostra strada.

Voltargli le spalle equivale a piombare nel buio più profondo, quello che ci angoscia, non ci dà vie d'uscite, rende impossibile la speranza, vuota l'esistenza di ogni significato.

Se ci guardiamo in giro, vediamo tanti che brancolano nel buio senza sapere che cosa cercare. Ognuno di noi ha ricevuto un po' di quella luce e deve diventare una scintilla che può in qualche modo aiutare chi è in ricerca.

Lunedì 31 dicembre 2018

VII giorno dell’Ottava di Natale

33

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

34

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione

35

«E anche a te una spada trafiggerà l’anima»

affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

(Luca 2,35)

Giovanni Paolo II diceva che  "quello di Simeone appare come un secondo annuncio a Maria, poiché le indica la concreta dimensione storica nella quale il Figlio compirà la sua missione, cioè nell'incomprensione e nel dolore" (Redemptoris Mater, 16).

Anche Maria e Giuseppe scoprono poco alla volta quale strada ha preparato per loro il Signore e sappiamo tutti che in montagna più si sale e più aumenta la fatica, ma il risultato finale la ripaga appieno.

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Dicembre 2018