Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2017.06.07
Mercoledì 7 giugno 2017
Si avvicinò al Signore Gesù uno degli scribi che gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse:
«Non sei lontano dal regno di Dio»
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
(Marco 12,34)
Lo scriba è soddisfatto della risposta di Gesù e la loda apertamente. È quindi entrato nella logica di Gesù che pone l’amore come unico comandamento di Dio perché l’uomo sia davvero se stesso e si realizzi in pieno.
Ma non è ancora nel Regno.
Infatti non basta sapere e professare la retta dottrina per entrare nel Regno. Occorre viverla.
Solo chi ama conosce Dio, ne fa esperienza ed ha accesso alla vita trinitaria quando l’amore diventa reciproco con i fratelli.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.08
Giovedì 8 giugno 2017
Quando fu vicino, alla vista della città, il Signore Gesù pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu,
in questo giorno, quello che porta alla pace!»
Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: / “La mia casa sarà casa di preghiera”. / Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.
(Luca 19,42)
Non tutte le strade portano alla pace. Anche quelle che ci vengono presentate come le migliori non sono sempre le più sicure. Non sono le leggi a cambiare i cuori con imposizioni esterne, ma è l’esperienza viva della fraternità che apre i cuori ad una nuova mentalità e trasforma le persone.
Non è certo sufficiente, anche se è urgentissimo, cercare di spegnere i focolai di guerra.
Il mondo cambia soprattutto perché ci sono persone che hanno nel cuore ideali grandi e per questi sono pronti a giocarsi con generosità straordinaria, trascinando dietro di sé altri in questa splendida avventura.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.09
Venerdì 9 giugno 2017
Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire:
«Infatti non siete voi a parlare,
ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi»
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
(Matteo 10,20)
Le nostre apprensioni sul futuro vengono messe in fuga quando viviamo questa parola: infatti Dio veglia incessantemente sulla vocazione che ci ha dato e ci assiste con tutti i doni che ci sono necessari (e molto di più!) nella nostra missione di cristiani.
Lo Spirito santo poi non va cercato lontano: è in noi. Non se ne va via.
Tantissime volte ci ha illuminato, suggerito risposte che hanno sorpreso anche noi, dato la forza e la pace di parlare con sapienza anche in situazioni scomode.
Lo farà sempre.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.10
Sabato 10 giugno 2017
Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria,
«Ha gettato tutto quello che aveva per vivere»
(Luca 21,4)
Il discepolo che vive seguendo Gesù si accorge di aver dato già molto di quello che è e di quello che ha. Scelte, decisioni, beni, progetti, impegni sono ormai segnati dalla volontà di Dio e tutta la vita è disegnata su strade che raccontano il Vangelo.
Ci accorgiamo al tempo stesso di avere sempre alcuni spiccioli in tasca: pensieri, situazioni, desideri ai quali siamo ancora attaccati e che cerchiamo di perseguire, oppure cose che cerchiamo di avere.
Saper donare tutto, non trattenere nulla è la strada per permettere al nostro cuore di essere vuoto perché in ogni istante l’amore di Dio lo possa riempire e questa abbondanza divenga vita per i fratelli.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.12
Lunedì 12 giugno 2017
S. Giustino, martire
Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano:
«Non è costui il figlio di Giuseppe?»
Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».
(Luca 4,22)
Gli abitanti di Nazareth conoscono bene Gesù, fa parte della loro quotidianità e proprio per questo non credono in Lui e nelle Sue parole.
Anche noi spesso aspettiamo dei segni eclatanti che scuotano la nostra fede e non ci accontentiamo di vedere l'opera del Signore che si realizza ogni giorno.
Occorre guardare contro luce la nostra vita e vedere le tracce del Suo passaggio che via via Egli lascia.
Dobbiamo però ricordarci che Elia quando ha incontrato Dio non l'ha sentito né nel vento impetuoso, né nel terremoto, né nel fuoco, ma in una brezza leggera (cfr. 1Re 19, 1-18)
Perciò occorre un occhio attento e vigile per accorgersi della Sua presenza nelle piccole cose, altrimenti rischiamo di vivere una vita intera senza incontrarLo personalmente.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.14
Mercoledì 14 giugno 2017
Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò.
«E subito si alzò in piedi e li serviva»
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
(Luca 4,39)
Non c’è tempo per rimanere incantati davanti al miracolo, né per lodare e ringraziare a parole. La suocera di Pietro appena guarita inizia subito a servire.
È questo il segno più eloquente che la guarigione è avvenuta e riguarda tutta la persona, che è restituita alla sua piena capacità di amare.
Noi chiediamo i miracoli per recuperare la salute del corpo, ma miracolo più grande è quando una persona cambia nel cuore e passa dall’egoismo al dono di sé.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.17
Sabato 17 giugno 2017
Secondo il suo solito, di sabato, il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: / «Lo Spirito del Signore è sopra di me; / per questo mi ha consacrato con l’unzione
«E mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio»
a proclamare ai prigionieri la liberazione / e ai ciechi la vista; / a rimettere in libertà gli oppressi / e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
(Luca 4,18)
Sono tantissimi i poveri che attendono questo lieto annuncio di liberazione da ogni schiavitù, di vicinanza di Dio che ci ama e ci fa grazia. Non solo i poveri di mezzi, ma tutti coloro che sono in attesa, che non bastano a se stessi, che non si accontentano delle cose e che danno voce e spazio al desiderio di infinito che portano dentro.
È bello sapere che da quel giorno Gesù non smette di cercare e di raggiungere i suoi fratelli in ogni angolo del pianeta, servendosi di tutto e di tutti, perché ciascun uomo si senta amato e consolato.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.19
Lunedì 19 giugno 2017
Santi Protaso e Gervaso, martiri
Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia»
Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».
(Luca 12,1)
L’ipocrita mette maschere per nascondersi dietro di esse. Maschere sono le apparenze, lo sforzarsi di mostrare un’immagine di sé immacolata e quindi falsa, perché nasconde con cura ciò che potrebbe offuscarla. Così è più facile criticare aspramente chi non rispetta le regole o chi non riesce a stare al passo.
Gesù inaugura la religione dell’interiorità, per cui vale solo ciò che il Padre vede. E il Padre vede nel segreto.
Davanti agli uomini è illusorio pretendere di non sbagliare mai. Anzi, è sempre più credibile chi non nasconde le sue fragilità e le sue debolezze, mostrando che siamo tutti in cammino e dobbiamo sostenerci l’un l’altro, perché tutti abbiamo bisogno dei fratelli.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.25
Domenica 25 giugno 2017
III dopo Pentecoste
Il Signore Gesù disse a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna»
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
(Giovanni 3,16)
Amare è dare.
Dare ciò che si ha di più prezioso, i propri beni non solo materiali, ma anche relazionali, intellettuali.
Essere pronti a donare senza trattenere nulla, neanche i rapporti che ci sono più cari, per poter davvero avere il cuore libero e sempre pieno di Spirito santo, pronti ad accogliere con tutto noi stessi le persone e le realtà che nell’attimo presente ci viene chiesto di amare.
Dio ama così. E la nostra vocazione è offrire, ripresentare al mondo questo Amore.
Buona domenica!
don Carlo
2017.06.26
Lunedì 26 giugno 2017
Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero:
«Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?»
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
(Luca 6,2)
Quando la legge è tutto, non si guardano più le persone.
Si pensa che siano sempre loro a dover entrare in quello che appare loro un tunnel oscuro e incomprensibile.
Si dimentica che la legge è per l’uomo, per la sua vera libertà, per la sua gioia, pur sapendo che non c’è gioia vera che non passi dalla morte del nostro uomo vecchio.
Gesù guarda sempre all’uomo, per lui e per la sua salvezza è disceso dal Cielo.
Buona giornata!
don Carlo
2017.06.28
Mercoledì 28 giugno 2017
S. Ireneo, vescovo e martire
Disceso con i dodici, il Signore Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio»
Beati voi, che ora avete fame, / perché sarete saziati. / Beati voi, che ora piangete, / perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti».
(Luca 6,20)
Ogni volta che il cuore è ricco di cose anche belle o pieno anche di responsabilità per il Regno non siamo abbastanza poveri per entrare nella vita piena di Dio.
In Cielo entrerà solo il nulla, quando saremo solo dono d’Amore e anche sulla terra fanno esperienza vera di Dio solo coloro che da Lui non trattengono nulla e non smettono di attendere sempre tutto. Infatti lo ricevono con sorpresa e gratitudine, perché toccano con mano attimo per attimo la Provvidenza di Dio che non ci fa mancare nulla e ci dona anche quello che non pensavamo neppure di chiedere.
Buona giornata!
don Carlo
