Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2017.01.01
Domenica 1 gennaio 2017 OTTAVA DEL NATALE NELLA CIRCONCISIONE DEL SIGNORE Giornata mondiale della pace
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.
«Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. (Luca 2,19)
Iniziamo il nuovo anno guardando a Maria. Lei ci insegna tante cose sull’arte di vivere con sapienza alla scuola di suo figlio Gesù. Oggi ci invita a raccogliere i doni che Dio ci fa, non permettendo che scivolino via nel flusso rapido e talora frenetico delle nostre giornate. Lei sa discernere ciò che vale e custodirlo. Sono episodi, persone, sorprese, domande che rendono ricca e sempre nuova la sua vita interiore e le offrono occasioni continue di guardare a Dio, al mistero della sua vita, di meravigliarsi, di capire e di compiere quello che Dio le chiede. Chiediamole che ci accompagni come madre e maestra nello scorrere dei giorni di quest’anno.
Buon anno 2017! don Carlo
2017.01.02
Lunedì 2 gennaio 2017 Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno dottori della Chiesa
Il re disse a Daniele, chiamato Baltassàr: «Puoi tu davvero farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua spiegazione?». Daniele, davanti al re, rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi né da indovini, né da maghi né da astrologi; ma c’è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha fatto conoscere al re Nabucodònosor quello che avverrà alla fine dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto. O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto farti conoscere ciò che dovrà avvenire. Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore.
«Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla» Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d’uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d’argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra». (Daniele 2,31-33)
Il profeta ci dice che anche le cose che ci appaiono più solide e che ci danno sicurezza, hanno una parte nascosta debole e sono destinate a finire. Niente e nessuno è così potente da poterci lasciare tranquilli al riparo per sempre. Solo Dio è l'ancora a cui aggrapparsi, che non ci lascerà mai. Sembra facile dirlo, ma nei momenti di difficoltà, a volte ce ne dimentichiamo e cerchiamo appigli, con il risultato di sentirci in balia delle onde. Occorre fermarsi, rimettere le cose secondo il loro giusto valore, affidarsi alla Provvidenza con la certezza che una soluzione si troverà anche se difficile, ma non possiamo permettere che il cuore sia turbato perché qualunque cosa succeda, esso riposa in Dio.
Buona giornata! don Carlo
2017.01.04
Mercoledì 4 gennaio 2017 «Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni» ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio. (Luca 3,23) Nella cultura giudaica del tempo trent’anni indicava l’età formale per il sacerdozio, era quindi l’età di un uomo maturo, normalmente già sposato da anni, nel pieno delle sue capacità fisiche e psichiche, che si è già costruito una posizione nella società e ha già un bagaglio di esperienza. Gesù entra nel ministero da uomo adulto, esprimendo la pienezza dell’umanità. È l’uomo vero, prototipo dell’umanità. In lui ci possiamo specchiare, identificare, perché è l’uomo perfetto, quello che trova la sua identità nel dono totale di sé. Lui rivela pienamente l’uomo a se stesso. Per questo, l'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo deve avvicinarsi a Cristo (cfr. S. Giovanni Paolo II, Redemptor hominis n.10).
Buona giornata! don Carlo
2017.01.05
Giovedì 5 gennaio 2017
Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui» Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». (Giovanni 1,32)
C’è una luce che Giovanni ha ricevuto dall’alto per riconoscere Gesù. Gli è stato rivelato, indicato chi era colui per il quale aveva dedicato la sua vita. Dio interviene. Fa capire. Anche in modi eccezionali. Non comunica idee o concetti, ma si fa conoscere attraverso un incontro personale. Non è astruso nell’indicare la Sua volontà, parla la nostra lingua personale, quella che possiamo capire. E quando ci parla sappiamo benissimo che è Lui e che quello che abbiamo capito è vero e chiaro. Solo così possiamo giocare le nostre energie per Lui, per il Suo regno e non temere di affrontare qualunque difficoltà.
Buona giornata! don Carlo
2017.01.06
Venerdì 6 gennaio 2017 EPIFANIA DEL SIGNORE
Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, / non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: / da te infatti uscirà un capo / che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. «Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima» Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. (Matteo 2,10)
Vedere la stella non è ancora vedere il Signore Gesù, ma è già per i Magi motivo di gioia grandissima. Infatti non possiamo vivere serenamente se non sappiamo dove andare. Quando invece la strada diventa chiara, quando almeno sappiamo dove mettere il piede con sicurezza nel prossimo passo, il cuore si dilata, sappiamo di essere sulla strada giusta. E anche se la strada è piena di ostacoli il cuore non teme, perché siamo condotti da Lui, per arrivare a Lui.
Buona Epifania! don Carlo
2017.01.07
Sabato 7 gennaio 2017
Fratelli, nel timore di Cristo, «Siate sottomessi gli uni agli altri» le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. (Efesini 5,21)
Vivere al servizio del fratello (o della sorella), per amore: è questo il principio fondamentale dell’etica cristiana che è essenzialmente etica di relazione. Infatti il comandamento dell’amore che Gesù ci ha dato può essere vissuto solo in due o più persone. Questa sottomissione reciproca è anche il segreto dell’amore matrimoniale: vivere nell’altro e per l’altro, sentendo propri i bisogni e le attese dell’altro. Se avviene in una sola direzione può tramutarsi in una schiavitù insopportabile, se invece è vicendevole diventa l’esperienza sulla terra della vita trinitaria, la vita che è in Dio. E si può capire cosa sia Paradiso.
Buona giornata! don Carlo
2017.01.10
Martedì 10 gennaio 2017
Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro:
«Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini»
E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
(Marco 1,17)
Essere cristiani è seguire Gesù, andare dietro a Lui, mettere i nostri passi sulle sue orme. Ciò non significa imitare pedissequamente vestendo come vestiva lui e parlando la sua lingua, ma entrare nei suoi sentimenti, nei suoi obiettivi, nel suo stile di vita, appropriandoci di ciò che a Lui sta più a cuore.
Ciò avviene con una consuetudine sempre più frequente, fino a diventare in certo modo di ogni istante.
A questo scopo il vivere la Parola che è Lui è una strada efficacissima, perché ci configura a Lui: quando la viviamo siamo davvero altri Lui e Lui continua sulla terra a vivere in noi. Non potremmo chiedere di meglio.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.11
Mercoledì 11 gennaio 2017
A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
«Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!»
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
(Marco 1,27)
L’opera di Gesù, negli esordi del suo ministero, è anzitutto di insegnamento e di guarigione. L’umanità è disorientata e malata e Dio si china su di essa per sanarla. In particolare le malattie sono molte, hanno diverse espressioni: possessioni del diavolo, infermità che toccano il fisico, come le febbri, ma la potenza taumaturgica di Gesù non è frenata da nulla.
L’umanità del tempo di Gesù è come la nostra. Noi stessi siamo feriti, ma come tali siamo inviati a essere guaritori, con la parola e la forza di Gesù. Non dobbiamo mai esitare a chiedere il Suo aiuto, meglio se con una preghiera fatta insieme, e saremo spettatori di miracoli e meraviglie come al tempo di Gesù.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.12
Giovedì 12 gennaio 2017
Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; «e venivano a lui da ogni parte» (Marco 1,45)
Nel rapporto con Gesù c’è sempre questo andare e venire, manifestarsi e nascondersi, rivelarsi e farsi cercare. Infatti è tipico dell’amore: esso esige la libertà e ne ha bisogno non solo all’inizio della relazione, ma sempre, in ogni stagione. Certo, noi cerchiamo Gesù perché lui ci ha cercati per primo, ma è pur vero che poi tocca a noi metterci sulle sue tracce, desiderare conoscerlo, scoprire i luoghi per incontrarlo e coltivarli il più possibile. Ed è bello vedere che i nostri compagni di ricerca non sono necessariamente quelli che avremmo previsto, ma vengono davvero da ogni parte, dai luoghi più lontani, sempre attratti da Lui.
Buona giornata! don Carlo
2017.01.13
Venerdì 13 gennaio 2017
Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro:
«Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!»
Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato»
(Marco 2,27)
È uno degli insegnamenti più destabilizzanti di Gesù, che fa tremare le fondamenta della morale del suo tempo e di ogni tempo.
D’istinto infatti riteniamo che l’uomo debba essere sottoposto alla legge, che tutela e garantisce un ordine universale e una regola comune per tutti.
Gesù invece prende di mira il sabato, che per i giudei in forza della Torah aveva una sacralità inviolabile, e mette al centro l’uomo, non la legge. La legge è valida in quanto è di aiuto e di luce all’uomo, ma tutto è per l’uomo e Dio stesso è disceso dal cielo “per noi uomini e per la nostra salvezza”, come affermiamo nel Credo. Un insegnamento liberante che non smetterà mai di esser attuale.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.14
Sabato 14 gennaio 2017
Il Signore Gesù disse:
«La Legge e i Profeti fino a Giovanni:da allora in poi viene annunciato il regno di Dio»
e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge».
(Luca 16,16)
Con Gesù inizia la svolta, un mondo nuovo, che non rinnega quello precedente, ma lo porta a compimento, eliminandone le storture prodotte dalle abitudini e mettendo accenti speciali sull’amore e sulla misericordia. Sono infatti questi i punti decisivi, le chiavi che aprono le porte per comprendere il volto di Dio e di riflesso la vocazione dell’uomo.
Se infatti leggiamo i Vangeli da altri punti di vista rischiamo di rimanerne estranei, addirittura di travisarli.
Buona giornata
Don Carlo
2017.01.15
Domenica 15 gennaio 2017
II dopo l’Epifania
Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro:
«Riempite d’acqua le anfore»
e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
(Giovanni 2,7)
Attingere l’acqua quando manca il vino: non se ne capisce il senso. Ma il Vangelo, sin dall’inizio, ci mostra che occorre seguire Gesù anche quando ci chiede cose strane, che sul momento non capiamo.
Lui sa quello che fa e quello che chiede.
Non c’è altra strada per vedere i miracoli di Dio.
Talora preferiremmo far prevalere la nostra logica piuttosto che amare e fidarsi.
Ma se Lo seguiamo, tutto diverrà chiaro a cose fatte, guardandoci indietro scopriremo che era giusto così, che Lui ha fatto bene ogni cosa.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.16
Lunedì 16 gennaio 2017
Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli
«Disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca,
a causa della folla, perché non lo schiacciassero»
Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
(Marco 3,9)
La folla, provata da mille sofferenze, si getta su Gesù per essere guarita. I gesti provocati dalla disperazione possono essere pericolosi.
Gesù non si sottrae a tutto questo, non rimprovera questa irrazionalità, prende solo le misure per correre rischi.
Intanto guarisce, libera, sgrida in modo imperioso gli spiriti impuri, ma rimane a contatto con questa folla dolorante.
Non dobbiamo temere di immergerci anche noi nel dolore dei nostri fratelli, anche se questo ci condiziona, ci scomoda, ci prende tempo. È così che si manifesta l’amore di Dio per gli uomini in un modo che tutti comprendono. È il primo servizio che Gesù compie verso l’umanità all’inizio del suo ministero e rimane un esempio da non trascurare mai.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.17
Martedì 17 gennaio 2017
S. Antonio abate
Giornata del dialogo ebraico cristiano
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma
«Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno:è reo di colpa eterna»
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Marco (3,29)
Questa imperdonabile bestemmia contro lo Spirito santo ci colpisce molto e ci interroga, perché ci sembra misteriosa, poco comprensibile. Presa in generale appare complessa da spiegare, in questo contesto invece ci sembra chiara.
Gli scribi bestemmiano contro lo Spirito santo perché non solo non riconoscono la Sua presenza nella vita e nelle opere di Gesù, ma la ostacolano, la insultano, affermano addirittura che è Satana ad operare, che Gesù è indemoniato. Questo totale stravolgimento della realtà chiude completamente gli occhi e il cuore e respinge lo Spirito santo combattendo contro di Lui.
È un rischio possibile anche oggi, quando si denigra chi ci parla da parte di Dio e anziché convertirci si lotta contro di Lui.
Lo Spirito ci assista e ci illumini.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.19
Giovedì 19 gennaio 2017
Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
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Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché
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guardino, sì, ma non vedano,
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ascoltino, sì, ma non comprendano,
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perché non si convertano e venga loro perdonato».
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E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole?
«Il seminatore semina la Parola»
Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
(Marco 4,14)
La Parola è sempre la stessa per tutti. Eppure il frutto è così diverso e imprevedibile.
Al seminatore non è chiesto di raccogliere una quantità fissa. Il suo unico compito è seminare.
Con prodigalità, con costanza, con grande fiducia. Anche con gioia, perché è Gesù a inviarci, è Lui che semina attraverso di noi.
Il frutto infatti è garantito, ma non sappiamo da dove spunterà. Talora sarà nullo, talaltra abbondantissimo. Il tutto è indipendente dai meriti, perché il seminatore non sceglie il terreno.
È l’avventura più importante per l’umanità: ne va della sua crescita, della sua dignità e a volte anche della sua sopravvivenza.
Per questo non dobbiamo mai smettere di seminare.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.20
Venerdì 20 gennaio 2017
Sebastiano, martire
Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro?
«Non vi è infatti nulla di segreto non debba essere manifestato»
e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
(Marco 4,22)
Con la venuta di Gesù non ci sono più segreti. Ci sono piuttosto annunci meravigliosi da trasmettere, senza paura e senza sosta.
Non si tratta solo di parlare.
La vita di Dio, che è la vita più bella per l’uomo, si può esprimere in mille modi. L’amore infatti ha un’infinità di manifestazioni e tutte possono trasmettere la realtà di Dio.
E non si tratta di fare cose straordinarie. Gesù ha vissuto nella semplicità della casetta di Nazareth per tanti anni, senza apparire, ma manifestando anche così il volto di quel Dio che vuole vivere con gli uomini diventando loro amico.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.21
Sabato 21 gennaio 2017
S. Agnese, vergine e martire
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»
Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».
(Matteo 10,8)
L’apostolo non parte per sua iniziativa, è mandato.
Non ha bisogno di avere particolari capacità personali: quello che gli serve gli viene tutto donato prima di partire.
Non è un supereroe: facesse anche i miracoli non sarebbe mai merito suo, perché è sempre Gesù che opera attraverso di Lui.
Quindi non può inorgoglirsi neanche dei successi: lasciato a sé non combinerebbe nulla.
Ma è bellissimo per lui vedere come Dio opera, per questo la sua avventura è assolutamente speciale.
L’importante è non trattenere nulla di quanto ha ricevuto, ma donare sempre tutto.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.22
Domenica 22 gennaio 2017
II dopo l’Epifania
Il Signore Gesù prese i suoi discepoli con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione,
«Li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla»
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
(Luca 9,16)
Questo miracolo mostra la sconfinata benevolenza di Dio che viene incontro ai bisogni essenziali dell’uomo.
È anche icona di quell’incessante donare e donarsi di Dio lungo tutta la storia dell’umanità.
Dio dà.
Noi ci concentriamo sulle cose che riceviamo e su quelle che desideriamo, ma nulla sarà mai importante e prezioso quanto Colui che ci dona tutto ciò. Lui è il vero tesoro, ma a volte ci vogliono anni prima che ce ne accorgiamo.
Quando lo capiamo tutto cambia, tutto acquista significato e un nuovo valore.
E si vede che abbiamo capito, dal fatto che anche noi iniziamo a donare e donarci gratuitamente,
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.23
Lunedì 23 gennaio 2017
Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate.
«Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi»
anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
(Marco 4,24)
Conviene essere misericordiosi.
Non lo si fa per convenienza, perché l’inizio è sempre difficile, specie se il torto ricevuto ci fa male.
Ma si ha tutto da guadagnare, perché il cuore si libera, si dilata, si creano nuove affinità e comprensioni con chi sbaglia come noi.
E poi la misericordia che usiamo con i fratelli ricade su di noi, che abbiamo sempre uno sterminato bisogno di essere perdonati da Dio e anche dagli uomini.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.24
Martedì 24 gennaio 2017
S. Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
«È come un granello di senape»
che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
(Marco 4,31)
Noi rimaniamo perplessi quando nelle nostre iniziative gli esordi sono modesti. Ci sembra sempre di avere bisogno di più mezzi, di più capacità per vincere le sfide che abbiamo di fronte.
Se poi abbiamo conosciuto ampi successi, i tempi di magra ci feriscono ancora di più.
Ci preoccupiamo dei numeri, delle presenze e non della qualità evangelica di ciò che viviamo insieme.
Basta invece un granello, purché sia impregnato di autentico Vangelo, per inaugurare una vera rivoluzione nel mondo, aprendolo a nuove prospettive e nuove speranze.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.26
Giovedì 26 gennaio 2017
Ss. Timoteo e Tito, vescovi
Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse:
«Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te»
Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
(Marco 5,19)
Non tutti hanno la stessa vocazione.
Quest’uomo, liberato dai demoni che lo affliggevano, non diventa un nuovo discepolo che segue Gesù, ma un missionario nella sua terra, là dove è conosciuto. Non sarà profeta di parole, ma testimone vivente della potenza di Gesù, della misericordia che Dio ha avuto per lui.
Certo una vocazione meno avventurosa, solo apparentemente meno radicale, perché rimane tra i suoi, nel suo mondo. In realtà è radicalissima, perché rinuncia a sé, al suo sogno di stare con Gesù, sceglie con totalità la volontà di Dio lì dov’è.
Una vocazione simile a quella di tanti di noi, quella di essere testimoni della misericordia che ci ha toccato in famiglia, al lavoro, tra amici.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.27
Venerdì 27 gennaio 2017
Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga:
«Non temere, soltanto abbi fede!»
E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
(Marco 5,36)
Ogni volta è un po’ come la prima volta. Per fidarsi di Dio nei momenti di prova, di oscurità occorre mettere da parte i nostri ragionamenti, la nostra logica, non continuare ad insistere sulle nostre buone ragioni, ma credere che l’amore di Dio è più grande, che è capace di tutto e che il Suo disegno guarda molto lontano.
Noi pensiamo sempre che l’obiettivo sia che quel problema si risolva, che quella persona finalmente cambi, ecc.
In realtà lo scopo più importante è che io creda invincibilmente all’amore, che io ricominci mille volte con fiducia, perché solo questo accende la speranza anche attorno a me e genera la vita di Dio in tutti.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.28
Sabato 28 gennaio 2017
S. Tommaso d’Aquino,
sacerdote e dottore della Chiesa
Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e
«Lo consegneranno ai pagani» perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
(Matteo 20,19)
In questa profezia di Gesù c’è anche l’umiliazione di essere scomunicato dal suo popolo, di essere consegnato e abbandonato nelle mani di pagani che non conoscono Dio, come non fosse più israelita.
Ma in questa condanna c’è il segno di una salvezza che raggiunge tutte le genti, perché la luce dell’amore di Dio brilli su tutte le nazioni della terra e Dio non sia più straniero per nessuno, anzi sia il Dio anche degli estromessi, di coloro che non hanno più patria, che non contano per nessuno.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.29
Domenica 29 gennaio 2017
SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e
«Lo Spirito Santo era su di lui»
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo / vada in pace, secondo la tua parola, / perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli: / luce per rivelarti alle genti / e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
(Luca 2,25)
Simeone è un uomo che onora lo Spirito Santo ascoltando quello che gli suggerisce. È grazie a questo che può vedere la salvezza che Dio prepara. Si lascia guidare interiormente e si trova al posto giusto al momento giusto.
Noi spesso organizziamo la vita nei minimi dettagli di tempo per arrivare a fare quello che abbiamo in mente, che riteniamo giusto.
Grazie a Dio però ci sono gli imprevisti o anche i nostri errori che realizzano un’organizzazione molto più sapiente e ci permettono di essere presenti lì dove è davvero prezioso per noi e per gli altri.
Quando poi tocchiamo con mano certe coincidenze provvidenziali, impariamo a fidarci di più per gioire di più e costruire qualcosa che rimane davvero.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.30
Lunedì 30 gennaio 2017
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro
«Toccò il suo mantello»
Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
(Marco 5,27)
È sufficiente sfiorare con fede il mistero di Gesù per essere salvati.
In fondo basta poco. Un piccolo gesto di fiducia, commesso da chi è stato ripetutamente deluso dalle promesse degli uomini, e tutta la potenza di salvezza di Gesù ci invade.
La misericordia infatti è sconfinata e Dio, che ci conosce bene, sa che siamo fragili e incostanti.
Questo è prezioso per tutti, anche per i santi. Capita anche a loro di scivolare, di non essere all’altezza del Vangelo, ma è sufficiente sfiorare la misericordia di Dio per essere rinnovati e riportati alle altezze del progetto a cui Dio ci chiama e continuare la splendida opera che ci affida.
Buona giornata!
don Carlo
2017.01.31
Martedì 31 gennaio 2017
San Giovanni Bosco, sacerdote
Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».
«E lì non poteva compiere nessun prodigio»
ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
(Marco 6,5)
Se non c’è fede, se manca anche solo l’apertura del cuore, Gesù non può manifestare la sua potenza.
Dio infatti non scavalca la libertà dell’uomo, stabilisce con noi una relazione come fosse tra persone di pari grado.
A Lui basta uno spiraglio, un frammento di fiducia, per poter entrare e trovare spazio in noi. Solo i muri Lo fermano.
Altrimenti tutto rimane come prima, il Dio immenso e onnipotente nell’amore ci sfiora e noi neppure e ne accorgiamo, come non esistesse.
«A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» che possono testimoniare: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia» (Giovanni 1,12.16).
Buona giornata!
don Carlo
