Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2018.04. 01 & 02
Domenica 1 aprile 2018
DOMENICA DI PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE
Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!»
Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
(Giovanni 20,16)
C’è un modo di parlare al cuore che è solo quello di Gesù.
Maria lo riconosce immediatamente anche se le apparenze sono quelle del custode del giardino.
E sentire il nostro nome pronunciato da Lui fa sobbalzare, perché quando Dio irrompe nella nostra vita le cose non rimangono più come prima, tutto prende una nuova forma.
Solo così costruiamo veramente la nostra vita, lasciando che sia il Risorto a guidarla.
Buona Pasqua!
don Carlo
Lunedì 2 aprile
LUNEDI’ IN ALBIS
II giorno dell’Ottava di Pasqua
Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?
«Non è qui, è risorto»
Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.
(Luca 24,6)
È risorto.
Significa che è dappertutto perché adesso riempie di sé ogni cosa.
Ha immesso nella storia umana e nel cosmo intero un nuovo DNA, quello della risurrezione, per cui tutto ciò che muore riprende vita.
L’abisso, il nulla, il non senso non avrà mai più l’ultima parola: lui ha tutto conosciuto, abbracciato e penetrato nel suo grido di abbandono sulla Croce e ha guarito la morte con la vita.
Per questo sarà sempre possibile ricominciare.
Buona festa!
don Carlo
2018.04. 03 & 04
Martedì 3 aprile 2018
dell’Ottava di Pasqua
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo:
«Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato,
mentre noi dormivamo”»
E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.
(Matteo 28,13)
Sin dall’inizio l’annuncio della risurrezione conosce ostacoli e freni, per bloccarlo.
E le forze che si adoperano a tacitarlo sono molto potenti, pervasive, persuasive.
Eppure non c’è nulla da fare.
Ormai la corsa della storia verso il suo pieno compimento è iniziata e nessuno potrà mai arrestarla.
Le persecuzioni, le falsità, ogni tentativo di opporsi è destinato a fallire, anzi diventa ogni volta un’occasione per accelerare la venuta finale del Risorto tra gli uomini.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 4 aprile 2018
dell’Ottava di Pasqua
In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
«Mentre conversavano e discutevano insieme,
Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro»
Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
(Luca 24,15)
È bello sapere che nelle nostre conversazioni e addirittura nel pieno delle nostre discussioni il Risorto si avvicina e cammina con noi.
Occorrerebbe fare in modo che questa sua presenza fosse viva e quasi visibile, trasfigurando così queste nostre relazioni.
Quando un rapporto è vissuto nell’amore reciproco e cerca la luce di Dio senza voler far prevalere a tutti i costi il nostro punto di vista, Emmaus si materializza, Gesù Risorto scalda i cuori come quel giorno, riempiendoli di luce, di pace e di sorpresa.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 05 & 06
Giovedì 5 aprile 2018
dell’Ottava di Pasqua
Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
«Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture»
e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
(Luca 24,45)
Questa comprensione tutta nuova delle Scritture è la grande luce e il ricco nutrimento della Chiesa delle origini.
Gesù infatti dona la chiave interpretativa di tutta la Bibbia, permette di comprenderne il senso e ne offre il fine.
Non è qualcosa di confinato a quell’epoca.
La Chiesa e ogni fedele continua ad essere sotto questa azione del Risorto, che ci permette di leggere la nostra vita e orientare le nostre decisioni alla luce della Parola.
Venerdì 6 aprile 2018
dell’Ottava di Pasqua
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro:
«Non abbiate paura!»
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».
(Marco 16,6)
La paura attanaglia, paralizza, blocca il cammino almeno lo rallenta.
Il discepolo si trova così dimezzato, frenato, incerto.
La risurrezione è anche vittoria sulle nostre paure.
La vita non smette di riservare incognite e sorprese, spesso ci ritroviamo spiazzati, inadeguati a far fronte nel modo più opportuno.
Ma se Cristo è risorto, ogni cosa avrà comunque un esito positivo e felice, perché l’amore è più forte dell’odio e la vita è più forte della morte.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 07 & 08
Sabato 7 aprile 2018
dell’Ottava di Pasqua
Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro:
«”Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”».
La gettarono
e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
(Giovanni 21,6)
Cosa avrà spinto questo pescatori, stanchi e delusi dopo un’inutile notte di lavoro, a fidarsi di un consiglio così banale? Quando ci si sente sconfitti e un po’ umiliati è difficile accettare pareri, suonano come un’ulteriore accusa di incapacità.
Forse però l’aver toccato con mano il proprio limite in modo cocente durante la passione del Signore li ha resi umili, meno sicuri dei propri punti di vista, consapevoli di dover ancora imparare molto, nonostante la lunga esperienza.
In questo vuoto di sé il Risorto può irrompere, sbalordire, riempire di gioia.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 8 aprile 2018
II di Pasqua
della Divina Misericordia
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!
«Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»
Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
(Giovanni 20,21)
Ricevere la stessa missione che Gesù ha ricevuto dal Padre lascia senza fiato.
Come potremo mai ricalcare le sue orme?
Come potremo mai avere il Suo cuore, il Suo fuoco, la Sua sapienza?
Per questo il Risorto dona subito ai suoi lo Spirito. Non saranno mai loro a portare avanti le cose, ogni vero passo verso la venuta piena del Regno sulla terra sarà sempre suscitato, suggerito da Lui, il Maestro interiore, che aumenta la sua Luce quando siamo uniti nel Suo amore.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 09 & 10
Lunedì 9 aprile 2018
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e
«Si domandava che senso avesse un saluto come questo»
L’angelo le disse: « Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: « Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.
(Luca 1,29)
L’irruzione di Dio nella vita di Maria la riempie di domande.
Domande speciali però: non quelle di chi istintivamente mette dei freni, o cerca sottili scuse per difendersi.
Sono invece le domande di chi vuole capire, di chi ha il cuore libero e cerca chiarezza per orientare verso Dio le nuove decisioni da prendere.
Le domande di chi già crede e si fida, chiede luce per comprendere il senso di un evento che sconvolge e vuole divinizzare la vita sua e dell’umanità.
Martedì 10 aprile 2018
Il Signore Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose:
«Vieni e vedi»
Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
(Giovanni 1,46)
Alle obiezioni umanamente sensate di Natanaele, Filippo non risponde raccontando o difendendo, ma invitando.
Il Cristianesimo infatti non è anzitutto una dottrina o la semplice appartenenza ad una religione. Se rimane solo a quel livello la parte più importante e appassionante rimane nascosta.
Il Cristianesimo offre un’esperienza viva e personale di Dio.
A ciascuno.
Per questo Filippo dice: «Vieni e vedi».
È l’unico modo per persuaderci davvero.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 11 & 12
Mercoledì 11 aprile
S. Stanislao, vescovo e martire
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico
«Se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio»
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».
(Giovanni 3,3)
Le realtà spirituali sono molto particolari. Infatti sono accessibili a tutti, anche ai più semplici, ma richiedono un disponibilità di cuore che non tutti hanno.
Occorre anche una scelta personale di adesione, perché Dio ha grande rispetto della nostra libertà.
E allora si vedono, si capiscono realtà che altrimenti rimangono nascoste e incomprensibili.
È anzitutto un dono che scende dall’alto, è all’origine una rivelazione dell’amore di Dio per noi, per questo l’uomo di fede vive di gratitudine: tutto quello che ha l’ha ricevuto gratis.
Buona giornata!
don Carlo
Giovedì 12 aprile 2018
Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Gesù disse a Nicodemo: «Dovete nascere dall’alto.
«Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce»
ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
(Giovanni 3,8)
Chi vive guidato dallo Spirito non ha più una volontà sua, ma ha come desiderio più profondo quello di lasciarsi condurre.
E la volontà dello Spirito non è sempre prevedibile, anzi le sorprese sono molte e spesso sconvolgono i nostri pensieri.
Ma è molto più bello così!
Le nostre idee sono piccole piccole a confronto di quelle di Dio.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 13 & 14
Venerdì 13 aprile 2018
Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.
«Lui deve crescere; io, invece, diminuire»
(Giovanni 3,30)
E c’è anche una Voce che parla dentro.
È quella che il Battista chiama “la voce dello Sposo”.
Non sempre la si capisce subito.
Quando si rimane perplessi è perché Gesù ci chiama con urgenza a percorrere la strada della nostra vocazione con una radicalità nuova, più autentica.
Dio non si accontenta del punto che abbiamo raggiunto, ci vuole portare sempre oltre, sempre più in là, sempre più dentro il suo Amore.
Lui cresce in noi, fino a rimanere solo Lui.
E la strada maestra per progredire è l’amore concreto al fratello.
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 14 aprile 2018
Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.
«Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero»
Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».
(Giovanni 3,33)
Quanto più ci inoltriamo nella vita con Dio che Gesù ci ha spalancato, tanto più comprendiamo la verità e la bellezza di quanto Lui ci ha rivelato.
La fede infatti cresce in noi con l’annuncio, ma si consolida soprattutto quando la viviamo: è mettendo in pratica la parola che costatiamo la verità, l’universalità e la bellezza del Vangelo.
Ed è poi in Gesù crocifisso e abbandonato, Parola per eccellenza, che riassume in se tutte le altre Parole, che ogni cosa, anche la più drammatica, trova un senso, una spiegazione.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 15,16, 17 & 18
Domenica 15 aprile 2018
III di Pasqua
Il Signore Gesù disse ai discepoli:
«Non sia turbato il vostro cuore»
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».
(Giovanni 14,1)
Questi discorsi di addio riportati dal Vangelo di Giovanni sono le parole confidenziali che Gesù rivolge ai suoi.
Sono testi meravigliosi, in cui si sente l’amicizia piena di affetto e il desiderio di donare una speranza più forte delle minacce che incombono.
Gesù infatti vuole sempre rassicurarci in ogni turbamento e lo fa donandoci la sua pace, che accompagna e sostiene quasi miracolosamente anche nei momenti più difficili della vita, permettendoci di attraversarli con la sua forza.
Buona giornata!
don Carlo
Lunedì 16 aprile 2018
Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.
«Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa»
e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».
(Giovanni 5,20)
Bellissimo questo amore tra Padre e Figlio che si esprime in una piena comunicazione di tutto!
Diventa una strada luminosa indicata anche per noi, che siamo chiamati a vivere le dinamiche della vita trinitaria.
Il raccontarsi, il comunicare personale e profondo, il condividere quello che siamo e quello che viviamo è strada necessaria per poterci dire cristiani, perché con il Battesimo siamo stati resi partecipi della natura divina (cfr. 2 Pietro 1,4).
Buona giornata!
don Carlo
Martedì 17 aprile 2018
Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere,
«Voi che ricevete gloria gli uni dagli altri,
e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio»
? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
(Giovanni 5,44)
Siamo sempre così dipendenti dai giudizi di chi ci sta accanto o delle persone che ci stanno più a cuore, da dimenticare che tutto questo è cosa vana.
Solo Dio vede e sa.
Lui può giudicare e lo fa solo con misericordia, dall'alto della croce del Figlio.
La gloria che Dio ci dà non è quella legata i nostri meriti, ma quella che proviene gratuitamente dal suo amore: è infinita tanto quanto è immeritata.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 18 aprile 2018
S. Galdino, vescovo
Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:
«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci»
ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
(Giovanni 6,9)
Quando la sproporzione tra i mezzi e le necessità è così grande, è arrivato il grande momento di Dio.
A condizione che non ci sediamo a vedere cosa farà, ma gli mettiamo a disposizione tutto il nostro 1%.
Non dobbiamo temere di essere poveri, inadatti, sprovveduti.
Dovremmo invece provare i brividi quando ci illudiamo di essere capaci, esperti, sicuri di noi stessi. Siamo infatti mandati a costruire il Regno di Dio, non il nostro.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. 19 & 20
Giovedì 19 aprile 2018
Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia,
«Videro Gesù che camminava sul mare»
e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.
(Giovanni 6,19)
Quando non ce la facciamo il Signore ci viene incontro, ma non come ci aspetteremmo.
Vorremmo magari che ci desse man forte in quello che stiamo facendo, ma Gesù non si mette a remare. Ha altre strade, che sorprendono e che spaventano perché non sono le nostre, ci sembrano illogiche.
Quanto spesso occorre imparare a perdere le nostre idee, accettando che ci sia una strada più sapiente ed efficace, quella che magari un fratello ci sta suggerendo!
Buona giornata!
don Carlo
Venerdì 20 aprile 2018
La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro:
«Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato»
(Giovanni 6,29)
Il punto d’arrivo dove Gesù vuole condurre l’uomo è credere in Lui.
Non semplicemente nel senso di un’affermazione verbale, di una professione di fede a parole: “credere” nel Vangelo di Giovanni è aderire ad un’altra forma di vita, ad una rivoluzione d’amore, ad una rivelazione che ribalta tutto quello che avevamo capito fino ad allora.
Per far questo occorre morire a noi stessi, unica strada per risorgere ad una vita davvero nuova.
Ma non sempre siamo disposti a vivere questa Pasqua.
Buona giornata!
don Carlo
2018.04. dal 21 al 30
Sabato 21 aprile 2018
La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma
«E’ il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero»
Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
(Giovanni 6,32)
Il vero pane è Gesù.
Lui sfama.
Dà spiegazione ad ogni cosa, si riveste di assurdo sulla croce perché tutti lo possano capire e sentire vicino del dolore.
Dà come cibo Se stesso.
Vuole farci Dio, perché la Sua vita sia la nostra, il Suo cuore sia il nostro, il Suo amore dilaghi in noi e poi attorno a noi.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 22 aprile 2018
IV DI PASQUA
Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre.
«Io e il Padre siamo una cosa sola»
(Giovanni 10,30)
Gesù e il Padre sono uno.
Non nel senso che sono la stessa cosa, come due fotocopie, ma nel senso che l’amore infinito che c’è tra loro, che è lo Spirito santo, li rende uno.
È il sogno di ogni amore quello di essere l’uno per l’altra, l’uno nell’altra, non conosciamo un ideale più bello quando siamo innamorati.
Il dono grandissimo che Gesù ci fa è quello di poter realizzare rapporti così tra noi, con tutti.
Buona giornata!
don Carlo
Lunedì 23 aprile 2018
44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: Etutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico:
«Chi crede ha la vita eterna»
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
(Giovanni 6,47)
Gesù parla della vita eterna al presente, non dice “chi crede avrà la vita eterna".
E' la vita stessa di Dio che noi riceviamo in Gesù con l'Eucaristia.
Vivere con Lui significa vivere per sempre già da ora, essere in quella condizione per cui soffriamo, triboliamo, sbagliamo, ma con uno sguardo che va sempre al di là.
Non capiamo molte cose di quello che ci viene chiesto ma ci fidiamo, ci lasciamo condurre perché sicuramente ci conduce alla felicità, il Signore ci ama e non vuole altro per noi.
A volte è molto difficile crederlo, occorre chiudere gli occhi e abbandonarsi.
Buona giornata!
don Carlo
Martedì 24 aprile 2018
Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici:
«Volete andarvene anche voi?»
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
(Giovanni 6,67)
Oggi Gesù rivolge anche a me la fatidica domanda: "Vuoi andartene anche tu?"
Con il mondo che ci circonda non è facile dare la risposta di Pietro.
Eppure nonostante tutte le difficoltà, i dubbi, le incertezze, sento chiaramente che la mia vita lontano da Lui non avrebbe più senso.
Dopo che il Signore è entrato nella nostra vita non astrattamente ma in maniera concreta, Lo si può tradire, deludere, ma non si può più tornare indietro.
Buona giornata!
don Carlo
Mercoledì 25 aprile 2018
S. Marco, evangelista
«Il Signore designò altri settantadue
e li inviò a due a due davanti a sé»
in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “E’ vicino a voi il Regno di Dio”».
(Luca 10,1)
I discepoli vengono inviati, devono camminare, andare verso gli altri, è questo il nostro compito, mai stare fermi, considerarsi arrivati.
Non da soli ma in coppia, insieme, perché non siamo dei battitori liberi, ovunque andiamo rappresentiamo la comunità, la Chiesa con tutta la bellezza e la responsabilità che la cosa comporta.
Ci è chiesto solo di preparare il terreno che sarà Gesù a coltivare, questo ci dà tranquillità perché sarà Lui poi a gettare il seme.
Il nostro compito è più semplice, ci viene chiesto solo di essere persone di pace.
Buona giornata!
don Carlo
Giovedì 26 aprile 2018
Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosé a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosé vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosé, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosé, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo?
«Non giudicate secondo le apparenze;
giudicate con giusto giudizio!»
(Giovanni 7,24)
I Giudei sono prevenuti nei confronti di Gesù, non viene da scuole rabbiniche eppure si permette di interpretare le Scritture.
Egli ci dice che è stato Dio stesso a dare la Legge ma essa va letta attraverso la misericordia.
Prima di tutto c'è sempre l'uomo con i suoi dolori, le sue fragilità, il bisogno di consolazione.
Questa è la prima Legge, accorgersi di chi ci sta accanto, saperne condividere le difficoltà, cercare di interpretarne i turbamenti, in una parola: amarlo.
Tutto il resto verrà dopo, solo in questo modo dimostreremo di fare la Sua volontà.
Buona giornata!
don Carlo
Venerdì 27 aprile 2018
Beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese
Intanto alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
«Cercavano allora di arrestarlo»
ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».
(Giovanni 7,30)
Coloro che sono nel tempio e perciò i più vicini, cercano di arrestare Gesù.
Quelli che sono tra la folla, che lo hanno visto in lontananza e hanno sentito poco di quanto diceva, credono in Lui
Spesso nel Vangelo troviamo questa dicotomia e i più liberi sono i lontani.
Anche a noi può succedere la stessa cosa, ci sentiamo 'di casa con Gesù' e guardiamo con sufficienza chi è un po' ai margini.
Così rischiamo di non incontrarLo di persona, ma solo per sentito dire.
Buona giornata!
don Carlo
Sabato 28 aprile 2018
S. Gianna Beretta Molla
I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose di lui. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi
«Vado da colui che mi ha mandato»
Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».
(Giovanni 7,33)
Gesù sta per essere ucciso eppure tutto la sua attenzione è concentrata sul ritorno al Padre.
Ecco in poche parole condensata la vita di ogni cristiano, uno spazio di tempo in cui lasciar agire Dio in noi, in attesa del ritorno a Lui.
Se viviamo con questa prospettiva è più facile essere distaccati dalle cose e dagli eventi.
Riusciremo ad andare al nocciolo delle questioni, a ciò che veramente è importante, senza lasciarci fuorviare dal contingente e da ciò che appesantisce le nostre giornate.
Buona giornata!
don Carlo
Domenica 29 aprile 2018
V DI PASQUA
Gesù alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te.
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome»
quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
(Giovanni 17,11)
Nell'ora più difficile Gesù prega per noi.
Chiede al Padre di custodirci.
E' bello sapere che già la sera della Sua passione Gesù aveva presente anche me, così come sono con i miei slanci e i miei tradimenti e che poco dopo sarebbe morto anche per me.
Con questa certezza non ho più paura di nulla, se ero nel suo cuore allora, a maggior ragione lo sarò adesso.
Buona giornata!
don Carlo
Lunedì 30 aprile 2018
Gesù disse ai farisei: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”. Dicevano allora i Giudei: “Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?” E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati”. Gli dissero allora: “Tu chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui”. Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù:
«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo,
allora saprete che Io Sono»
e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite”. A queste sue parole, molti credettero in lui.
(Giovanni 8,28)
Gesù ha parlato a lungo della sua missione, ha fatto miracoli per rendersi credibile, si identifica come "Io sono" cioè il nome di Dio, eppure non è accolto.
Solo la morte, e quale morte, darà testimonianza del Suo amore, solo essa ci mostrerà il vero volto di Dio.
Anche nella nostra vita, quando andiamo incontro all'insuccesso dopo aver agito al meglio di come potevamo, proprio in quel momento in cui ci sembra di dimostrare tutto il nostro fallimento è possibile che gli altri scorgano in noi la presenza del Signore.
Questo perché liberati dalla nostra superbia lasciamo spazio a Lui di agire attraverso e nonostante noi.
Buona giornata!
don Carlo
