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Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Marzo 2017
Enrico CornelliMarzo 2017Pubblicato il 1 marzo 2017

2017.03.01

Mercoledì 1 marzo 2017

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico:

«Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri»

Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

(Marco 12,43)

Gesù sente molto forte il contrasto stridentissimo fra l’ostentazione tutta esteriore dello scriba e il nascondimento segreto della vedova. Ci educa ad avere il suo sguardo, che diffida delle apparenze e fissa l’attenzione sulle intenzioni del cuore.

A volte riteniamo che la visibilità sia importante ed in effetti l’esemplarità è incoraggiante  e le nostre buone opere devono risplendere davanti agli uomini. Ma occorre operare con cuore disinteressato di sé e trovare accorgimenti affinché tutto sia indirizzato al Padre nostro che è nei cieli e non alla nostra gloria.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.02

Giovedì 2 marzo 2017



Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma


«Dite ciò che in quell’ora vi sarà dato»


perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».


(Marco 13,11)


Spesso guardiamo al futuro, cercando di prepararci al meglio per un appuntamento importante, o per un colloquio che si preannuncia difficile, preoccupandoci di avere risposte per ogni obiezione.
Gesù ci assicura che lo Spirito Santo sarà con noi sempre, e quanto più saremo liberi dentro e capaci di ascoltare fino in fondo tanto più potremo lasciarci guidare da ciò che Lui ci suggerisce. È un’esperienza fatta mille volte e che non smetteremo mai di rifare: sorprenderci nel dire parole che non avremmo immaginato, esprimere idee che intuiamo in quel momento e che si rivelano le più adatte.

Buona giornata!
don Carlo

2017.03.03

Venerdì 3 marzo 2017

Il Signore Gesù disse:

«Dalla pianta di fico imparate la parabola»

quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

(Marco 13,28)

Occorre imparare a riconoscere e leggere i segni. Dio infatti si comunica così.

Il segno più grande è Gesù e il contatto con lui avviene attraverso il segno dell’Eucaristia e della Parola.

Suoi segni sono anche le persone che ci mette vicino, soprattutto se la loro vita è santa, ma non solo: non è raro infatti che attraverso di loro Dio ci parli, ci chieda, ci inviti, ci corregga, ci illumini.

È importante rimanere sempre aperti, duttili, disponibili ad accogliere anche i segni che ci urtano, che contrastano con i nostri modi di vedere. A volte il Signore vuole da noi proprio quella conversione.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.04

Sabato 4 marzo 2017

Il Signore Gesù entrò nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro:

«È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male,

salvare una vita o ucciderla?»

Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

(Marco 3,4)

Quando ci si preoccupa troppo di essere fedeli alle proprie abitudini religiose e le si fanno diventare la cosa più importante si corrono vari rischi.

Il primo è quello di ritenere che la religione consista nelle cose che faccio per Dio, mentre il primato appartiene a Dio, a quello che Lui ha fatto e fa per noi e a ciò che vuole dirci.

Tra gli altri rischi gravi c’è anche quello di cominciare a ritenere secondario ciò che è assolutamente centrale: per esempio dare più importanza alle proprie pratiche che all’amore per i fratelli e alla misericordia.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.05

Domenica 5 marzo 2017
I di Quaresima


Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: / “Non di solo pane vivrà l’uomo, / ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: / “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo / ed essi ti porteranno sulle loro mani / perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: / “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:


«Tutte queste cose io ti darò se,
gettandoti ai miei piedi, mi adorerai»

Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: / “Il Signore, Dio tuo, adorerai: / a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


(Matteo 4,9)



La tentazione del potere: il dominio inebria, alimenta il gusto malsano di essere padroni e comandare. È la tentazione del compromesso col potere, con ogni potere.
Ma sappiamo bene che il potere distrugge le relazioni, mi fa usare le persone, manovrarle per ciò che mi è utile.
Gesù scaccia questa tentazione. Non dominerà, ma realizzerà il disegno di Dio sulle persone, si darà totalmente, laverà i piedi. Passerà beneficando, accogliendo, liberando, valorizzando, mettendo noi al centro.
Seguendo Lui così potremo vivere al meglio nostra Quaresima.



Buona Quaresima!
don Carlo

2017.03.08

Mercoledì 8 marzo 2017

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

«Chi invece li osserverà e li insegnerà,
sarà considerato grande nel regno dei cieli»

(Matteo 5,19)

Ogni parola di Gesù è infinita, proprio perché è Lui. Ne basterebbe anche una sola vissuta con radicalità, immersi nell’amore, per diventare santi.

L’interiorità di ogni uomo l’attende, anche se non ne è consapevole, ne ha bisogno, perché essa esprime chi veramente siamo.

Per questo occorre custodire tutto, essere attenti a vivere tutto, senza selezionare, sapendo che è l’osservanza che nasce dall’amore a dare senso a tutto. Chi ama infatti non trascura neppure i dettagli, valorizza ogni particolare ritenendolo importantissimo.

Buona giornata!
don Carlo

2017.03.13

Lunedì 13 marzo 2017

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

«Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo,

cavalo e gettalo via da te»

ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».

(Matteo 5,29)

Queste parole di Gesù suonano paradossali e in effetti è difficile pensare che ci insegni mutilazioni fisiche così gravi per vincere le tentazioni.

Ma il nostro rischio è di liquidare e vanificare con la parola “paradossale” le esigenze di radicalità del Vangelo. Il linguaggio di Gesù è molto forte perché vuole dirci in modo chiaro che non si scende a patti con il male. Il male ci fa male e inquina sempre le relazioni con i fratelli, frenando o neutralizzando l’amore.

Mentre la libertà di uno sguardo puro è magnifica e permette di vedere la luce splendida e unica che Dio fa abitare nei cuori dei fratelli.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.14

Martedì 14 marzo 2017

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.

«Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”;

il di più viene dal Maligno»

(Matteo 5,37)

La verità ci fa liberi e tutto il Vangelo è una splendida scuola di libertà. Da noi stessi, anzitutto, dai nostri capricci, da tutto ciò che ci ostacola il cammino verso la felicità vera. Una libertà che ci permette di amare davvero con tutte le nostre facoltà, perché la terra sia sempre più specchio del Cielo.

La sincerità permette di aggirare le secche del parlare enigmatico, dell’opportunismo, dell’ipocrisia, tutte armi diaboliche e ci regala la fiducia, l’affidabilità, la trasparenza che lascia intravedere Dio nei fratelli e in tutte le pieghe della vita.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.16

Giovedì 16 marzo 2017

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto;
«E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»
(Matteo 6,6)

Le cose più importanti della vita avvengono nel segreto. Infatti le grandi decisioni che danno una svolta all’esistenza sono per lo più frutto di una riflessione, di un mettersi di fronte a se stessi o, meglio, davanti a Dio.

Per questo è importante coltivare l’interiorità, custodire i doni, darsi il tempo di una verifica, per imparare a conoscerci e a scegliere nel modo più opportuno.

In tutto questo lavorio non siamo soli: il Padre vede nel segreto, conosce le intenzioni dei cuori, sa benissimo chi siamo e non smette di guardarci con infinito amore, invitandoci ad un dialogo sincero e libero con Lui. Lì ritroviamo noi stessi, lontani dalla smania di apparire e dai giudizi che ci condizionano e possiamo davvero optare per il meglio.

Buona giornata!
don Carlo

2017.03.18

Sabato 18 marzo 2017

Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro:

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria,

tra i suoi parenti e in casa sua»

E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

(Marco 6,4)

È difficile essere così liberi da vedere i miracoli di Dio nelle persone accanto a noi. Crediamo di conoscerle troppo bene e ormai le abbiamo catalogate. Non ci aspettiamo sorprese e se avvengono non è così facile accettarle.

È frequente invece attendersi grandi risultati da persone che ci hanno impressionato per alcune qualità, ma spesso ci ritroviamo delusi, perché Dio non guarda come l’uomo, vede il cuore, non bada all’apparenza. E sceglie e innalza chi meno ce l’aspettiamo, quelli dai quali non ci saremmo mai aspettati un gran che.

Anche questo è un invito a convertirci ai pensieri di Dio.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.19

Domenica 19 marzo 2017

Domenica di Abramo

III di Quaresima

Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto:

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli;

conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»

Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

(Giovanni 8,31-32)

Ascoltiamo ogni giorno la Parola non anzitutto per farci un cultura cristiana o per pregare, ma perché diventi vita, il nostro modo di essere, di relazionarci, di decidere. Rimanere nella Parola è infatti questo: far germogliare tutto dalla Parola ascoltata, fino a diventare Parola, a essere quella Parola viva, perché la Parola ci viva per intero.

È questa un’esigenza molto radicale, non sempre tenuta nella giusta considerazione. Non è raro infatti il rischio di ritenerci cristiani perché crediamo nelle verità professate dalla fede, conducendo però una vita lontana dal Vangelo o difendendo con energia idee addirittura opposte.

Buona giornata!

don Carlo

2017.03.20

Lunedì 20 marzo 2017

GIUSEPPE, SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

«Egli si alzò, prese il bambino e sua madre

ed entrò nella terra d’Israele»

Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

(Matteo 2,21)

La preoccupazione più grande di Giuseppe è sempre verso la sua famiglia.

Ogni volta che gli appare un angelo è per esortarlo a proteggere Maria e Gesù.

Questo è ciò che il Signore chiede ai genitori cristiani, preoccuparsi di salvaguardare la propria famiglia. Sembra qualcosa di semplice e scontato ma oggi più che mai, non lo è assolutamente.

Si tratta di giocarsi tutta la vita per tenere insieme ciò che si è costruito con fatica.

E' qualcosa che non finisce mai, perché anche quando i figli diventano grandi occorrono tante energie per tenerli uniti, per tramandare i valori ricevuti, per mantenere la pace.

Non è sempre facile, anzi a volte sembra proprio impossibile, ma l'importante è non desistere.

Non occorrono tante parole, anche quando la vediamo in modo differente l'importante è che gli altri continuino a sentirsi amati, al resto penserà il Signore.

Un giorno poi anche solo il ricordo di chi ci ha voluto bene servirà a farci capire cose che al momento sembravano incomprensibili.

Buona giornata!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Marzo 2017