Vivi la Parola
Riflessioni quotidiane sul Vangelo — un cammino di fede giorno per giorno, mese per mese. A cura di Enrico Cornelli.
2017.08.01
Martedì 1 agosto 2017
Sant'Alfonso Maria de’ Liguori,
vescovo e dottore della Chiesa
Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida!»
Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».
(Luca 10,13)
Le città d'Israele in cui Gesù ha compiuto miracoli, non hanno creduto.
Il giudizio su di loro è più severo che sulle città pagane.
E' comunque un giudizio dettato dalla delusione di chi ama e vede vanificato ogni proprio sforzo.
Il Signore parla ai discepoli esprimendo il proprio dolore.
E' come un padre che parla del proprio figlio che si è allontanato, vi sono accenti quasi di rabbia ma è solo amore tradito e non per questo meno intenso.
Buona giornata!
don Carlo
2017.08.03
Giovedì 3 agosto 2017
Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»
Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
(Luca 10,25)
Per ereditare non si deve far nulla, sono i figli che ereditano per il fatto stesso di essere figli, l'eredità è un dono come è stato un dono la vita.
La vita eterna è la vita stessa di Dio che ci dona perché siamo suoi figli.
In quanto tali, non per obbligo ma per amore del Padre, amiamo i nostri fratelli.
Non ci riusciremo in maniera perfetta come avviene per tutti i fratelli di questo mondo, ma in qualche modo ci sentiamo vincolati perché sappiamo quanto sia importante per il Padre.
Non ci chiederemo perciò chi è il nostro prossimo ma quanto siamo noi il prossimo per gli altri, per tutti quelli che non scegliamo ma che il Signore ci mette sulla strada, anche quelli che magari avremmo preferito non incontrare.
Buona giornata!
don Carlo
2017.08.15
Martedì 15 agosto 2017
ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
«Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome»
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
(Luca 1,49)
Quando guardiamo alla vita di Maria rimaniamo stupefatti nel vedere cosa Dio abbia fatto di lei, quali conseguenze meravigliose abbiano avuto i suoi “sì”: il divenire madre di Dio, l’essere tutta e solo amore, il suo essere madre di ogni uomo grazie al dono di Gesù dalla croce, la sua assunzione al cielo.
La festa di oggi è piena di luce, di bellezza e di commozione, vedendola assunta in Cielo.
Ma non ci basti guardarla e contemplarla.
Maria vuole essere imitata, come discepola perfetta.
Vivendo come lei, tutta Parola vissuta, poco a poco ci è dato di riviverla.
Buona festa!
don Carlo
2017.08.06
Venerdì 6 ottobre 2017
S. Bruno, religioso
Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti
«Si compiacciono di essere salutati nelle piazze,
di avere i primi seggi nelle sinagoghe»
e i primi posti nei banchetti divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
(Luca 20,46)
L’ambizione del discepolo di Gesù non è quella del riconoscimento pubblico dei suoi meriti, o dell’apprezzamento delle sue scelte. È invece quella del servizio umile, nascosto, disinteressato, vissuto unicamente per amore.
Il Padre infatti vede nel segreto e non ha bisogno che Gli si spieghino le cose.
Essere talora criticati senza ragione per un fraintendimento non esige che a tutti i costi si chiariscano subito le cose, può essere un’occasione per vivere l’umiltà e soprattutto è la nostra vita di dono generoso di noi stessi che alla lunga dissipa ogni ombra.
Buona giornata!
don Carlo
