Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2017.07.01
Sabato 1 luglio 2017
Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: / «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché
«Egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi»
(Luca 6,35)
Sembra impossibile vivere queste indicazioni di Gesù, suonano troppo alte, inaccessibili. Ma, a chi prova a metterle in pratica, queste parole danno infinita pace al cuore, confermano, illuminano, offrono l’evidenza di essere nella verità.
Ogni volta che abitiamo questi sentimenti lo Spirito santo ci conferma di essere in Dio, di essere già trasformati in Lui.
Perché il Padre è davvero così: dà con prodigalità infinita, non si lascia condizionare dalle nostre risposte, continua ad amare con fantasia sempre nuova.
E invita, invita: vuole che anche tutti i Suoi figli partecipino della Sua gioia di donare.
Buona giornata!
don Carlo
2017.0703
Lunedì 3 agosto 2017
San Tommaso, apostolo
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro:
«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi
e non metto il mio dito nel segno dei chiodi
e non metto la mia mano nel suo fianco,
io non credo»
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
(Giovanni 20,25)
Tommaso vuol vedere e toccare con mano per poter credere.
Anche per tutti noi è così.
È necessario agli inizi, altrimenti non abbiamo motivi convincenti per fidarci.
Abbiamo bisogno di vedere e vivere sulla nostra pelle esperienze forti di incontro con Dio, nella preghiera, nell’incontro con i fratelli, di vedere persone trasformate.
E Gesù è davvero prodigo nel rivelarsi a chi lo cerca con cuore sincero.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.08
Sabato 8 luglio 2017
Il Signore Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte:
«Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?»
Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
(Luca 4,34)
Non è raro essere tentati di pensare che la volontà di Dio sia una strada che ci porta in rovina. Abbiamo bisogno di mettere a tacere con forza queste voci che vengono dal nemico di Dio e della nostra gioia più vera.
Gesù è solo pienezza di vita, ma la strada che suggerisce non è quella che noi penseremmo.
Per questo occorre mettersi di fronte a lui con libertà, pronti a fare qualunque cosa ci chieda, anche se gli altri non capissero.
Lì troviamo la pace.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.11
Martedì 11 luglio 2017
San Benedetto, abate
Patrono d’Europa
Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore.
«Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia,
e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto»
Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
(Giovanni 15,2)
Le due azioni, tagliare e potare, sembrano simili.
Il risultato estetico dopo questa azione radicale dell’agricoltore appare desolante, senza speranza.
Ma chi è soltanto potato ha ancora in sé la vita, e la vita di Dio ha un’energia prodigiosa.
Sa far risorgere dalle ceneri, risollevare da situazioni impossibili, sa rigenerare situazioni che sembravano spente o misere, infondendo vitalità e santità.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.12
Mercoledì 12 luglio 2017
Ss. Nabore e Felice, martiri
Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro:
«Mia madre e miei fratelli sono questi:
coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica»
(Luca 8,21)
L’appartenenza alla famiglia di Gesù è molto ampia e sconosciuta, ha confini imprevedibili che passano attraverso i cuori degli uomini. Non è raro incontrare persone che hanno idee dottrinali un po’ confuse, ma hanno un rapporto forte con Gesù, di ascolto e di dialogo, lo considerano a tutti gli effetti il loro maestro, amano, servono i fratelli.
Certo, è necessario annunciare integralmente la Parola perché la loro gioia si accresca fino alla pienezza, ma già sin d’ora sono a pieno titolo parte viva della Sua famiglia.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.13
Giovedì 13 luglio 2017
Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi,
«Minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia»
Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».
(Luca 8,24)
Quando ci troviamo interiormente agitati e preoccupati, cerchiamo in vari modi di trovare pace. Certamente a volte si tratta di recuperare un po’ di energie, con un riposo fisico e con qualche giorno di distensione.
Ma a volte la ragione è più profonda. È un’inquietudine pervasiva che si placa soltanto ristabilendo in modo preciso il nostro rapporto con Dio.
Occorrerà ascoltare la Parola e viverla con più decisione e puntualità, oppure riguadagnare gli spazi del nostro “a tu per tu” con Gesù.
Solo Lui è la nostra vera pace.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.14
Venerdì 14 luglio 2017
Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».
«Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo»
Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.
(Luca 8,29)
È fortissimo il male che si impossessa di quest’uomo: è capace di trascinare nel mare una grande mandria di porci.
La potenza del demonio appare invincibile, ma la Parola di Gesù sottomette tutto questo e ci libera, perché Lui è apparso nel mondo proprio per distruggere le opere del diavolo e rendere l’uomo figlio di Dio, portandolo nella vita trinitaria.
La Parola vissuta ha quindi un potere taumaturgico e liberante straordinario, ci rende inafferrabili e ci porta in un altro mondo, pieno di luce e di dedizione generosa, dove l’amore di Dio è la nostra casa.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.17
Lunedì 17 luglio 2017
Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni
«Gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura»
Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.
(Luca 8,37)
I Geraseni sono colpiti dal miracolo di Gesù. È vero, un uomo pericoloso è stato liberato e restituito a se stesso e alla comunità, ma il prezzo di tutti quei porci finiti nel lago appare troppo alto e spaventa.
L’intervento di Dio nella vita porta novità, liberazione, gioia. Ma occorre essere pronti a mettere tutto il resto in secondo piano, perché chiede una vera conversione della mentalità e questo è troppo esigente per chi vede le cose dal di fuori.
Per l’uomo guarito è tutto diverso: lui che ha sperimentato la potenza dell’amore di Dio per lui, è pronto a tutto, ha trovato il tesoro e non vuole più lasciarselo scappare.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.18
Martedì 18 luglio 2017
Al suo ritorno, il Signore Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire. Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse:
«Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro»
Ma Gesù, avendo udito, rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.
(Luca 8,49)
Quando ogni sforzo sembra stato fatto ed è tutto risultato inutile, sopraggiunge la delusione, il peso della sconfitta si fa maggiore, perché anche le speranze sono andate perdute.
Ma non c’è nessun ostacolo che fermi Dio. Lui è il maestro dell’impossibile. Lui continua a seminare la Parola anche sull’asfalto, perché lui spera anche nei sassi ed è capace di far sbocciare un futuro da qualunque situazione.
Neppure la morte lo può frenare, anche quella è stata vinta, superata, sfocia nell’eternità del Suo amore.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.19
Mercoledì 19 luglio 2017
Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono al Signore Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
«Egli prese i cinque pani e i due pesci»
alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
(Luca 9,16)
Gesù non crea il cibo dal nulla, ma moltiplica quello che ha in mano. Così ciò che era pochissimo diventa sovrabbondante, straripante.
Noi siamo poca cosa, ma siamo qualcosa. Occorre che ci sia chiara qual è la nostra “mission”, il compito che Dio ci ha dato sulla terra per il Regno. Magari non la si comprende subito, ma a poco a poco ci viene svelata.
Ciò che è decisivo è che mettiamo tutto nelle mani di Gesù, che non ci sentiamo assoluti protagonisti, ma sempre in ricerca di quello che Dio ci chiede momento per momento.
Allora i frutti si moltiplicano, quando, dove e come meno te lo aspetti.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.20
Giovedì 20 luglio 2017
Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose:
«Il Cristo di Dio»
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
(Luca 9,20)
La risposta di Pietro mette Gesù su un piano nettamente diverso rispetto a quella degli altri. Il Cristo di Dio, l’Unto di Dio era l’atteso da secoli, promesso al re Davide e instancabilmente annunciato dai profeti.
Pietro intuisce per un’ispirazione dall’Alto che è Gesù colui che tutti attendono. Ma non potrebbe mai immaginare chi realmente sia e attraverso quale strada opererà la salvezza di Israele. Dio è sempre altro e oltre rispetto ai nostri pensieri e alle nostre previsioni, chiede sempre conversione e sequela lungo strade inedite.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.21
Venerdì 21 luglio 2017
Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,
«Prenda la sua croce ogni giorno e mi segua»
Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».
(Luca 9,23)
Ogni giorno ha la sua croce.
Occorre che ci svegliamo al mattino e ci disponiamo subito ad accoglierla: sarà un incontro previsto o più spesso imprevisto, ma è importante che ci trovi pronti.
Non si tratta infatti di accettare semplicemente la fatica di vivere: per noi cristiani l’incontro con la croce è l’incontro con Gesù crocifisso, con Lui che ha preso su di sé tutto quello che sperimentiamo di negativo fino ad identificarsi con esso. E l’ha fatto solo perché ci ama.
È quindi un incontro con l’Amore, con il super-Amore.
Lo vorremmo perciò abbracciare sempre, subito e con gioia, senza lasciarci paralizzare, ma continuando ad amare.
Troveremo lì una gioia nuova.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.25
Martedì 25 luglio 2017
GIACOMO APOSTOLO
Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose:
«Di’ che questi miei due figli siedano
uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno»
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
(Matteo 20,21)
Che una mamma ambisca per i propri figli i posti migliori, una realizzazione umana rassicurante e di cui esserne anche un po’ fiera è normale. Quello che questa mamma ancora non sa è che certi posti nel Regno si raggiungono attraverso l’itinerario stesso di Gesù, che ci invita a prendere la croce e a seguirlo. Di fatto la gloria di questi suoi figli è oggi grande in cielo e anche in terra.
Ci sono mamme di santi che non hanno temuto sofferenze per i figli, ben sapendo che Dio prepara gioie infinite. La mamma del cardinale Van Thuan, mentre il figlio era in carcere, chiedeva a tutti di pregare per suo figlio perché restasse sempre fedele alla Chiesa, pronto a compiere la volontà di Dio, perdonando i suoi aguzzini.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.26
Mercoledì 26 luglio 2017
Ss. Gioacchino e Anna
Genitori della Beata Vergine Maria
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto,
«Il Signore Gesù prese la ferma decisione
di mettersi in cammino verso Gerusalemme»
e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
(Luca 9,51)
Gesù è determinato nel seguire quello che il Padre gli domanda. Lui solo sa ciò che lo attende a Gerusalemme, i discepoli, per più che ne vengano informati, non capiscono.
È necessaria per Lui una forte determinazione per decidere, una violenza su di sé. Ma questo non altera la sua mitezza e la sua misericordia verso la gente che incontra. Sentendosi rifiutato non condanna, non minaccia, anzi rimprovera chi usa toni accesi.
Decisi con se stessi, misericordiosi con i fratelli: solo l’Amore realizza questo e ce lo può insegnare.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.27
Giovedì 27 luglio 2017
Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose:
«Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro
è adatto per il regno di Dio»
(Luca 9,62)
La Bibbia, sin dall'episodio della moglie di Lot trasformata in statua di sale, mette sempre in guardia dalla tentazione di voltarsi indietro. È un ripiegamento nostalgico di chi deve affrontare prove impegnative e quindi, per evadere dalla realtà, pensa che sarebbe meglio tornare alla condizione di prima, illudendosi che sia migliore.
Il discepolo del Vangelo invece guarda sempre avanti, perché proprio lì c’è il suo Signore, che lo precede portando la croce di ogni giorno, e sperimentando così che il peso diventa leggero, perché Lui insieme a tutti noi continua a generare nella storia di ogni tempo un mondo nuovo.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.28
Venerdì 28 luglio 2017
Ss. Nazaro e Celso, martiri
Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate,
«Prima dite: “Pace a questa casa!”»
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».
(Luca 10,5)
Il discepolo porta anzitutto la pace.
Quella di Gesù.
Che è pienezza di vita, soddisfazione del desiderio profondo dell’uomo, gioia semplice e vera anche in mezzo alle difficoltà della vita.
Spesso sono le cose e le preoccupazioni ad avere il sopravvento nelle conversazioni. Invece il discepolo inizia con la pace, l’annuncio della presenza amorevole di Dio in ogni istante, il desiderio di vivere da subito con ciascuno una relazione mossa dall'amore.
Buona giornata!
don Carlo
2017.07.31
Lunedì 31 luglio 2017
S. Ignazio di Loyola, sacerdote
«Il Signore Gesù diceva ai settantadue discepoli»
«Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
(Luca 10,2)
Gesù sta costruendo la Chiesa, prima i dodici, ora altri settantadue ( il numero delle nazioni allora conosciute).
Mentre dei primi conosciamo i nomi e a volte il lavoro, di questi ultimi non sappiamo nulla proprio perché vogliono rappresentare tutta la comunità cristiana e perciò ognuno di noi.
A ciascuno è chiesto di essere missionario e di annunciare la venuta del Regno nella propria città, nella propria vita.
E' un annuncio fondato sull'accoglienza, sulla condivisione della mensa e sull'attenzione al più bisognoso.
Ai discepoli è chiesto di andare, camminare, non stare fermi, gli altri si avvicinano andando loro incontro.
Non bisogna poi lasciarsi prendere da facili entusiasmi, occorre essere consapevoli che non tutti accetteranno di buon grado la Parola.
Non importa, a tutto penserà il Signore, a noi è solo chiesto di seminare.
Buona giornata!
don Carlo
