Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2017.10.02
Lunedì 2 ottobre 2017
Ss. Angeli Custodi
Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e
«Darà la vigna ad altri»
Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: / “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?”. / Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato». In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.
(Luca 20,16)
È paradossale eppure succede. Coloro che sono i depositari da secoli delle promesse di Dio, quando queste finalmente si realizzano non se ne lasciano coinvolgere, ne rimangono estranei.
Ma Dio non interrompe il suo piano di salvezza per tutta l’umanità. Continua ad operare altrove, allargando l’invito ad altri che lo seguono con sorpresa di tutti e con loro apre nuovi sentieri. Dobbiamo solo temere di non autoescluderci a causa delle nostre idee e dei nostri schemi dalla grande avventura con la quale Dio trasforma il mondo. Per questo è necessario rimanere sempre aperti alle novità di Dio e vivere amando tutti.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.03
Martedì 3 ottobre 2017
Gli scribi e i capi dei sacerdoti
«Si misero a spiare il Signore Gesù »
e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.
(Luca 20,20)
Non c’è vicenda guidata dallo Spirito che non sia osteggiata. Spesso chi ostacola è convinto di farlo in nome di Dio, per difenderne la causa. Come se Dio ne avesse bisogno.
Gesù quindi ha dei nemici dichiarati, visibili. Tutto ciò non gli impedisce di rivelarsi a tutti, anzi mostra le ricchezze più profonde del suo essere Dio. È proprio la croce infatti, voluta dai suoi nemici, che rivelerà quella radicalità infinita dell’amore che ci fa conoscere quale sia il vero sguardo con cui Dio guarda ogni uomo.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.04
Mercoledì 4 ottobre 2017
San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia
Il Signore Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra»
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
(Matteo 11,25)
Ogni volta che ci rivolgiamo a Dio la prima preghiera, la prima parola è quella della lode, è il “grazie”.
Tutto quello che siamo da sempre, tutto ciò che abbiamo ci è donato e conservato ad ogni istante dalla sua magnanimità.
È questo il vero punto di vista dal quale guardare la nostra vita, anche nei momenti bui, perché tutto è sempre permesso e accompagnato dal Suo amore e rimarremo sempre sorpresi, stupefatti nel vedere alla fine quali sorgenti di grazie sono state anche le prove vissute cercando di rimanerGli fedele.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.05
Mercoledì 5 ottobre 2017
Carissimo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo.
«Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere»
perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo! Ti ho scritto fiducioso nella tua docilità, sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo. Al tempo stesso preparami un alloggio, perché, grazie alle vostre preghiere, spero di essere restituito a voi. Ti saluta Èpafra, mio compagno di prigionia in Cristo Gesù, insieme con Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori. La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.
(Filemone 14)
È bello questo atteggiamento di Paolo che vuole vedere insieme a Filemone come comportarsi con Onesimo. Potrebbe decidere d’autorità, ma sa bene che le decisioni che piovono dall’alto schiacciano, mentre quando ci si ascolta, si crea un consenso, si presentano le ragioni, senza imporre la soluzione, l’atmosfera cambia completamente.
È lo stile della comunione, per cui quando ci sentiamo coinvolti, le decisioni ci appartengono, le sentiamo nostre, anche se spesso non sono esattamente quello che volevamo noi. Se poi tutti sono pronti a dare la propria idea e anche a perderla, non pretendendo che si realizzi, il frutto è quello che l’amore suggerisce, indicato dal Risorto vivo tra noi.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.07
Sabato 7 ottobre 2017
Beata Vergine Maria del Rosario
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
«Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo»
il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
(Luca 1,32)
Le promesse dell’angelo avranno donato entusiasmo e gioia a Maria, nel sapere quale fosse il disegno del Padre sul figlio che lei avrebbe generato. Certo che poi quelle stesse parole avrebbero creato un contrasto molto stridente con l’esperienza di Gesù: non sarà stato facile per lei riascoltarle nel suo cuore, vedendo la vita nascosta e umile di Nazaret e più tardi nel ministero le opposizioni, i contrasti, l’odio che si sarebbe scatenato su Gesù fino al vederlo crocifisso e morto.
Tutto ciò avrà messo a dura prova la fede di Maria.
Giustamente Elisabetta le dirà: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Luca 1,45).
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.09
Lunedì 9 ottobre 2017
Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”.
«Non andate dietro a loro!»
Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
(Luca 21,8)
Soprattutto nei tempi difficili, sorgono annunci qua e là che danno la fine del mondo per imminente. Gesù raccomanda di non ascoltarli.
Infatti hanno come conseguenza pratica una evasione dalla realtà e un’attesa spesso inerte degli avvenimenti, come se Dio risolvesse finalmente tutti i problemi intervenendo Lui.
Invece è sempre della semina del Vangelo attraverso la testimonianza dell’amore vicendevole, dell’immergerci nella società per esserne il lievito, operando con impegno insieme a tutti gli uomini di buona volontà.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.10
Martedì 10 ottobre 2017
Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa;
«Io vi darò parola e sapienza»
cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
(Luca 21,15)
Nel tempo della persecuzione Gesù garantisce una sua particolare presenza, una grazia speciale di luce e di consolazione. Non c’è bisogno di prepararsi le parole, perché è Gesù stesso a rivivere in noi la sua passione, con la sua sapienza e la sua pazienza.
Siamo infatti come Chiesa il corpo di Cristo e quindi, specialmente in quei frangenti, non siamo più noi che viviamo ma è lui che vive in noi.
Del resto facciamo esperienza di questa assistenza particolare in tante piccole situazioni della vita, quando lo Spirito Santo ci riporta alla memoria parole di Gesù o esperienze personali di grazia che sono le più opportune per quel momento.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.12
Giovedì 12 ottobre 2017
Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga.
«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»
(Luca 21,33)
Più passano gli anni più ci accorgiamo che le mode intellettuali sono precarie: sembrano definitive, risolutive e invece vengono rapidamente soppiantate da altre scuole di pensiero che si presentano ciclicamente in modo ancora più persuasivo, fino all'arrivo di quella successiva.
Il rischio è quello del sospetto generalizzato, di non fidarsi più di nessuno per il timore di rimanere ingannati.
Ma la parola di Dio rimane. È sufficiente all'uomo di ogni tempo di metterla in pratica per comprenderne la verità.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.13
Venerdì 13 ottobre 2017
Il Signore Gesù disse:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano»
in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.
(Luca 21,34)
Il vero ostacolo dell’evangelizzazione non è anzitutto la qualità del linguaggio, la competenza, la persuasività che hanno pure il loro valore.
È decisivo il fuoco.
Al cristiano che arde interiormente della luce della forza del Vangelo bastano anche poche parole, anzi a volte quelle non sono neppure necessarie perché è la vita stessa che grida.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.17
Martedì 17 ottobre 2017
S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –,
«Perché stessero con lui
e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni»
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
(Marco 3,14-15)
Gesù vive insieme ai suoi discepoli sin dall’inizio del suo ministero. Quello che vuole trasmettere è una vita di comunione, quella che si vive nella Santissima Trinità, dove tutto circola, dove ciò che è dell’Uno è dell’Altro e Ognuno in un amore infinito vive nell’Altro.
Stando con Lui si impara a vivere la pienezza delle relazioni.
È questo di cui ha bisogno il mondo, così tentato di frantumarsi, di isolarsi, di chiudersi nei propri egoismi.
La vita di comunione nell'amore scaccia questi demoni.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.18
Mercoledì 18 ottobre 2017
San Luca, evangelista
Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
«Pregate dunque il signore della messe,
perché mandi operai nella sua messe!»
Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
(Luca 10,2)
È il Signore che riscalda i cuori con il suo amore, con la luce del Vangelo. Solo quando c’è questo fuoco dentro ha inizio l’evangelizzazione.
Gli operai che Dio manda sono i più vari: da quelli che Lui si riserva unicamente per questo a quelli che sono immersi nel mondo e possono far correre l’annuncio in ogni ambito in cui l’uomo vive.
Impressiona che Gesù ci chieda di pregare il Padre per questo. Ci ricorda che tutto nasce da Lui, che non si tratta di sviluppare un protagonismo secondo il nostro istinto, ma di sentirci ogni giorno chiamati e inviati da Lui.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.18
Giovedì 19 ottobre 2017
Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: / «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: / “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio.
«Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola,
custodiscila e convertiti»
perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».
(Apocalisse 3,3)
L’avventura della Parola in noi conosce molte tappe.
C’è il tempo dell’innamoramento, quando se ne scopre la sua luce, la sua verità e la novità di vita che ne consegue quando la si mette in pratica.
Poi ci sono varie svolte: il tempo dello studio, dell’approfondimento, dell’aridità, magari anche il tempo della distanza o dell’abbandono.
Ma, se ne abbiamo fatto anche una sola volta un’esperienza viva, ci rimane per sempre e in ogni tempo è possibile sentirne la nostalgia.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.20
Venerdì 20 ottobre 2017
Il Signore Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
«C’erano con lui i Dodici e alcune donne»
che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
(Luca 8,1-2)
La compagnia di Gesù era al completo, non mancava il femminile, che aveva un ruolo prezioso e concreto nella vita quotidiana del gruppo, visto che la loro vita apostolica non era al riparo dei rischi e dagli inconvenienti.
Tutto questo rimane normativo per la Chiesa di sempre, chiamata ad attualizzare in ogni tempo i ruoli e le competenze, valorizzando tutti i carismi che lo Spirito santo invia per favorire l’evangelizzazione.
Occorre pregare perché tutto questo trovi nuova e piena espressione anche nel nostro tempo.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.24
Martedì 24 ottobre 2017
Mentre il Signore Gesù andava per la strada,
«Un tale gli corse incontro»
gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre»». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
(Marco 10,17)
Il Vangelo di Marco è un racconto dinamico, in cui non c’è tempo da perdere, uno degli avverbio che ricorre più spesso è “subito”.
Anche nella pagina di oggi c’è qualcuno che corre verso Gesù. Perché il Maestro sta passando e la domanda che quest’uomo ha nel cuore urge troppo.
Sono il desiderio, il bisogno, la passione, a volte anche la curiosità che fanno correre e mostrano l’importanza di Dio che passa, perché è l’occasione da non perdere, che può rendere indimenticabile e decisivo quel momento, trasformarlo in una vera svolta luminosa per la vita.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.25
Mercoledì 25 ottobre 2017
Il Signore Gesù disse: «Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro:
«Non tutti capiscono questa parola,
ma solo coloro ai quali è stato concesso»
Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
(Matteo 19,11)
È raro sentire Gesù parlare così. Il suo messaggio è normalmente universale per ogni donna, per ogni uomo.
Ma non a tutti è richiesta la stessa cosa, ci sono sensibilità e chiamate diverse e non tutti capiscono tutto.
Qui Gesù accenna alla vocazione alla verginità per il regno dei cieli, che tante critiche, obiezioni e incomprensioni suscita fuori dal contesto cristiano, ma anche all’interno di esso.
Non c’è da stupirsi.
Occorre l’umiltà di fronte ad un disegno che ha proporzioni immense e che esce tutto intero dalla mente di un Dio che è Amore.
Buona giornata!
don Carlo
2017.10.31
Martedì 31 ottobre 2017
Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma
«Il Padre, che mi ha mandato,
mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire»
E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
(Giovanni 12,49)
Questa meravigliosa unità che lega Gesù al Padre ci indica quale direzione occorre prendere per rivivere Gesù.
Anzitutto non va dimenticato il punto di partenza, che cioè l’obbedienza di Gesù è interamente risposta d’amore all’amore del Padre. Quindi anche per noi occorre anzitutto che ci lasciamo amare da Dio, che riconosciamo di essere amati ad ogni istante, in mille modi.
E poi, per amore, vivere sempre con la Parola, tendendo ad essere tutti concentrati e solo concentrati sulla Parola, che ci rende altri Gesù.
Buona giornata!
don Carlo
