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Comunicazione

Vivi la Parola

Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.

Novembre 2017
Enrico CornelliNovembre 2017Pubblicato il 1 novembre 2017

2017.11.01

Mercoledì 1 novembre 2017

TUTTI I SANTI

Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

«Rallegratevi ed esultate,

perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»

(Matteo 5,12)

Coloro che Gesù chiama beati sulla terra non ricevono di solito grandi riconoscimenti sulla terra, non appaiono agli occhi dei più come esempi invidiabili.

Ma lo sguardo di Dio è completamente diverso. E ciò che brilla ai suoi occhi rimane in eterno. Il resto passa: magari sul momento abbaglia, ma non lascia traccia, svanisce.

Se il nostro pensiero si fissa su di Lui, entriamo in un’altra mentalità, quella dei Suoi figli, che ci conquista, e poco a poco quello che il mondo insegue comincia ad apparirci sempre meno attraente, lo lasciamo con più facilità, ce ne dimentichiamo.

Buona festa!

don Carlo

2017.11.02

Giovedì 2 novembre 2017

            COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI

Il Signore Gesù diceva alle folle dei Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.

«Non meravigliatevi di questo:

viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno»

quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».

(Giovanni 5,28-29)

Tutti ascolteranno la voce di Gesù. Solo Lui, che è la Parola, interpella la coscienza e la vita di ogni uomo o donna della storia.

Sarà la sua Parola vissuta o meno a fare la differenza.

E poiché con l’incarnazione Gesù si è unito in certo modo ad ogni uomo, lo Spirito raggiunge la coscienza di ciascuno, a qualunque cultura o religione appartenga e la sospinge all’amore, unico assoluto criterio di giudizio.

E sarà la misericordia dell’amore crocifisso a giudicare l’umanità.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.03

Venerdì 3 novembre 2017

Il Signore Gesù disse:

«Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore»

Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

(Giovanni 14,2)

Nella casa del Padre, che è anche casa nostra, c’è posto per tutti. Unico desiderio del Padre è che non manchi nessuno.

Ed è importante allenare ogni giorno il nostro sguardo puntandolo anzitutto all'unico padre dei cieli. E poi allargarlo sull'umanità vedendo in ognuno figli suoi e quindi nostri fratelli e sorelle.

Ogni volta che restringiamo il nostro sguardo e di conseguenza i criteri di accesso alla casa del Padre, rischiamo sempre di pensare che comunque il posto per noi sia assicurato.

Anche per questo non va dimenticato quanto ripeteva ai suoi alunni un saggio teologo: non dobbiamo mai dire che qualcuno potrebbe essere all’inferno: dobbiamo invece dire che io potrei andare all’inferno.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.04

Sabato 4 novembre 2017
S. CARLO BORROMEO, VESCOVO

Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore,

«Conosco le mie pecore»

e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».

(Giovanni 10,14)

L’amore vero chiede la conoscenza.

Quando si ama e si è pronti, con la grazia di Dio, a dare la propria vita per i fratelli si tende a vivere un po’ come nella Trinità, gli uni negli altri, si impara a vedere il mondo con gli occhi dei fratelli. Perciò si conoscono sempre meglio le reazioni, i sentimenti, i bisogni, più profondamente si conosce la persona e, se è disposta a farlo, si può arrivare a raccontarsi vicendevolmente quanto Dio opera in noi, cosa ci va dicendo.

Questa comunione ha una forza speciale, dura per sempre perché è radicata in Dio che è amore.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.05

Domenica 5 novembre 2017

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù:

«Il mio regno non è di questo mondo»

se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

(Giovanni 18,36)

Occorre non dimenticarlo.

Il regno di Dio ha dinamiche, obiettivi, stili propri, molto particolari, tutti radicati nel Vangelo e quindi in controtendenza rispetto al mondo. Non c’è quindi da stupirci che dovunque esso si diffonde non sia compreso, venga osteggiato, perché è sentito come una minaccia, anche se si presenta con toni miti e accoglienti.

Ma va detto anche che il Regno di Dio è di questo mondo, nel senso che cresce e si sviluppa quaggiù, nella comunità degli uomini, nonostante tutto, in modo inesorabile.

A noi esserne costruttori, giorno dopo giorno.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.08 & 09

Mercoledì 8 novembre 2017

Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;

«le sagge invece, insieme alle loro lampade,

presero anche l’olio in piccoli vasi»

Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

(Matteo 25,4)

La vita del discepolo di Gesù non è uno sprint che brucia tutte le energie in breve tempo, né un fuoco di paglia impressionante di emozioni che presto si spengono.

È piuttosto una cammino lungo, in cui talora tutto appare chiaro, mentre in altri momenti la nebbia limita la visuale al passo successivo da compiere.

L’invito perciò è alla perseveranza, al riprendere sempre il cammino, ad attingere sempre a quelle riserve di grazia e di amore che lo Spirito Santo alimenta sempre nel nostro cuore.

Buona giornata!

don Carlo

Giovedì 9 novembre 2017

Dedicazione della Basilica Lateranense

La donna Samaritana disse a Gesù: “Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù le dice: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui

«i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità»

perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.

(Giovanni 4,23)

Non è principalmente questione di luoghi o di situazioni, anche se certamente possono aiutare: perché è anzitutto nel cuore che si adora dio.

È nel colloquio personale silenzioso e sconosciuto che il nostro rapporto con lui si sviluppa, si approfondisce.

È nell'adorazione di lui in noi che possiamo parlarGli, cercare di capirLo, chiedere luci per la nostra strada, affidarGli persone che attraversano momenti difficili o situazioni che necessitano di una cascata di luce dall'alto.

E questa adorazione, questa familiarità nutre l’anima ed è fondamento di ogni altra relazione o cosa.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.11

Sabato 11 novembre 2017

S.Martino di Tours, vescovo

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro:

«In verità io vi dico:

tutto quello che avete fatto

a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,

l’avete fatto a me»

(Matteo 25,40)

Poter vedere e amare Gesù nel fratello è una rivelazione che trasforma completamente la nostra immagine di Dio e la nostra relazione con Lui.

Infatti Dio non è più confinato nell’alto dei cieli, ma si rende visibile, lo si può incontrare e toccare.

E soprattutto amare, concretamente.

Perciò il nostro modo di relazionarci con Dio non è più solo la preghiera, che rimane fondamentale e indispensabile, ma Dio riempie la nostra giornata in tutte le relazioni che intessiamo con i fratelli.

E dal modo in cui le viviamo saremo giudicati.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.12

Domenica 12 novembre 2017

Domenica I di Avvento – ‘La venuta del Signore’

Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta». Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?». Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori. Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che ciò non accada d’inverno; perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto. In quei giorni, dopo quella tribolazione, / “il sole si oscurerà, / la luna non darà più la sua luce, / le stelle cadranno dal cielo / e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”.

«Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi

con grande potenza e gloria»

Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo».

(Marco 13,26)

Nel cuore della notte più buia, descritta da Marco in modo impressionante con linguaggio simbolico, il Cristo della gloria si manifesta a tutta l’umanità in modo incontrovertibile.

Questo indica che il credente non ha più nulla da temere: non perché la vita non riservi esperienze dolorose e terribili (ne sano qualcosa i martiri anche dl nostro tempo), ma perché anche allora, anzi proprio allora, Gesù si rivela al discepolo in tutta la sua realtà infinita, che guarisce, salva e trasporta per sempre nell'esperienza indicibile dell’Amore trinitario.

Buon Avvento!

don Carlo

2017.11.13

Lunedì 13 novembre 2017

Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro:

«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»

Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

(Matteo 4,19)

Ogni giorno ci svegliamo con la possibilità di vivere da discepoli del Vangelo, ma dobbiamo decidere di esserlo.

Ogni giorno è una nuova chiamata, che si rinnova poi ad ogni istante, quando scegliamo di seguire Gesù in ogni passo piccolo o grande che ci indica.

Ed è sempre un partecipare alla Sua stessa missione, quella di “pescare” ogni uomo dalle sue schiavitù, dalle sue illusioni e dalle sue paure e regalargli la gioia di conoscere quel Dio che lo ama veramente.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.14

Martedì 14 novembre 2017

Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni?

«”E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”.

Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti”»

Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

(Matteo 7,22-23)

Dio opera attraverso di noi. Ha scelto di raggiungere e salvare i suoi figli, gli uomini, attraverso altri uomini.

Sono tante le parole piene della Sua luce, i gesti che salvano e che regalano tesori immensi, come per esempio i sacramenti e tutte queste ricchezze giungono agli uomini attraverso altri uomini.

Queste meraviglie Dio le può operare anche nonostante noi. Il nostro cuore può essere lontano da Lui e noi possiamo continuare a operare cose grandiose, grazie a Lui.

Ma queste opere non salvano noi.

Solo l’amore salva.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.16

Giovedì 16 novembre 2017

Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni:

«Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio»

perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

(Matteo 9,16)

Abbiamo sempre bisogno di rinnovarci, non di mettere delle pezze.

Abbiamo sempre bisogno di seguire la novità dello Spirito, non di fotocopie sbiadite del passato.

Abbiamo sempre bisogno di creatività e di genialità, non di rimanere prigionieri del “si è sempre fatto così”.

Abbiamo sempre bisogno di immergerci nella grazia del presente, non di rimuginare con malinconia “se avessi detto, se avessi fatto…”.

Abbiamo sempre bisogno di essere Gesù, non di lasciarci incantare da modelli che abbagliano e deludono.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.17

Venerdì 17 novembre 2017
Sant'Elisabetta di Ungheria, religiosa

Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

«Vedendo le folle, ne sentì compassione,

perché erano stanche e sfinite

come pecore che non hanno pastore»

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

(Matteo 9,36)

Vedendo le folle Gesù non si lamenta delle loro fragilità e infedeltà alla legge, non traccia in confini tra i bravi e i cattivi, non stabilisce chi può stare con lui e chi no, chi se lo merita e chi no.

Vedendo le folle Gesù sente nelle sue viscere una tenerezza invincibile, legge negli occhi e nei cuori i dolori nascosti e le speranze tradite, trova parole e gesti per rincuorare e guarire, va alla ricerca di quelli che come Zaccheo nessuno guarda, spalanca a tutti possibilità e orizzonti eterni, perché ciascuno senta anche solo per quel giorno che Dio lo ama veramente.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.18

Sabato 18 novembre 2017

Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli,

«Diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli

e guarire ogni malattia e ogni infermità»

I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».

(Matteo 10,1)

Dare potere, scacciare, guarire. Tre verbi che indicano in sintesi il corredo del discepolo che parte in missione.

Il potere è quello stesso di Dio, che è tutto a servizio dell’uomo, per trasformarlo, per farlo sentire figlio di un Padre, per ridargli la sua dignità sconfinata.

Scacciare che è un buttare fuori con forza satana, le potenze del male che ci assediano, ciò che ci sfigura, ci abbruttisce, ci paralizza, ci impedisce di realizzare quel capolavoro che è ciascuno.

Guarire: ed è così nuova e fresca la vita di chi era incatenato da un dolore, è così bello gustare la piena salute che si era perduta, c’è una tale gioia e riconoscenza che si vorrebbe cantare, danzare, correre, amare senza più perdere tempo.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.19

Domenica 19 novembre 2017

II di Avvento

«I figli del Regno»

In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo:

«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!»

Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

(Matteo 3,2)

Convertitevi! Puntate lo sguardo nella direzione giusta e vedrete!

Non lasciatevi rubare la gioia che Dio vuole regalarvi.

Non lasciatevi imbambolare da quello che fanno tutti, senza accorgervi che quei “tutti” non sorridono più.

Se sapeste cosa potete essere, cosa Dio può fare di voi, come la vostra vita potrebbe cantare la bellezza e incantare chi vi incontra!

Se sapeste quale pace, quale pienezza, quale sapienza abita in chi fissa lo sguardo su di Lui!

Convertitevi!

Sempre.

Anche 100 volte al giorno.

Ricominciando sempre.

Ne vale immensamente la pena.

Buona domenica!

don Carlo

2017.11.20

Lunedì 20 novembre 2017

Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: /

«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato»

abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

(Matteo 11,17)

Il Vangelo è una musica, è un flauto che invita alla danza.

Ci raggiunge come un ritmo che trova subito eco in noi e ci attira ad imitarlo, a muovere i passi in sincronia con esso.

Certo, a volte questa musica ci disturba, ci infastidisce, vorremmo spegnerla, ma siamo noi a non essere accordati, siamo noi che ci chiudiamo e temiamo di familiarizzare con una musica nuova, diversa da quella che amiamo ascoltare e che invece farebbe tanto bene all’anima.

Perché il Vangelo è la musica delle musiche, trasforma la vita di un gruppo, di un popolo, nella più bella delle sinfonie.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.20

Martedì 21 novembre 2017

Presentazione al tempio della Beata Vergine Maria

Giunsero la madre del Signore Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su

«Quelli che erano seduti attorno a lui»

disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

(Marco 3,34)

I parenti stretti sono quelli più vicini.

Così è per Gesù.

I suoi parenti stretti sono quelli seduti attorno a lui.

A volte si tratta di una vicinanza fisica, di un sedergli accanto per ascoltarlo, come in questo episodio.

Ma soprattutto si tratta di uno stesso sentire, di abitare nella stessa logica, quella della volontà del Padre, di lasciarci riempire, come Maria, da quello stesso amore, che da un significato tutto nuovo alla vita e la apre alle Sue sorprese.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.24 & 25

Venerdì 24 novembre 2017

Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù:

«Maestro, da te vogliamo vedere un segno»

Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

(Matteo 12,38)

Si comincia così.

Chiedendo un segno.

Ed è giusto.

Non si può credere soltanto perché ce lo dicono gli altri.

Occorre che anche personalmente ne facciamo in qualche modo un’esperienza concreta, viva, persuasiva.

Spesso occorre iniziare con il fidarsi, l’essere disposti a scommettere, come Pietro che viene invitato da Gesù a gettare le reti dalla barca davanti a tutti in pieno giorno.

Poi i segni non si chiedono più per credere.

Ma in alcuni casi solo per capire, per avere conferma che la strada che percorriamo sia quella giusta.

E questi segni arrivano.

Questo ci basta.

Perché per tutto il resto sappiamo che, qualunque cosa succeda, la nostra vita è in ottime mani.

Sabato 25 novembre 2017

Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto,

«La trova vuota, spazzata e adorna»

Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

(Matteo 12,44)

Occorre che il cuore sia sempre pieno di Dio, pieno d’amore.

Se rimane vuoto, diventa facile preda di tutto ciò che ci schiaccia, dello spirito impuro e di tutti quei pensieri che rattristano, spaventano, ci chiudono in noi stessi.

Potremmo pensare che il pensiero non sia facile da dominare, che sia impossibile difenderlo dalle intrusioni.

Ma non è così!

Se ci attacchiamo al Signore e a sua Madre vedremo anche in questo caso miracoli che non avremmo mai immaginato e che ci lasciano stupiti anche a distanza di tempo.

Buona giornata!

don Carlo

2017.11.30 & 2017.12.01

Giovedì 30 novembre 2017
Sant'Andrea apostolo

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore

«Gesù vide due fratelli»

Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

(Matteo 4,14)

Non si diventa discepoli del Vangelo per nostra iniziativa. Anche quando siamo ben consapevoli che c’è di mezzo un nostro sì, sappiamo anche che prima Qualcuno ci ha guardati e chiamati.

E questo sguardo di Gesù non ci abbandona più, non finisce. Ogni volta che ci rivolgiamo a Lui troviamo che ci stava già guardando. Quel Suo sguardo è tutta la nostra forza, ci trasmette l’amore stesso di Dio, ci rivela chi siamo, ci ricorda che quel giorno è iniziata una storia che continua anche oggi.

Per sempre.

Buona giornata!

don Carlo

Venerdì 1 dicembre 2017

Beato Charles De Foucauld, religioso

I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.

«Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro»

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

(Matteo 17,12)

Gesù è consapevole che la fedeltà a Dio si misura ogni giorno, nelle piccole prove e nelle mille opportunità che ci vengono offerte. Ma sa anche che un giorno verrà anche per Lui il momento più alto, quello decisivo, quello del dolore sconfinato, abissale, della croce.

Non è diverso per noi. Possiamo affrontare le prove grandi e quelle finali solo se durante la vita ci siamo preparati, accogliendo con amore le tante croci di cui è disseminato il cammino.

Sperimentiamo anche che proprio in ogni piccola morte a noi stessi, vissuta per amore, c’è sempre una risurrezione, una rinascita, una vita nuova che spunta e alimenta la vita di tanti altri.

Buona giornata!

don Carlo

A cura di
Autore
Enrico Cornelli
Mese
Novembre 2017