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Comunicazione

Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Maggio 2017
Enrico CornelliMaggio 2017Pubblicato il 1 maggio 2017

2017.05.01

Lunedì 1 maggio 2017
S. Giuseppe lavoratore



Il Signore Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro:

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua»


E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.


(Matteo 13,57)



Proprio là dove avrebbe avuto motivi per ottenere maggior successo, nel paese di Nazareth che l’ha visto crescere, Gesù incontra un muro di diffidenza e di incredulità.
È così difficile smontare i nostri pregiudizi, le idee che ci siamo fatte, anche se la realtà che abbiamo davanti agli occhi parla molto chiaro.
Ma questo non frena la corsa di Gesù: constata la situazione e riparte. C’è un mondo che lo attende, non saranno certo gli insuccessi a condizionarlo. Fissando lo sguardo sul Padre e su ciò che Gli chiede, prosegue con nuova fiducia, energia ed amore la sua missione.



Buona giornata!
don Carlo

2017.05.02

Martedì 2 maggio 2017
S. Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa

Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

«Voi scrutate le Scritture,
pensando di avere in esse la vita eterna:
sono proprio esse che danno testimonianza di me»

Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».


(Giovanni 5,39)

Gesù è la Parola, il Verbo. Quindi tutta la Rivelazione contenuta nelle Sacra Scrittura parla di Lui, è Lui.
Ma occorre viverla per poter riconoscere Gesù come Parola fatta uomo.
La testimonianza di Dio non passa primariamente dallo studio della Bibbia: la si può scrutare, conoscere a memoria, senza capirla. Tutto questo avviene se non c’è una vita che le dia forma ed espressione visibile.
Quando invece viviamo la Parola insieme, che si riassume nel comandamento dell’amore reciproco, tutti se ne accorgono: c’è un’atmosfera diversa, che accoglie, che coinvolge tutto ciò che è umano. E lì si ritrova l’eterna freschezza e il fascino inconfondibile della presenza di Dio.

Buona giornata!
don Carlo

2017.05.04

Giovedì 4 maggio 2017

Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché

«Soffiava un forte vento»

Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

(Giovanni 6,18)

Quando il vento è contrario tutto si rallenta, anche il semplice camminare richiede uno sforzo particolare, le energie si concentrano istintivamente per lottare e procedere lungo la strada.

Se però fissiamo lì tutta la nostra attenzione perdiamo di vista l’essenziale. Si tratta infatti di scoprire, nel pieno vortice delle  difficoltà, che il Risorto è lì accanto e cammina e lotta con noi. Questo fa sollevare lo sguardo, ci permette di condividere con Lui la prova e ci accorgiamo che una forza e una fiducia tutte nuove ci sostengono. Tutto diventa diverso e riusciamo a fare con pace ogni cosa.

Buona giornata!

don Carlo

2017.05.07

Domenica 7 maggio 2017

IV di Pasqua

Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.

«Nessuno me la toglie: io la do da me stesso»

Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

(Giovanni 10,18)

È la suprema libertà dell’amore: donare tutto, anche la vita, senza alcuna imposizione, in piena consapevolezza.

Lo si vede in Gesù, nei martiri.

Ma è anche un gesto quotidiano che possiamo compiere nelle pieghe più ordinarie della nostra vita, quando liberamente scegliamo di amare anche contro i nostri “interessi”, quando siamo pronti ad accollarcene le conseguenze.

Agli occhi di molti il nostro sembra un perdere. In realtà è la strada segreta e sicura per vivere già da quaggiù la vita in abbondanza, in pienezza.

Buona domenica!

don Carlo

2017.05.09

Martedì 9 maggio 2017

Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».

«Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui»

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».


(Giovanni 6,66)

Sembra impossibile che, una volta conosciuto Gesù, la sua persona, il suo amore, la sua sapienza, lo si possa abbandonare. Lui è la luce, la vita, la gioia, cosa si può trovare altrove?
È vero che la nostra vita è punteggiata da piccoli e grandi tradimenti e che a volte rinneghiamo con le nostre scelte quello che crediamo, ma sembra incomprensibile smettere di essere discepoli.
È il mistero della libertà dell’uomo, che ci rende unici in tutto il creato.
E a questa libertà di ognuno Gesù non smetterà fino all’ultimo di rivolgersi per attirare

tutti alla Vita.

Buona giornata!
don Carlo

2017.05.10

Mercoledì 10 maggio 2017

Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?

«Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei?»

Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».

(Giovanni 7,48)

C’è una qualche infallibilità nel popolo di Dio a riguardo della verità. C’è infatti una specie di “fiuto” con cui la gente semplice comprende subito ciò che è vero e ciò che non lo è, ciò che corrisponde alla verità di Gesù e ciò che se ne discosta.

Non si tratta delle questioni complesse della dottrina e della teologia, ma riguarda soprattutto le persone, i carismi.

Non si giunge alla verità solo con la forza del ragionamento. C’è un’istruzione interiore dello Spirito che ci illumina sempre. Senza di essa i contemporanei di Gesù non avrebbero riconosciuto in Lui il Figlio di Dio.

Buona giornata!

don Carlo

2017.05.11

Giovedì 11 maggio 2017

Quando ormai si era a metà della festa, il Signore Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano:

«Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?»

Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».

(Giovanni 7,15)

C’è una sapienza di Dio che non passa attraverso i libri, ma che discende dall’alto. Ne parla Giacomo nella sua lettera: «La sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera» (3,17).

Gesù è la Sapienza, in Lui c’è ogni verità. Le Scritture che sono ispirate dallo Spirito santo parlano di Lui e Lui porta a pieno significato tutto quanto era stato espresso. È dimorando in Lui che acquistiamo la Sapienza, ma anche chiedendola nella preghiera, vivendo nell’amore tra fratelli e abbracciando Gesù crocifisso con amore nelle prove della vita.

Buona giornata!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Maggio 2017